
Pensiero spirituale sul mistero della coscienza
Cari amici, la coscienza morale è un tema fondamentale perché in base ad essa viene diretta e guidata la nostra vita. È una realtà molto personale che avvertiamo nel nostro cuore e che merita di essere approfondita nella luce della fede. È un tesoro prezioso che ha l’uomo e non altri esseri viventi. Attraverso la coscienza Dio ci parla, infatti, la definizione più semplice della coscienza è proprio la seguente: è la voce di Dio in noi. È quel rapporto diretto che c’è tra il Padre e ogni persona. La Madonna nei suoi Messaggi ha detto che ogni uomo – raggiunta l’età della ragione – ha la possibilità di distinguere il bene dal male e di arrivare alla conoscenza di Dio, quindi di dirigere la propria vita secondo la Sua volontà.
Nel mondo ci sono le potenze del male che cercano di deviare e oscurare, sta a noi decidere se prediligere la voce della coscienza o delle passioni. Alla fine, ognuno avrà una responsabilità morale per cui dovrà rispondere a Dio di come avrà guidato la propria vita.
È una verità della fede oltre che della ragione l’esistenza dell’anima umana, di questo soffio divino che Dio ha messo nell’uomo. È una concezione dell’uomo espressa nella Genesi: “L’uomo ha una componente “materiale” e una “spirituale”. Nella Sacra Scrittura l’uomo che Dio prese dal fango, venne riempito dal soffio del Suo spirito, ovvero di Dio. Questo soffio, che dà la vita, è l’anima spirituale e immortale che ha impresso in sé la coscienza.
La coscienza è un mistero, essa è nostra, è parte di noi, è un sigillo divino che ha impresso nell’anima umana la legge morale, come ha fatto anche con i dieci Comandamenti. La voce della coscienza si fa sentire, ci approva, ci indica il bene da fare, ci rimorde quando facciamo il male, ci esorta a lasciare la via del male ed è una realtà che c’è solo nell’essere umano.
Il passaggio dall’animalità all’umanità è un abisso insuperabile. Una delle ragioni per la quale diciamo che l’uomo non è riducibile ad un animale, è proprio dovuto al suo intelletto che è capace di ragionamenti che vanno oltre alla materia. Si può passare dalle creature al Creatore attraverso le vie che dimostrano l’esistenza di Dio. La luce dell’intelletto non è come quella dell’animale legata alla materia. Così si arriva alla libera volontà che è diversa dall’animale che ubbidisce all’istinto. L’uomo ha una responsabilità morale che gli animali non hanno.
Questo salto – che c’è fra la materia organizzata e vivente e l’uomo – è dovuto proprio alla sua anima immortale e spirituale. Il sigillo morale è distintivo dell’uomo perché, in base a esso, è capace di distinguere e scegliere il bene e il male. Questo è il tesoro prezioso che Dio ha donato, è impresso in noi e possiamo ascoltarlo. Se ascoltiamo siamo approvati altrimenti siamo torturati. In base alla coscienza verremo giudicati perché Dio giudica il grado di responsabilità che abbiamo avuto nella nostra vita nel fare determinate scelte.
Alla fine, anche chi non è cristiano e chi non ha avuto la grazia di essere educato dalla fede, viene giudicato. Tutte le persone che hanno raggiunto l’uso della ragione, che con il loro intelletto sono in grado di percepire la voce di Dio che è in ognuno, di seguirla e di non seguirla verranno giudicate.
Dio misura le responsabilità di ognuno, a chi non ha avuto una buona formazione verrà chiesto poco, a chi invece l’ha avuta verrà chiesto tanto.
Questo tentativo della modernità di ridurre l’uomo a un animale è una forzatura che degrada la natura umana, la impoverisce e la deresponsabilizza. Ne fa quel caos nel quale siamo entrati, ormai irriducibile e ingovernabile. È il caos di chi ha abolito Dio e la legge morale. Siamo in balia delle passioni, dell’odio, della bramosia, dello spirito di potenza.
Questo è uno dei temi che sono stati trattati in modo molto elevato dal Catechismo della Chiesa cattolica. In questa riflessione mi soffermo su poche parole ma profonde che ci aiutano a scoprire questo tesoro che è dentro di noi e col quale Dio ci parla. Dobbiamo ascoltare la voce della coscienza fino in fondo, finché la coscienza non finisce di giudicare il bene o il male di una decisione. Dobbiamo approfondire, non ingannarci, sintonizzarci con noi stessi e la volontà di Dio. La voce della coscienza va formata attraverso la Parola di Dio, la riflessione, l’insegnamento della Chiesa, i consigli di sacerdoti che sono dei Pastori che guidano le anime. È un lavorio per cui camminiamo ascoltando Dio ogni istante della giornata.
Il numero 1776 del Catechismo della Chiesa cattolica recita: «Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce, che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, quando occorre, chiaramente parla alle orecchie del cuore […]. L’uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al suo cuore […]. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria».
La Madonna ha invitato nei suoi Messaggi a entrare nelle profondità per aver cura di noi stessi. In queste profondità l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi. Si impone la voce della coscienza con due comandi “fai il bene” e “evita il male”. È un cammino di affinamento che permette alle nostre orecchie spirituali di percepire – attraverso il discernimento – la voce di Dio. La coscienza è un luogo dove ci si trova soli con Dio per decidere del proprio destino eterno.
La coscienza ce l’hanno tutti, anche gli atei. Più tendiamo l’orecchio con la buona volontà, più lo percepiamo; più cerchiamo di rimuoverla, più la coscienza indebolisce la sua voce fino a scomparire.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”