DOMENICA DI PENTECOSTE

Cari amici oggi la Chiesa celebra il giorno della sua nascita, il momento in cui   sugli Apostoli, riuniti nel Cenacolo con Maria, scende lo Spirito Santo, col fragore del vento e del fuoco, dando inizio al suo cammino nel mare agitato nel tempo fino al compimento nell’eternità.

Lo Spirito è la terza  persona della Santissima Trinità, è l’amore del Padre e del Figlio, il dono della Redenzione che nel giorno di Pentecoste è sceso sulla Chiesa, per illuminarla e per fortificarla nel compimento della sua missione.

E’ lo Spirito di verità e di fortezza che trasforma gli apostoli, tanto da renderli irriconoscibili agli tessi avversari per la sapienza  della loro parola e  il coraggio della testimonianza.

La gente, che pochi giorni prima aveva esaltato al Crucifige, ora apre gli occhi accecati e piange sui propri peccati, toccata al cuore dalla predicazione di Pietro.

Ognuno lo ascolta nella sua lingua e, come nella predicazione di Gesù, i sordi odono, i ciechi vedono, i demoni fuggono, i malati guariscono, i morti risorgono.

La Spirito Santo accompagna la Chiesa nel suo cammino ripetendo i prodigi delle origini, ma deve trovare cuori aperti nel fervore  della preghiera , perché si ripetano anche oggi i prodigi della Pentecoste.

Possa la Chiesa, in questi momenti di tenebre, vivere una nuova Pentecoste, perché le menti siano illuminate, i cuori infiammati, le forze rinvigorite.

Possa lo Spirito Santo suscitare nuovi apostoli, anime grandi piene di zelo, di sapienza e di fortezza che , senza temer le potenze del male,  le affrontano a viso aperto.

Possa la Vergine Maria prenderli sotto la sua protezione, plasmarli a sua immagine, guidarli nelle battagliae, sostenerli nelle tribolazioni, portarli alla vittoria.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,26-27; 16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore


BENEDETTO XVI

REGINA CÆLI

Piazza San Pietro
Domenica, 12 giugno 2011

 Cari fratelli e sorelle!

La solennità della Pentecoste, che oggi celebriamo, conclude il tempo liturgico di Pasqua. In effetti, il Mistero pasquale – la passione, morte e risurrezione di Cristo e la sua ascensione al Cielo – trova il suo compimento nella potente effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti insieme con Maria, la Madre del Signore, e gli altri discepoli. Fu il “battesimo” della Chiesa, battesimo nello Spirito Santo (cfr At 1,5). Come narrano gli Atti degli Apostoli, al mattino della festa di Pentecoste, un fragore come di vento investì il Cenacolo e su ciascuno dei discepoli scesero lingue come di fuoco (cfr At 2,2-3). San Gregorio Magno commenta: «Oggi lo Spirito Santo è sceso con suono improvviso sui discepoli e ha mutato le menti di esseri carnali all’interno del suo amore, e mentre apparvero all’esterno lingue di fuoco, all’interno i cuori divennero fiammeggianti, poiché, accogliendo Dio nella visione del fuoco, soavemente arsero per amore» (Hom. in Evang. XXX, 1: CCL 141, 256). La voce di Dio divinizza il linguaggio umano degli Apostoli, i quali diventano capaci di proclamare in modo “polifonico” l’unico Verbo divino. Il soffio dello Spirito Santo riempie l’universo, genera la fede, trascina alla verità, predispone l’unità tra i popoli. «A quel rumore la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua» delle «grandi opere di Dio» (At 2,6.11).

Il beato Antonio Rosmini spiega che «nel dì della Pentecoste dei cristiani Iddio promulgò … la sua legge di carità, scrivendola per mezzo dello Spirito Santo non sulle tavole di pietra, ma nel cuore degli Apostoli, e per mezzo degli Apostoli comunicandola poi a tutta la Chiesa» (Catechismo disposto secondo l’ordine delle idee… n. 737, Torino 1863). Lo Spirito Santo, “che è Signore e dà la vita” – come recitiamo nel Credo –, è congiunto al Padre per mezzo del Figlio e completa la rivelazione della Santissima Trinità. Proviene da Dio come soffio della sua bocca e ha il potere di santificare, abolire le divisioni, dissolvere la confusione dovuta al peccato. Egli, incorporeo e immateriale, elargisce i beni divini, sostiene gli esseri viventi, perché agiscano in conformità al bene. Come Luce intelligibile dà significato alla preghiera, dà vigore alla missione evangelizzatrice, fa ardere i cuori di chi ascolta il lieto messaggio, ispira l’arte cristiana e la melodia liturgica.

Cari amici, lo Spirito Santo, che crea in noi la fede nel momento del nostro Battesimo, ci permette di vivere quali figli di Dio, coscienti e consenzienti, secondo l’immagine del Figlio Unigenito. Anche il potere di rimettere i peccati è dono dello Spirito Santo; infatti, apparendo agli Apostoli la sera di Pasqua, Gesù alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati» (Gv 20,23). Alla Vergine Maria, tempio dello Spirito Santo, affidiamo la Chiesa, perché viva sempre di Gesù Cristo, della sua Parola, dei suoi comandamenti, e sotto l’azione perenne dello Spirito Paraclito annunci a tutti che «Gesù è Signore!» (1 Cor 12,3).