
La Chiesa ha più che mai bisogno di sacerdoti mariani
Carissimo Padre Livio,
resto sempre ammirata dalla “freschezza” del suo apostolato alimentato della fervente preghiera. Paga certamente il metodo portato avanti negli anni con il quale ha sempre cercato di “annunciare in modo semplice la parola viva del Vangelo”.
Non è un caso che questo coincida con quanto richiesto nell’ultimo messaggio della Regina della Pace dato a Ivan per i Sacerdoti.
Sarà per colpa di una mia particolare avversione a certe proposte sacerdotali estive, il cui scopo principale è quello di radunare più persone possibili grazie all’abbinamento cibo – musica; pizza day, salsicciate, karaoke e chi più ne ha più ne metta. Fuochi di paglia, che si spengono presto e dei quali nulla rimane.
Un anziano e santo sacerdote della mia città, ha suddiviso le 13 ore al pubblico della sua giornata in: “adorazione davanti al Santissimo – confessionale”. Risultato: la chiesa sempre piena. Non pensa anche lei che Signore lo si trovi nel silenzio e nella preghiera? La convivialità è una cosa bellissima, ma “annunciare in modo semplice la parola viva del Vangelo” è decisamente un’altra storia.
La saluto con questo mio ricordo legato ad una fede “semplice” ma viva.
Durante il periodo estivo i miei genitori erano soliti portare noi figli a visitare i vari Santuari Mariani presenti in tutta Italia. Sono rimasta così affascinata da questa consuetudine, da aver fatto la stessa cosa con i miei figli. Adesso, che i miei genitori sono molto anziani e non guidano più la macchina, ce li accompagno io in segno di riconoscenza. Cosa mi porto a casa? La stessa pace del cuore che accomuna tutti i Santuari, ma anche lo stesso stupore che in me bambina destavano quei luoghi benedetti dalla Mamma Celeste.
Pregherò per lei, affinché possa continuare ad annunciare in modo semplice la parola viva del Vangelo. Buon cammino !
Ave Maria,
Gianna
Cara Gianna,
la Madonna nel suo messaggio attraverso Ivan, riguardante i Sacerdoti, ci ha invitato a tornare al Vangelo “sine glossa”, come aveva ben compreso San Francesco. “Sine glossa”, significa Vangelo semplice, così come è stato scritto dai quattro evangelisti, evitando modernismi e mondanizzazioni che lo oscurano e lo rendono insipido.
Il Vangelo ha come autore principale lo Spirito Santo e come coautori umani dei testimoni oculari quali furono gli evangelisti, che ci restituiscono il clima unico e irrepetibile quale fu quello del Figlio di Dio che è venuto fra noi per annunciare la buona novella.
Il Vangelo va letto nella luce della fede, con la purezza di cuore, come fanno i santi, anche quelli moderni, come Carlo Acutis, e non ha bisogno di orpelli che lo rendano interessante. D’altra parte questo era il metodo anche del Santo Curato d’Ars, che attirava dalla Francia folle di uditori delle sue prediche.
La Madonna invita noi sacerdoti a un cammino che sia quello della santità, il che significa che le varie iniziative pastorali e sociali rischiano di essere fuochi di paglia se noi sacerdoti non ci applichiamo alla preghiera, con al centro la Parola di Dio e l’Eucaristia, e a uno stile di vita come fu quello di Gesù “Buon Pastore”.
Il fatto che un numero sempre più grande di Sacerdoti si rechi ogni anno a Medjugorje è una grazia immensa per la Chiesa, perché alla scuola della Madonna imparano l’essenziale e lo vivono nella loro vita.
Personalmente posso dire di aver passato metà della mia vita a leggere libri di cultura religiosa, in particolare quelli di teologi e saggisti di grido, ma a quella scuola ho imparato ben poco, rispetto a quello che ho assimilato alla scuola della Regina della pace e dei suoi messaggi.
La Madonna ha bisogno di sacerdoti che siano “i portatori dei suoi messaggi”, ma per far questo devono mettersi umilmente alla sua scuola, perché Maria è la Madre del Verbo e la Sede della Sapienza.
La Chiesa per rinnovarsi e per essere la “Luce delle genti” ha bisogno che i suoi Sacerdoti siano profondamente mariani.
Ave Maria
Padre Livio