
Pensiero spirituale sulle parole di Gesù: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Mt 24,42)
Cari amici, l’espressione “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” la sentiamo spesso nel tempo di Avvento. Come cristiani, nel modo di concepire sia la vita che la Storia, ci siamo non poco mondanizzati. Siamo imbevuti di una visione della vita atea e materialistica. Come un processo infinito della materia che si riproduce, abbiamo davanti a noi un’eternità intramondana. Il mondo è eterno, la Storia è eterna, quindi non comprendiamo le parole di Gesù: “Cieli e Terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. Nel nostro modo di pensare, anche in questo momento storico in cui siamo minacciati dalle bombe atomiche, non ci viene in mente che così facendo la Storia finisce. Non riusciamo ad entrare in una visione apocalittica della vita e della Storia che è quella cristiana. Eppure per la prima volta l’umanità è a rischio di autodistruzione.
Dobbiamo entrare in quella prospettiva di Apocalisse nella quale Gesù ci ha introdotti: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Mt 24,42). Non riusciamo a vedere il tempo sotto la prospettiva dell’eternità e non riusciamo a vedere la nostra vita come cammino verso l’eternità. Come dice un vecchio proverbio: “La vita è breve, la morte è certa, del morir l’ora è incerta. Un’anima sola si ha, se si perde che ne sarà?”. Non c’è da meravigliarsi del piano Madonna – in questa grande epopea mariana che va da Fatima a Medjugorje – di prepararci al grande combattimento escatologico dal quale Lei uscirà vincitrice, ma Satana avrà la sua parte. Facciamo fatica ad entrare in questa visione escatologica, a capire che il mondo può finire e può essere distrutto se non ci fosse la mano di Dio che interviene. Tuttavia l’intervento di Dio è commisurato alla nostra risposta.
Di qui il fastidio con cui si guardano tante espressioni che sono coerenti con il Vangelo. Quelle espressioni di visione della Storia che prevedono la venuta di Cristo – preceduta dagli ultimi tempi, dall’Apocalisse e dalle sue grandi battaglie – sono talmente estranee al pensiero e alla catechesi che non ne cogliamo il valore.
Non sappiamo cosa ci attende, ma dobbiamo attenerci alle parole di Gesù, ai suoi discorsi escatologici nei quattro Vangeli. Questa mancanza di prospettiva escatologica impedisce a noi e alla Chiesa di indicare l’atteggiamento interiore con il quale dobbiamo affrontare i tempi che viviamo. La venuta del Figlio dell’uomo non è necessariamente imminente. Siamo tuttavia entrati nella fase di eventi che la preannunciano. Come cristiani, prima di tutto, dobbiamo vedere la vita nella luce delle Parabole escatologiche . La più celebre è quella delle vergini stolte:
«Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! 12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora. signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
Questo è uno di quei momenti in cui molti sentiranno dire “In verità non vi conosco”, perché la Madonna è qui da così tanto tempo per metterci in salvo dai pericoli che incombono. La caratteristica della nostra epoca è quella di satana sciolto dalle catene, della Donna vestita di sole con la corona di dodici stelle, come è apparsa e come appare a Medjugorje. Maria è qui per prepararci alla grande battaglia escatologica della quale il risultato sono le anime salvate. La Gospa è preoccupata per esse in quanto: «Satana miete le anime» (25 luglio 2020) perché la visione della vita è pagana. I cristiani neanche a livello personale pensano alla morte. Non si preparano lavandosi dai peccati con la grazia di Dio che ci rinnova, con la Confessione e l’Eucarestia. La nostra vita diventa un camminare verso lo spegnimento. È scomparsa la dimensione escatologica del Vangelo, del Cristianesimo, siamo diventanti mondani, con qualche perbenismo ma niente di più. Il medesimo atteggiamento che abbiamo a livello personale lo portiamo anche a livello della comprensione della Storia. In questi ultimi anni siamo diventati più pessimisti rispetto a qualche anno fa anno fa quando si progettava la nuova creazione della scienza e della tecnica.
Adesso, si inizia a percepire che sono dei castelli di carta che possono crollare da un momento all’altro, ma facciamo fatica a entrare nella comprensione della Storia sotto la luce della fede, nonostante l’aiuto della Madonna. La prospettiva di fede della Storia – che è la venuta di Cristo – è preceduta da una serie di eventi che possono durare anche a lungo. Nonostante quello che succede, i Messaggi della Regina della pace, gli eventi che ha iniziato a profetizzarci da Fatima, indicando anche i nomi delle potenze anticristiche, noi pensiamo a tutt’altro, siamo immersi nell’effimero. Siamo in uno dei momenti più critici della Storia, ma siamo in tutt’altra faccenda affaccendati, non perché siamo ottimisti, ma perché ci siamo arresi. Non ci rendiamo conto che incombe il giudizio finale personale e di tutte le nazioni. Ognuno verrà giudicato secondo le sue opere. Queste cose ci inquietano e le rimuoviamo, preferiamo l’anestesia, la droga, l’ubriacarci di mondo, immergerci nella mondanità e finire nella nullità. Questa è la psicologia di gran parte della gente. Il Vangelo è scomparso, perché ritenuto superato.
Se c’è un tema che Gesù richiama continuamente è proprio del futuro che avanza, del giudizio che ci sarà, del Signore che verrà, di Dio che guida la Storia e la giudica. Questa generazione è appartenente al gruppo delle vergini stolte che sono rimaste fuori al buio, là dove c’è pianto e stridore di denti.
Sento che è necessario questo richiamo, in base anche a tutte le voci che ci sono da parte della Madonna, dei Santi, dei mistici, del Catechismo della Chiesa cattolica (675 ss). Nessun catechismo aveva mai parlato in questi termini, perché i tempi sono vicini e siamo già nella massima impostura anticristica. Tutto ciò viene messo da parte e non interessa.
Quando esploderanno i Segreti sarà troppo tardi per chiudere le porte e le finestre.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”