
Pensiero spirituale sull’affermazione del Catechismo della Chiesa cattolica: “Maschio e femmina li creò”
Cari amici, l’antropologia cristiana ha in sé le pagine più belle e più elevate della Divina Rivelazione che svelano all’uomo quel Mistero che è se stesso. Viene rivelato dalla Parola di Dio, senza la quale vagheremmo nelle tenebre fino alla fine del mondo. Con la ragione umana possiamo ottenere qualche convinzione profonda e vera, come il fatto che Dio esiste e che abbiamo un’anima spirituale e immortale. Ma l’origine dell’uomo – che viene creato dall’amore di Dio – e il suo destino ultimo – che è l’approdo per grazia all’amore infinito e alla vita eterna – è rivelato e donato da Dio nel corso della storia della salvezza.
La natura umana ha due componenti fra loro relative e di pari dignità che sono la mascolinità e la femminilità. La Sacra Scrittura sintetizza questo concetto in un’espressione molto forte: “Maschio e femmina li creò”. Il soggetto è Dio, la Sua potenza e il Suo amore. Egli li crea con pari dignità ma anche diversi e reciproci l’uno all’altra. Sono chiamati a vivere fra loro un Mistero di amore – come è il Mistero stesso dentro Dio – e nel medesimo tempo a cooperare all’opera della Creazione attraverso la donazione reciproca del loro amore. Questa è la più alta rivelazione che Dio abbia fatto – quella della Genesi – fondamentale per rispondere alla domanda: “Da dove viene il mondo?”. Il mondo l’ha creato Dio, è distinto e dipende da Lui; quindi, il mondo è buono perché è stato creato dal Signore.
Una particolare attenzione va alla creazione dell’uomo – immagine di Dio – per la sua anima immortale e spirituale ma con la componente materiale del corpo. Esso sintetizza l’universo e, unito all’anima, riflette la divina bellezza e la divina immagine. Questa è una realtà che Dio ha creato e che satana ha inquinato nel momento stesso in cui la serpe si è introdotta nel Paradiso terrestre. L’uomo è chiamato a ricostituire questa bipolarità, attraverso il Sacramento del matrimonio con l’aiuto della grazia.
Il ruolo della donna è fortemente minacciato dal secolarismo, dal materialismo evoluzionista e dalla teoria del gender, che è uno dei tanti capricci della rivoluzione sessuale che manca di fondamento nella realtà. La mascolinità e la femminilità fanno parte strutturalmente della Creazione, non è una variazione.
I punti del Catechismo della Chiesa cattolica illustrano come le due componenti della natura umana – l’uomo e la donna – siano fra loro di pari dignità, diversi ma reciproci.
Uguaglianza e diversità volute da Dio
369 L’uomo e la donna sono creati, cioè sono voluti da Dio: in una perfetta uguaglianza, per un verso, in quanto persone umane, e, per l’altro verso, nel loro rispettivo essere di maschio e di femmina. «Essere uomo», «essere donna» è una realtà buona e voluta da Dio: l’uomo e la donna hanno una insopprimibile dignità, che viene loro direttamente da Dio, loro Creatore. L’uomo e la donna sono, con una identica dignità, «a immagine di Dio». Nel loro «essere-uomo» ed «essere-donna», riflettono la sapienza e la bontà del Creatore.
L’atto creatore di Dio è un atto di sapienza e di volontà, non sono una necessità della materia a cui Dio si piega. Sono concepiti e realizzati dal grande artista dell’universo.
Non vi sono sottomissioni dell’uomo alla donna o della donna all’uomo tanto che San Giovanni Paolo II diceva che lo sposo e la sposa devono praticare la reciproca sottomissione. Sono a immagine di Dio per quanto riguarda l’anima spirituale e immortale.
In Grecia, dato che la donna è soprattutto sensibilità, negavano l’aspetto intellettivo e la componente dell’anima. Questi sono gli errori in cui cade la ragione umana quando non c’è l’illuminazione della Parola di Dio. Sono due capolavori che devono essere concepiti relativi l’uno all’altra, è incomprensibile la donna senza l’uomo e viceversa.
370 Dio non è a immagine dell’uomo. Egli non è né uomo né donna. Dio è puro spirito, e in lui, perciò, non c’è spazio per le differenze di sesso. Ma le «perfezioni» dell’uomo e della donna riflettono qualche cosa dell’infinita perfezione di Dio: quelle di una madre e quelle di un padre e di uno sposo.
Le mitologie, nelle quali si danno raffigurazioni umane degli dèi o si indentificava Dio con la mascolinità, in realtà sono forme di idolatria che la Bibbia ha sempre combattuto fin dalle origini. Le perfezioni sono espressioni umane con le quali si cerca di risalire a Dio nella sua trascendenza assoluta. Il Catechismo della Chiesa cattolica sottolinea che in Dio ci sono tutte le perfezioni che sono nell’uomo e nella donna, quindi quella della paternità e della maternità.
