Pensiero spirituale sulla vita umana che è un duro combattimento spirituale (Catechismo 407-410)

Cari amici, soltanto quando saremo di fronte al Padre Eterno ci renderemo conto di quale grazia abbiamo avuto con la fede in Gesù Cristo. Grazie ad essa tutti gli interrogativi esistenziali che riguardano il senso della vita hanno ricevuto una risposta.

Il dogma di fede del peccato originale è fondamentale nel Cristianesimo perché è un’analisi della condizione umana che Dio ci dà con la sua Parola e Divina Rivelazione. È in questa luce di fede che il Signore ci dà la risposta alla condizione di male che affligge la natura umana, con la sua morte e Resurrezione grazie alla quale diventiamo nuove creature e figli di Dio.

La superficialità con cui liquidiamo il dogma del peccato originale è tale da non comprendere più da cosa ci ha redenti. Non comprendiamo più il valore della Croce, dell’Incarnazione, della Resurrezione e la salvezza cristiana. Andando quindi a cercare le salvezze umane, false e anticristiche con le quali satana ci attira nella sua rete.

Per salvarci da questa realtà della condizione umana afflitta dal peccato originale – come dicono il Catechismo e il Vangelo – dobbiamo attendere con tutte le nostre forze l’opera della nostra salvezza. Dobbiamo combattere contro il potere delle tenebre che si è appropriato di una parte di noi e che ci trascina verso la perdizione; quindi, una lotta contro i semi del male perché non crescano e non prendano possesso della nostra vita. Una lotta contro la carne, contro il mondo che ci seduce e il maligno che ci tenta, ci devia e ci inganna. Questa vita qui sulla Terra è un duro combattimento. È la battaglia più importante che dobbiamo fare.

Con queste premesse siamo in grado di comprendere la sapienza della Chiesa che ci ha insegnato l’importanza del dogma del peccato originale e che ne ha tratto le conseguenze.

Le idee svolte dal Catechismo sono tre: tutta la storia umana è una lotta contro le tenebre, ognuno di noi deve fare la sua lotta spirituale per salvarsi, Dio in Cristo ci offre la grazia della salvezza.

Un duro combattimento

407 La dottrina sul peccato originale – connessa strettamente con quella della redenzione operata da Cristo – offre uno sguardo di lucido discernimento sulla situazione dell’uomo e del suo agire nel mondo. In conseguenza del peccato dei progenitori, il diavolo ha acquisito un certo dominio sull’uomo, benché questi rimanga libero. Il peccato originale comporta «la schiavitù sotto il dominio di colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo». Ignorare che l’uomo ha una natura ferita, incline al male, è causa di gravi errori nel campo dell’educazione, della politica, dell’azione sociale e dei costumi.

Con la luc dell’intelligenza sappiamo riconoscere il bene, ma nella decisione siamo fragili, soccombiamo e molte volte facciamo il male. San Giovanni nella Sacra Scrittura scrisse che tutto il mondo è sotto l’influsso del maligno. Il diavolo ha potere sulla vita umana in quanto trova i segni del male su cui soffia per farli crescere. Questi semi sono le tre concupiscenze o i sette vizi capitali. Essi indicano quella ferita del peccato originale con la quale il maligno esercita il suo potere. Senza però toglierci la libertà. L’uomo rimane libero, ma senza la grazia non è capace di fare stabilmente il bene.

Proprio nei Paesi occidentali cristiani – nei quali si è ignorata la presenza del peccato originale – non si sono posti dei limiti a quelle forme di falsa libertà. Bisogna riconoscere le tendenze del male che sono in ognuno di noi, per poterle estirpare affinché non diventino nostri padroni. È un passo decisivo sul piano educativo, sociale e politico.

408 Le conseguenze del peccato originale e di tutti i peccati personali degli uomini conferiscono al mondo nel suo insieme una condizione peccaminosa, che può essere definita con l’espressione di san Giovanni: «il peccato del mondo» (Gv 1,29). Con questa espressione viene anche significata l’influenza negativa esercitata sulle persone dalle situazioni comunitarie e dalle strutture sociali che sono frutto dei peccati degli uomini.

Molte leggi non sono conformi alla morale naturale, sono molto permissive e che non tengono sotto controllo sociale il male. Con queste inclinazioni il male dilaga.

409 La drammatica condizione del mondo che «giace» tutto «sotto il potere del maligno» (1 Gv 5,19) fa della vita dell’uomo una lotta:

«Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta incominciata fin dall’origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l’uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l’aiuto della grazia di Dio».

La storia è un campo di battaglia fra la luce e le tenebre, fra Dio e l’angelo ribelle, noi ne siamo protagonisti. L’uomo deve conseguire un’unità fra i desideri più elevati e comportamenti concreti che ne derivano. I Comandamenti di Dio li conosciamo e dobbiamo cercare di di viverli. Nel mondo c’è una spinta al male e il maligno ci aspetta al varco con le sue trappole che non si vedono.

Quando l’uomo è uscito dal Paradiso terrestre, Dio ha dato un segnale di grande speranza: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. Dio non ha abbandonato l’uomo in potere della morte e del male, ma fin dall’inizio ha provveduto alla Redenzione. Fin da quel momento ha preparato la Storia della salvezza che continua tutt’ora. Con l’Incarnazione di Cristo la salvezza è arrivata, fra la venuta di Cristo sulla Terra e la seconda venuta alla fine dei tempi, la grazia viene distribuita a tutti gli uomini. Per questo la Chiesa ha la missione di portare la grazia di Cristo ovunque nel mondo: per far sì che tutti possano avere la grazia della Redenzione.

«Tu non l’hai abbandonato in potere della morte»

410 Dopo la caduta, l’uomo non è stato abbandonato da Dio. Al contrario, Dio lo chiama, e gli predice in modo misterioso che il male sarà vinto e che l’uomo sarà sollevato dalla caduta. Questo passo della Genesi è stato chiamato «protovangelo», poiché è il primo annunzio del Messia redentore, di una lotta tra il serpente e la Donna e della vittoria finale di un discendente di lei.

Questa lotta – a livello individuale – attraversa tutta la storia fino alla fine, ma a livello storico, siamo entrati in una fase della lotta fra la Donna e il serpente. Questo primo grande combattimento spirituale vedrà come vincitore la Donna vestita di sole, una battaglia che vedrà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

È una lotta fra l’angelo ribelle – che vuole distruggere la Creazione – e l’opera della Redenzione. Cristo con sua Madre e tutta la Chiesa vivono la Passione qui sulla Terra e la Resurrezione. Questa battaglia proseguirà fino alla fine e come obiettivo ha la salvezza eterna delle anime.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”