
Pensiero spirituale sul primo peccato dell’uomo
Cari amici, la caduta originale è uno dei temi più importanti per capire la condizione umana qui sulla Terra. Come diceva Benedetto XVI: “Negato il peccato originale si nega anche la Redenzione”.
Gli angeli sono stati creati in grande dignità come purissimi spiriti, elevati in grazia ma non ammessi alla visione beatifica. Proprio nel secondo istante del momento della prova, alcuni seguirono Lucifero nella negazione della dipendenza da Dio e si sono pervertiti. La maggioranza degli angeli, tuttavia, si è sottomessa a Dio nell’amore, nel servizio e sono stati ammessi nella visione beatifica.
L’uomo, invece, è uno spirito incarnato nella materia. È un soffio divino intessuto con la terra. È legato all’universo, allo spazio e al tempo, quindi la caduta dallo stato di grazia è avvenuto in momenti successivi. Anche i progenitori sono stati elevati in grazia, nell’amicizia con Dio, ma non nella visione beatifica. Avendo peccato hanno perso tutti i doni di grazia di cui sono stati rivestiti, come il dono dell’immortalità, della sapienza, dell’integrità, della perfetta unione di anima e corpo, l’assenza della sofferenza.
Questa è la condizione nella quale siamo nati. Per grazia di Cristo – il nuovo Adamo, il Verbo che si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria – attraverso la fede e la grazia dello Spirito Santo, ci sono ridati tutti i doni che avevamo perso. Perseverando in Cristo, la morte diventa un passaggio nella vita eterna, la sapienza ci viene data dalla fede, l’integrità la riacquistiamo attraverso il combattimento spirituale. La morte diventa un incontro con Cristo e il dolore è una purificazione. Questa è la salvezza che ci viene da Cristo ed è molto più di quanto aveva il primo Adamo.
La caduta dell’uomo è raccontata in termini poetici nella Sacra Scrittura. Satana il tentatore, raffigurato da un serpente, si rivolge ai progenitori cercando di deviarli dall’intima unione e dall’amicizia con Dio. Il dono principale era l’amicizia divina, cioè la partecipazione alla vita intima con Dio. Il serpente antico riuscì a fare deviare i progenitori dalla sottomissione e dall’obbedienza a Dio e in qualche modo li rese diffidenti, come se Dio limitasse la loro libertà per tenerli sottomessi; quindi, il serpente – Lucifero – ha trasmesso il veleno della superbia e della disobbedienza con le quali i progenitori sono caduti nel peccato.
Masaccio, pittore del 1500 del rinascimento religioso fiorentino, ci mostra la condizione esistenziale di miseria dei nostri progenitori quando escono dal Paradiso terrestre. Dio nella sua Misericordia li riveste con alcune pelli.
Il peccato originale nella sua formulazione esistenziale a livello della fede è la chiave di comprensione della miseria condizione umana, ma anche della sua Redenzione.
III. Il peccato originale
Il primo peccato dell’uomo
397 L’uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio. In ciò è consistito il primo peccato dell’uomo. In seguito, ogni peccato sarà una disobbedienza a Dio e una mancanza di fiducia nella sua bontà.
L’uomo ha messo se stesso al posto di Dio, un peccato di superbia e disobbedienza. Il peccato originale è la madre – o il padre – di tutti i peccati.
398 Con questo peccato, l’uomo ha preferito se stesso a Dio, e, perciò, ha disprezzato Dio: ha fatto la scelta di se stesso contro Dio, contro le esigenze della propria condizione di creatura e conseguentemente contro il suo proprio bene. Costituito in uno stato di santità, l’uomo era destinato ad essere pienamente «divinizzato» da Dio nella gloria. Sedotto dal diavolo, ha voluto diventare «come Dio» (Gn 3,5), ma «senza Dio e anteponendosi a Dio, non secondo Dio».