Questa riflessione è pregnante e ricca di spunti. Aiuta i giovani a costruire una loro identità, non in contrapposizione ma nella stima dell’altro sesso. Specialmente i ragazzi hanno bisogno di scoprire questa catechesi, una dottrina basata sulla Parola di Dio per cui la ragazza è un dono e una creatura di Dio con pari dignità dell’uomo che va rispettata. Ci sono tante altre ragioni umane perché questo rispetto diventi ancora più profondo in quanto la donna è chiamata a diventare madre. Tutti gli uomini hanno un richiamo al fatto che sono stati nel grembo di una donna. Questi ricordi e questa consapevolezza – che deve maturare nella psiche dei ragazzi e dei giovani – devono portarci a evitare ed estirpare nella nostra società ogni forma di oppressione e violazione della dignità della donna. Dio non ha creato l’uomo superiore alla donna, ma li ha creati uguali e di pari dignità. Sono concetti da infondere già dai primi di vita, solo allora si combatte alla radice uno degli obbrobri che esiste da sempre: ovvero la violenza nei confronti della donna, qualcosa di insopportabile, inaccettabile e barbarico.
L’uomo e la donna sono talmente reciproci l’uno all’altra che formulano un’unica natura umana. Ontologicamente, psicologicamente, sentimentalmente ed esistenzialmente ci deve essere quell’atteggiamento di rispetto, di stupore, di stima, di ammirazione per quella che è l’opera del creatore. Un mio professore disse: “Dobbiamo essere psicologicamente ciò che siamo ontologicamente”. Significa che se siamo ontologicamente figli di Dio, allora psicologicamente –nell’atteggiamento interiore – dobbiamo essere figli di Dio. L’uomo e la donna devono coltivare la reciprocità, il rispetto, la stima, l’amicizia.
Agli uomini e ai maschietti suggerisco di non alzare mai una mano contro la donna per nessun motivo, mai eccedere nel linguaggio scurrile o violento perché è il diavolo che vi aizza. Se dovesse capitare, non perdete l’occasione di chiedere scusa. Bisogna metterlo come principio di fondo della propria vita.
«L’uno per l’altro» – «una unità a due»
371 Creati insieme, l’uomo e la donna sono voluti da Dio l’uno per l’altro. La Parola di Dio ce lo lascia capire attraverso diversi passi del testo sacro. «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile» (Gn 2,18). Nessuno degli animali può essere questo «pari» dell’uomo. La donna che Dio «plasma» con la costola tolta all’uomo e che conduce all’uomo, strappa all’uomo un grido d’ammirazione, un’esclamazione d’amore e di comunione: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa» (Gn 2,23). L’uomo scopre la donna come un altro «io» della stessa umanità.
L’esegesi cattolica nello spiegare questa metafora è stata molto acuta. Dio estrae la donna dalla costola di Adamo, questo è un atto simbolico col quale – l’autore biblico – vuole dire che la natura della donna è medesima a quella dell’uomo. Quindi, non vi è una natura superiore a quella della donna. Sono della stessa umanità, di pari origine e di pari dignità.
372 L’uomo e la donna sono fatti «l’uno per l’altro»: non già che Dio li abbia creati «a metà» ed «incompleti»; li ha creati per una comunione di persone, nella quale ognuno può essere «aiuto» per l’altro, perché sono ad un tempo uguali in quanto persone («osso dalle mie ossa…») e complementari in quanto maschio e femmina. Nel matrimonio, Dio li unisce in modo che, formando «una sola carne» (Gn 2,24), possano trasmettere la vita umana: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra» (Gn 1,28). Trasmettendo ai loro figli la vita umana, l’uomo e la donna, come sposi e genitori, cooperano in un modo unico all’opera del Creatore.
I figli sono un dono di Dio per i genitori. Dio crea l’anima immortale e spirituale. I genitori cooperano con l’Opera divina attraverso il loro amore reciproco, dando origine all’embrione. L’infusione dell’anima avviene nel momento stesso in cui si forma l’embrione. Per questo motivo, il Concilio Vaticano II afferma che l’aborto è un delitto. Nell’embrione appena formato è presente tutto il programma dell’essere umano. Il vero problema è quello di come evitare l’atto dell’aborto che è una violenza per il bambino e per la donna stessa.
373 Nel disegno di Dio, l’uomo e la donna sono chiamati a dominare la terra come «amministratori» di Dio. Questa sovranità non deve essere un dominio arbitrario e distruttivo. A immagine del Creatore, «che ama tutte le cose esistenti» (Sap 11,24), l’uomo e la donna sono chiamati a partecipare alla Provvidenza divina verso le altre creature. Da qui la loro responsabilità nei confronti del mondo che Dio ha loro affidato.
L’atteggiamento che abbiamo nei confronti di ciò che possediamo, dobbiamo averlo anche nei confronti della Terra. È la casa che Dio ha dato all’umanità e che il diavolo vuole distruggere. Anche la Madonna ha avvisato l’umanità: «Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete» (25 gennaio 1991). Il diavolo lo distrugge non solo con gli inquinamenti ma anche con armi che se usate potrebbero distruggere il pianeta Terra. La Regina della pace ci chiama a opporci ad esso con la preghiera e il digiuno, per disarmare satana. Lui è il vero nemico della Creazione. Nel tempo dei Segreti, quando l’umanità si accorgerà che la Gospa vince, anche gli ingannati da satana si sposteranno dalla parte giusta.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”