ASCENSIONE DEL SIGNORE

Cari amici di Radio Maria, oggi la Chiesa celebra la solennità dell’Ascensione, quando Gesù, quaranta  giorni dopo la su Resurrezione, è salito al Cielo, ritornando al Padre.

Gesù lascia dunque questa terra, dove tuttavia resta realmente presente nell’Eucaristia, e dal Cielo invia alla Chiesa il suo Spirito Santificatore, grazie al quale veniamo strettamente  uniti a Lui con un vincolo  eterno di amore.

Agli Apostoli che si soffermano stupiti a guardare il Maestro che scompare  nell’azzurro celeste  si avvicinano gli angeli che li scuotono e li esortano con parole che toccano la Chiesa in ogni momento della sua storia:

 «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Incomincia così il tempo della Chiesa che, illuminata e fortificata dallo Spirito Santo , deve portare la grazia della Redenzione agli uomini di tutti i tempi e tutte le nazioni.

Da due millenni la navicella della Chiesa attraverso le onde minacciose della storia,  sapendo che il suo Signore la accompagna e che dal Cielo esercita la sua regalità perché vinca tutte le battaglie sollevate dalle potenze del male.

Infatti con l’Ascensione al Cielo Cristo è incoronato dal Padre Re dell’Universo, con a fianco Maria che condivide la regalità del Figlio, e veglia sulle vicende della Chiesa della quale è Madre.

Ai nostri occhi si presenta un panorama di luce vittoriosa, che ci conforta e ci incoraggia. L’impero delle tenebre, che vuole imporsi  sul mondo, è un fenomeno passeggero, destinato a scomparire nell’abisso.

La luce della fede ci indica la meta del pellegrinaggio della vita, al quale dobbiamo tendere con tutte le nostre forze e dove ci attende il Signore risorto, con Maria, gli angeli e i santi del Paradiso.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 16,15-20

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.


BENEDETTO XVI

REGINA CÆLI

Domenica, 20 maggio 2012

Cari fratelli e sorelle!

Quaranta giorni dopo la Risurrezione – secondo il Libro degli Atti degli Apostoli – Gesù ascese al Cielo, cioè ritornò al Padre, dal quale era stato mandato nel mondo. In molti Paesi questo mistero viene celebrato non il giovedì, ma oggi, la domenica seguente. L’Ascensione del Signore segna il compiersi della salvezza iniziata con l’Incarnazione. Dopo avere istruito per l’ultima volta i suoi discepoli, Gesù sale al cielo (cfr Mc 16,19). Egli, però, «non si è separato dalla nostra condizione» (cfr Prefazio); infatti, nella sua umanità, ha assunto con sé gli uomini nell’intimità del Padre e così ha rivelato la destinazione finale del nostro pellegrinaggio terreno. Come per noi è disceso dal Cielo, e per noi ha patito ed è morto sulla croce, così per noi è risorto ed è risalito a Dio, che perciò non è più lontano. San Leone Magno spiega che con questo mistero «viene proclamata non solo l’immortalità dell’anima, ma anche quella della carne. Oggi, infatti, non solo siamo confermati possessori del paradiso, ma siamo anche penetrati in Cristo nelle altezze del cielo » (De Ascensione DominiTractatus 73, 2.4: CCL 138 A, 451.453). Per questo i discepoli, quando videro il Maestro sollevarsi da terra e innalzarsi verso l’alto, non furono presi dallo sconforto, come si potrebbe pensare anzi, provarono una grande gioia e si sentirono spinti a proclamare la vittoria di Cristo sulla morte (cfr Mc 16,20). E il Signore risorto operava con loro, distribuendo a ciascuno un carisma proprio. Lo scrive ancora san Paolo: «Ha distribuito doni agli uomini … ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri … allo scopo di edificare il corpo di Cristo … fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo» (Ef 4,8.11-13).

Cari amici, l’Ascensione ci dice che in Cristo la nostra umanità è portata alla altezza di Dio; così, ogni volta che preghiamo, la terra si congiunge al Cielo. E come l’incenso, bruciando, fa salire in alto il suo fumo, così, quando innalziamo al Signore la nostra fiduciosa preghiera in Cristo, essa attraversa i cieli e raggiunge Dio stesso e viene da Lui ascoltata ed esaudita. Nella celebre opera di san Giovanni della Croce, Salita al Monte Carmelo, leggiamo che «per vedere realizzati i desideri del nostro cuore, non v’è modo migliore che porre la forza della nostra preghiera in ciò che più piace a Dio. Allora, Egli non ci darà soltanto quanto gli chiediamo, cioè la salvezza, ma anche quanto Egli vede sia conveniente e buono per noi, anche se non glielo chiediamo» (Libro III, cap. 44, 2, Roma 1991, 335).

Supplichiamo infine la Vergine Maria, perché ci aiuti a contemplare i beni celesti, che il Signore ci promette, e a diventare testimoni sempre più credibili della sua Risurrezione, della vera Vita.