399 La Scrittura mostra le conseguenze drammatiche di questa prima disobbedienza. Adamo ed Eva perdono immediatamente la grazia della santità originale. Hanno paura di quel Dio di cui si sono fatti una falsa immagine, quella cioè di un Dio geloso delle proprie prerogative.
Dopo il Battesimo anche noi perdiamo la grazia della santità, ma è possibile riacquistarla con il Sacramento della Confessione.
400 L’armonia nella quale essi erano posti, grazie alla giustizia originale, è distrutta; la padronanza delle facoltà spirituali dell’anima sul corpo è infranta; l’unione dell’uomo e della donna è sottoposta a tensioni; i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all’asservimento. L’armonia con la creazione è spezzata: la creazione visibile è diventata aliena e ostile all’uomo. A causa dell’uomo, la creazione è soggetta alla schiavitù della corruzione. Infine, la conseguenza esplicitamente annunziata nell’ipotesi della disobbedienza si realizzerà: l’uomo tornerà in polvere, quella polvere dalla quale è stato tratto. La morte entra nella storia dell’umanità.
Il Catechismo della Chiesa cattolica propone una sintesi meravigliosa di tutti quei passaggi biblici nei quali troviamo una rappresentazione poetica, della perdita dello stato di grazia, cioè la distruzione della giustizia originale nell’uomo. È tutto espresso dalla Sacra Scrittura, quindi direttamente dalla Parola di Dio. Si spiega la condizione di sofferenza nel quale si nasce. La rottura del rapporto con il Signore causa un’inondazione del peccato nella Storia dell’umanità, che arrivando fino a Noè, fa sì che Dio si penta di aver creato il mondo portandolo alla distruzione.
401 Dopo questo primo peccato, il mondo è inondato da una vera «invasione» del peccato: il fratricidio commesso da Caino contro Abele; la corruzione universale quale conseguenza del peccato; nella storia d’Israele, il peccato si manifesta frequentemente soprattutto come infedeltà al Dio dell’Alleanza e come trasgressione della Legge di Mosè; anche dopo la redenzione di Cristo, fra i cristiani, il peccato si manifesta in svariati modi. La Scrittura e la Tradizione della Chiesa richiamano continuamente la presenza e l’universalità del peccato nella storia dell’uomo:
«Quel che ci viene manifestato dalla rivelazione divina concorda con la stessa esperienza. Infatti, se l’uomo guarda dentro al suo cuore, si scopre anche inclinato al male e immerso in tante miserie che non possono certo derivare dal Creatore che è buono. Spesso, rifiutando di riconoscere Dio quale suo principio, l’uomo ha infranto il debito ordine in rapporto al suo ultimo fine, e al tempo stesso tutto il suo orientamento sia verso se stesso, sia verso gli altri uomini e verso tutte le cose create».
Dopo il peccato originale, nei versetti della Bibbia che riguardano i primi capitoli della Genesi, viene descritta la Storia dell’ umanità come un’inondazione globale del male. Il male dilaga e lo si può fermare soltanto ritornando a Dio.
Oggi, rotto il rapporto con Cristo, rinnegata la fede nella Croce, il male, l’odio, la guerra, l’iniquità dilagano e la medicina è il ritorno a Cristo, unico nostro Salvatore.
Il peccato originale è l’evento primordiale drammatico che spiega – per quanto Dio ci ha concesso di capire attraverso la Divina Rivelazione – il Mistero del male nel mondo.
Tutto questo va osservato in vista della Redenzione di Cristo. Ma nel medesimo tempo guardiamolo anche come un rifiuto della Redenzione di Cristo che è la caratteristica dell’attuale fase della Storia umana. L’umanità moderna vorrebbe sostituire il Cristianesimo con una religione umanitaria, che il Catechismo della Chiesa cattolica chiama: “la massima impostura anticristica”, nella quale l’uomo rinnega la salvezza che viene dalla Croce e immagina una salvezza che viene da se stesso.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”