Pensiero spirituale sulle parole della Madonna “Abbiate tempo per pregare profondamente per voi stessi” (28 maggio 2024)

Cari amici, le parole che la Regina della pace ha detto a Marija – nel Messaggio del 28 maggio 2024 – sono molto significative e rivolte a tutti: «Pregate per la pace nel mondo, la pace interiore e nelle famiglie. Abbiate tempo per pregare profondamente per voi stessi».

Maria ha puntato sulla preghiera liturgica della Chiesa – la Santa Messa solenne quotidiana a Medjugorje, un appuntamento a cui partecipano numerose persone – e ha insistito molto sulla preghiera personale. «Abbiate tempo per pregare profondamente per voi stessi». Oltre alla preghiera liturgica e familiare, sollecita la preghiera personale che può avvenire per conto proprio in Chiesa, davanti al Santissimo oppure nella propria stanza. Questa espressione della Gospa, significa entrare in quel tempio che è connaturale a ogni anima, ovvero quel luogo che il Padre si è riservato per sé. Questo fa parte della tradizione mistica nei secoli. Alcuni mistici parlano del fondo dell’anima cioè quella parte che è aperta al soprannaturale. L’anima non è spaziale ne materia, ma è puro spirito. C’è una parte dell’anima che informa il corpo e una parte che è rivolta a Dio. È una parte dove splende l’immagine di Dio e dove è impressa la Sua legge morale, dove Dio parla all’anima e si manifesta, dove la Santissima Trinità abita.

La Madonna ci invita ad entrare in questa parte dell’anima, che è rivolta alla trascendenza e a Dio, della quale dobbiamo prendere possesso, affinché si apra a Dio e Dio stesso ne prenda possesso. Dobbiamo farlo personalmente e profondamente. Vuol dire che dobbiamo sgombrare tutte le distrazioni che ci possono essere, tutte le preoccupazioni che abbiamo per la vita terrena, tutto ciò che ci può distrarre, che ci può riportare nel mondo, che ci può riportare in quella parte di noi stessi che è soggetta all’effimero.

Dobbiamo entrare in quell’istante eterno dell’anima che si rivolge a Dio Creatore. Dobbiamo vedere in quella luce di Dio noi stessi per quello che siamo nella nostra grandezza, perché siamo capaci di parlare con Dio, di aprici a Dio e di deciderci per Dio. Quindi, è quella parte sublime dell’anima che può essere offuscata ma non distrutta, diversamente non sarebbe possibile la conversione. Questa è la parte nobile dell’anima che il peccato non distrugge ma può soffocare e offuscare.

Nella luce di Dio possiamo vedere la vocazione di noi stessi, della nostra anima, il nostro io che viene da Dio, che ha bisogno di Dio e che anela a Dio. Nel medesimo tempo, vedere ciò che frena tutto questo, che ci sporca, che ci offusca, che ci sfigura. Se il peccato non è grave, è come polvere che si deposita sullo specchio dell’anima; se è grave, è come fango che diventa un macigno pesante e soffocante. In questa luce, dobbiamo vedere noi stessi nella verità.

Siamo dei grandi ingannatori di noi stessi, non osiamo guardarci nella verità, nella luce di Dio, come siamo veramente. Invece di riconoscerci come peccatori, giustifichiamo i peccati, invece di riconoscerci come colpevoli, avanziamo la nostra presunzione di innocenza. Non dobbiamo fare come il fariseo che pregava e diceva di non essere come tutti gli altri, ma dobbiamo seguire l’esempio del pubblicano che si mette in fondo inginocchiato davanti a Dio, mostra i suoi peccati e le sue miserie perché Dio li distrugga nel proprio amore.

Questo colloquio è qualcosa di necessario quotidianamente, tant’è vero che nella tradizione cristiana, nelle preghiere della sera dette personalmente, abbiamo l’Atto di dolore. Questa preghiera è proprio un mettersi nella profondità dell’anima e prenderci cura di noi stessi, del peccato e delle piaghe che sono in noi. Successivamente, dire le parole che guariscono “Mio Dio, mi pento e mi dolgo dei miei peccati”, nella tradizione della Chiesa c’è questo invito ogni giorno di rientrare in se stessi.

Ci sono delle situazioni in cui abbiamo le ferite della vita, della giornata, le polveri che si depositano, le forze spirituali che vengono meno nel combattimento spirituale. Ogni giorno abbiamo bisogno di rigenerarci nella luce, nella verità di Dio, chiedere la forza di Dio, il coraggio necessario per la santa battaglia. Questo è da fare ogni giorno ed è necessario per chi è già sulla via della salvezza e della santità. Ci sono anche situazioni in cui siamo malati se andiamo avanti senza curarci, prima o poi bisogna telefonare alle pompe funebri perché non c’è scampo, così è per la vita spirituale. Se non abbiamo cura di noi stessi, se non vediamo la malattia che ci divora e distrugge, è chiaro che andiamo verso la rovina: «Le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale» (25 dicembre 2019).

Ci sono situazioni nelle quali il rientrare in se stessi, significa prendere coscienza di sé nella luce di Dio, ascoltare la voce della coscienza che ci invita a cambiare vita, che ci rimprovera del male fatto, che ci sollecita alla decisione. Questi momenti sono decisivi perché possiamo prenderli quando è il momento di Dio che illumina e chiama, ma se li rimandiamo, si deposita la polvere sull’anima, diventiamo spiritualmente sordi, non si vede il male e non si sente la voce che rimprovera.

La Madonna ci invita a rientrare in noi stessi e pregare. La preghiera è invocare il perdono di Dio sul male che abbiamo fatto, invocare il perdono di Dio su una vita sbagliata, sul bene che non abbiamo fatto: “Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce” (Salmo 130). Questo significa prendersi cura di se stessi.

La preghiera personale di cui parla la Regina della pace è una componente della preghiera quotidiana. Non è qualcosa che può accadere sporadicamente, deve essere quotidiano. Maria dice: «Abbiate tempo per pregare profondamente per voi stessi» (28 maggio 2024). Pregare per noi stessi significa invocare perdono, chiedere la forza, chiedere la grazia di perseverare, la forza di rialzarsi, la grazia di essere umili, chiedere tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Se andiamo avanti nel cammino spirituale, allora si capisce quanto sia importante la preghiera di ringraziamento, di adorazione, di lode, per celebrare le meraviglie di Dio nella nostra anima e in quella degli altri.

In modo informale, senza un Messaggio ufficiale, la Regina della pace ci ha sollecitato a pregare per la pace in questa situazione pericolosa, pregare per la pace nelle famiglie, per la pace interiore e trovare il tempo per metterci davanti a Dio. Questo dobbiamo farlo ogni giorno perché lui ci possa parlare, cosicché possiamo ascoltarlo e possiamo prendere le decisioni che sono necessarie.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”