
Pensiero spirituale sulla fede tiepida che non regge alla prova
Cari amici, senza una fede forte non riusciremo a reggere nel tempo della prova. La Madonna ha fatto molte volte l’esortazione ad essere saldi e forti nella fede, perché nel tempo dei Segreti sarà soprattutto la fede ad essere messa alla prova.
Sarà messa alla prova l’adesione alla fede cattolica perché ci sarà quella persecuzione alla Chiesa che vedrà oppressi i cattolici fermi nella fede che non apostatano. Se la fede è debole e incerta, pur di salvare la vita – come hanno fatto nella Storia tanti cristiani che sono diventati musulmani – compiono il peccato dell’apostasia. Al tempo delle persecuzioni dei romani, tanti cristiani hanno sacrificato l’incenso alla statua dell’imperatore e per essere riammessi alla Chiesa hanno dovuto fare una lunga penitenza. Il peccato di apostasia è considerato il peccato più grave, già nell’antichità era al primo posto, seguito dall’omicidio e l’aborto per poi passare all’adulterio. Per essere perdonati ci voleva un cammino penitenziale lungo.
Una fede tiepida non regge perché la potenza di seduzione del demonio è molto forte. Abbiamo degli esempi chiarissimi nella Storia della Chiesa e negli stessi Apostoli di Cristo, che hanno condiviso con Lui tre anni di vita. Essi hanno visto Gesù compiere miracoli, la Sua potenza contro i demoni, la sua Onnipotenza sulla natura, la sua eccelsa Santità e la sua Sapienza. Fino alla Passione la loro fede era ancora molto umana, sincera ma legata alle cose terrene, come vediamo nell’Ultima Cena, quando discutevano sul regno messianico dal punto di vista mondano.
Nella Passione vediamo che il diavolo mette alla prova. Gesù disse a Pietro che satana vuole vagliarli come con il grano. Questo avviene per permissione divina, affinché noi stessi possiamo vedere se siamo buon grano, zizzania o pula. C’è anche la speranza di satana di farci cadere durante la prova, come è successo con Pietro e soprattutto Giuda. Vediamo che nella Passione, questi amici di Gesù non hanno retto alla prova.
Pietro negava la possibilità di cadere in tentazione e, affermando che sarebbe stato fedele fino alla fine. Gesù intervenne dicendo che lo avrebbe rinnegato tre volte prima del canto di un gallo. L’Apostolo Pietro era quello più intrepido nella fede, come a Cafarnao quando Gesù nella Sinagoga preannunciò l’Eucarestia. A quelle parole, alcuni Apostoli iniziarono a mormorare e Gesù chiese loro se volessero andare via, ma Pietro rispose: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”. Il primo Apostolo aveva una fede sincera ma non era molto radicata, non era temprata, non era passata attraverso la persecuzione, perciò, quando è arrivato il momento della prova ha vacillato.
Molte volte siamo presuntuosi, crediamo di essere forti, di essere inattaccabili. La verità è che siamo deboli, perché la forza viene da Dio ed è il dono soprannaturale della fortezza, uno dei doni dello Spirito Santo. Essendo il tempo dei Segreti il tempo della prova della fede, della persecuzione della Chiesa, in cui le porte dell’inferno tenteranno di prevalere, dovremmo essere temprati in modo tale da non vacillare. Se si rinnega la fede, si perde l’anima. Chiediamo sempre al Signore il dono della fortezza, perché ci renda più forti e saldi nella fede.
Essendo questa la prospettiva che abbiamo davanti, non dobbiamo presumere di noi stessi. Molti cristiani hanno una fede molto debole, basta un soffio perché si spenga, appena arriva il nemico tremano, si nascondono o cedono. È proprio per questo che la Madonna è a Medjugorje da così tanto tempo: per fortificare la Chiesa e noi nella fede. «Non voglio costringere nessuno a fare ciò che non sente e non desidera da sé, sebbene io abbia avuto per la parrocchia messaggi particolari, con i quali volevo risvegliare la fede di ogni credente» (30 aprile 1984).
Vuole risvegliare le nostre anime, come se si trovassero in un sonno stanco della tiepidezza. La fede si fortifica attraverso la preghiera continua, come un fiore che ha bisogno di acqua. È la necessità prima perché il fiore della fede non appassisca, una preghiera con la quale ci mettiamo di fronte a Gesù, a Dio, con Maria nella preghiera perché entri in noi la grazia, la luce, la forza e l’amore di Dio.
Quando si sperimenta l’amore di Dio, difficilmente si vacilla e cade. La fede si fortifica anche nella prova, nel combattimento spirituale quotidiano. Quindi cercando di superare le tenebre, i dubbi, le tentazioni, le tiepidezze, perché Dio le permette proprio per questo, così che siamo fortificati e misuriamo le nostre debolezze. Restiamo nell’umiltà e chiediamo la grazia della fortezza, della resistenza e del coraggio.
La fede va nutrita anche con la meditazione della Parola di Dio, con le buone letture, l’esempio delle vite dei Santi, in modo tale da essere dei soldati e testimoni. Siccome è il tempo del combattimento spirituale, degli inganni di satana, delle sue seduzioni e delle sue tempeste, allora dobbiamo preparaci a questo per non soccombere.
L’incontro con la Madonna, con i suoi Messaggi rafforza molto la fede. Non basta andare a Messa e osservare i Comandamenti, ma bisogna seguire anche la Regina della pace e i suoi Messaggi. Le prove che verranno sono dell’Apocalisse, dei tempi del grande combattimento escatologico fra le potenze del Cielo e del male. Saremo in mezzo a questo combattimento e ci sarà chiesto un “Sì” radicale e profondo, come quello della Madonna. Nella tiepidezza di una vita cristiana, riusciremo a dare quel Sì radicale con il quale siamo disposti a sacrificare la vita ed essere fedeli a Cristo?
Sono tempi particolari quelli dei combattimenti spirituali, ma sono una costante nella Storia della Chiesa. Come hanno perseguitato Gesù, perseguiteranno anche noi. È una costante che Dio permette per fortificarci, per essere vittoriosi ed essere strumento di salvezza per le anime degli altri.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”