
Pensiero Spirituale sul pericolo della fede “fai-da-te”
Cari amici, già Benedetto XVI a suo tempo fece un discorso al Collegio Cardinalizio e, fra i vari problemi che aveva evidenziato, c’era proprio quello della fede “fai-da-te”.
La fede può essere oggettiva o soggettiva. La fede oggettiva è quella che ci viene donata ed è la Parola di Dio, cioè la Divina Rivelazione di cui Gesù Cristo né è la pienezza, è il Verbo fatto Carne. Tutte le Verità di fede contenute nelle Scritture, insieme ad altre che fanno parte della tradizione della Chiesa, costituiscono il “deposito” della fede. La Chiesa ha il compito e la responsabilità di conservare le Verità di fede, di custodirle e di insegnarle ai fedeli. La fede oggettiva deve essere conservata nella sua totalità, come un forziere che contiene perle di inestimabile valore.
La fede soggettiva indica il proprio atteggiamento nei confronti delle Verità di fede che vengono insegnate. Questo atteggiamento può essere di totale apertura e che abbraccia fermamente tutte le Verità di fede. La fede oggettiva che ci viene rivelata da Dio non dipende da noi; dipende invece da noi l’accoglienza, l’apertura nei confronti di tutte le Verità di fede.
Quando parlava di fede “fai-da-te” Benedetto XVI ci metteva proprio in guardia dalla tendenza che oggi è molto diffusa ed è quella di scremare, selezionare e scegliere le Verità di fede. La gente oggi tende a sfrondare le Verità di fede a proprio piacimento e con grande disinvoltura, senza tenere conto degli insegnamenti della Chiesa, della Sacra Scrittura e di Gesù Cristo. Questo tipo di atteggiamento è molto leggero e superficiale, non ci si rende conto che così facendo si fa naufragio nella fede. Basta negare una sola Verità di fede per fare naufragio nella fede.
La nostra adesione alle Verità di fede deve essere totale. La fede “fai-da-te” è un grande pericolo proprio per la salvezza eterna della anime. Semplificando, avremmo esempi molto attuali di negazione delle Verità di fede. Mi ha molto colpito quello che Ratzinger ha scritto nella prefazione di Gesù di Nazaret, cioè che oggi la fede viene sgretolata e questo accade proprio all’interno della Chiesa Cattolica: Gesù Cristo viene declassato a uomo di grande spiritualità, a forte personalità religiosa paragonabile a Buddha, Confucio, Maometto. Molti che si dicono cristiani ritengono Gesù Cristo un uomo, un profeta e ne negano la divinità.
La fede “fai-da-te” consiste, allora, nello scegliere tra le Verità di fede quelle che fanno più comodo. Ma il vero cristiano abbraccia totalmente e incondizionatamente le Verità di fede.
Un’altra Verità di fede negata è l’esistenza del diavolo. Questa tendenza è molto diffusa, specialmente in ambito ecclesiale! L’esistenza del diavolo non può essere negata, è una Verità di fede contenuta nelle parole di Gesù Cristo. Il diavolo è sicuramente uno dei protagonisti dei Vangeli e della vita di Gesù. Eppure, nonostante le parole di Gesù, ci prendiamo la libertà di negare l’esistenza del diavolo, di sminuirne la figura e la presenza. Viene distrutta la fede con la ragione supponente e prepotente.
Anche i Comandamenti vengono negati, adattati a piacimento, cancellati o modificati. Ad esempio, il mondo moderno modifica il VI Comandamento (Non commettere adulterio) e in nome dell’amore vengono giustificate tutte le perversioni che ci sono a livello sessuale.
Questo atteggiamento intacca tutte le Verità rivelate che riguardano Dio, noi stessi, la risposta agli interrogativi di fondo. Viene fatta una sorta di selezione e inevitabilmente la fede “fai-da-te” porta all’incredulità, al naufragio nella fede, alla perdizione eterna.
Per evitare di cadere nella trappola della fede “fai-da-te” dobbiamo chiedere a Dio la grazia dell’umiltà di volere accogliere tutte le Verità di fede che Lui ci dona, sia a livello della Rivelazione Divina, ma anche die comportamenti umani, della legge morale, della pratica religiosa.
Chiediamo la grazia dell’integrità della fede, in modo tale da predisporre noi stessi nell’umiltà di accogliere tutte quelle Verità che Dio ci ha dato anche se non possiamo conoscerle e comprenderle appieno. Tutto ci sarà chiaro quando saremo al cospetto del Padre Celeste. Nell’umiltà dobbiamo avere fiducia in Dio.
Uno dei problemi fondamentali che talvolta mette in crisi la nostra fede è certamente il dolore che si declina nel male, nella morte, nel dolore innocente. Chi ha la grazia di credere sa che ogni lacrima è redenta nella Croce di Cristo, ma non tutti arrivano a questa trasparenza nella fede. Un giorno comprenderemo un’espressione che fa parte dell’insegnamento della Chiesa Cattolica (e a sua volta della Sacra Scrittura) e cioè perché Dio permette il male, perché concede a satana la possibilità di agire anche dopo la Redenzione. La permissione divina dell’attività diabolica, e quindi del male nel mondo, è una Verità di fede certamente di difficile comprensione ma che possiamo interiormente metabolizzare attraverso la fiducia e l’abbandono in Dio. Quando saremo davanti al Padre Celeste tutto ci sarà chiaro.
Ci sono tanti interrogativi che possiamo sollevare nell’oscurità nella quale ci troviamo e ai quali avremo una risposta quando saremo dinnanzi al Padre. È per questo che è necessaria la grazia dell’umiltà della fede che dobbiamo chiedere a Dio e che ci permette di accogliere la fede nella sua totalità.
Chiedere a Dio di non tradire nemmeno una Verità di fede è per noi sacerdoti una grazia immensa; dobbiamo predicarle tutte con umiltà e con coraggio, senza temere le critiche.
Le Verità di fede sono un dono, sono una grande luce, sono il sale della Terra.
Accogliamo tutte le Verità di fede nella loro totalità, sono splendidamente contenute nel Catechismo della Chiesa Cattolica, nei Vangeli, nella Sacra Scrittura. Accogliamole nell’umiltà anche se non le comprendiamo appieno.
Chiediamo a Dio la grazia di una fede totale e salda.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”