
La pace del cuore è il dono più grande
Caro Padre Livio, volevo darti una mia piccola testimonianza. Per me tutto il chiasso e le vicende del mondo non hanno più interesse perché le ritengo cose futili e superflue, ovviamente tengo invece molto in considerazione gli accadimenti visti con occhio escatologico perché è l’unica cosa che conta.
Le tue catechesi e i tuoi approfondimenti la mattina da questo punto di vista sono veramente un faro nella nebbia che ci circonda. Da diversi mesi prendo in considerazione le esortazioni della Madonna, pregare e pregare, solo questo basta, al resto pensa Lei come disse San Giovanni Paolo secondo a Fulda, e lo faccio per me stesso ma anche e me ne prendo carico per la mia famiglia per le mie figlie e i figli che loro avranno perché sono certo della promessa della Madonna il primo dell’anno scorso.
Questo perché sia mia moglie che le mie figlie hanno perso la strada maestra, sono diventate mondane, ma non perdo la speranza perché hanno dentro loro il buon seme e sono certo che i miei rosari e preghiere nel tempo dei segreti saranno serviti a convertire loro insieme a me. Io non sono depresso da tutti questi accadimenti e quelli che verranno ancora più spaventevoli, nemmeno dal fatto che i miei siano lontani dalla Chiesa e dai sacramenti, invece mi stupisco del fatto che più prego il rosario più mi invade la pace del cuore e con essa la gioia di vivere la quotidianità.
E quando mi accorgo che questa pace sta scemando a causa delle mie cadute o stanchezze, mi affretto di andarmi a confessare per ritrovare la gioia interiore e riprendere il cammino per una continua conversione. Questa pace del cuore che proprio il mio confessore mi concede nel cancellare le mie colpe con la frase “Dio ti conceda la pace del cuore” e questo mi ha sorpreso molto perché è quanto tu sostieni esortandoci nelle tue catechesi.
Lo prendo come un segno ed è proprio così, il mondo può cambiare solo attraverso la pace del cuore e questa la si raggiunge solo attraverso la preghiera quotidiana soprattutto il rosario e attraverso questo si testimonia agli altri senza parole ma attraverso la serenità degli sguardi e le braccia tese come prolungamento di quelle di Maria.
Fino a qualche tempo fa recitavo il rosario con le dita delle mani per segnare le Ave Maria, poi ho sentito la necessità di comprarli a un rosario vero, ma nel frattempo mi son ricordato che nella Chiesa della mia parrocchia su un altare laterale dedicato a San Rocco con tanto di affresco molto bello che raffigura il santo e il suo cane, stava abbandonato da anni e anni un vecchio rosario pure rotto. L’ho preso in prestito “chiedendolo” a San Rocco, l’ho aggiustato e adesso me ne servo quotidianamente e lo porto sempre con me e durante le passeggiate con il mio cane lo uso al meglio. È proprio vero che il rosario se recitato con costanza può cambiare i cuori ed il mondo.
Ave Maria
Padre Livio.
Andrea
Caro Andrea,
Hai dato una bella testimonianza di come la pace del cuore sia possibile anche nel nostro mondo agitato. Hai compreso che prima di tutto bisogna essere in pace con Dio e alimentarla con la preghiera quotidiana.
Ogni giorno bisogna ricominciare da capo per ricostruirla. Questa applicazione costante vale la pena perché non c’è nulla di più prezioso e desiderabile nella vita.
Un cuore in pace la diffonde ovunque si trovi, anche nelle situazioni più difficili. Beata quella famiglia nella quale vi è una persona che irradia pace.
La pace nel mondo non può esserci se i cuori non sono in pace. E’ necessario un miracolo della grazia e della buona volontà. E’ necessario che i cuori ritornino al Dio della pace e dell’amore.
E’ necessario che nell’umiltà i popoli incominciano a guardare a quella fonte inesauribile di pace e di amore che è il Cuore trafitto di Gesù.
Ave Maria
Padre Livio