
Pensiero spirituale sulla cura della nostra anima
Cari amici, l’uomo è composto di anima e corpo. Il corpo perisce, l’anima spirituale è immortale e redenta dal sangue di Cristo. È la sorte dell’anima che decide quella del corpo. In Cielo, dunque, avremo un’anima spirituale immortale ricolmata di luce e di gloria e un corpo corrispondente, come il corpo di Cristo e di Maria. Quindi, non disprezziamo il corpo, ma sottomettiamolo ai bisogni dell’anima.
Dare importanza al nostro corpo non è un male, è una forma di amore ordinato per se stessi. Raccomando soprattutto ai giovani di non rovinarsi la salute con “veleni” di ogni genere. Abbiate cura del vostro corpo, conservatelo in buona salute, dedicatevi allo sport, predicate tutto ciò che aiuta il corpo, lo spirito, la psiche anche attraverso il contatto con la natura, come ci invita a fare la Madonna: «Vi invito ad andare nella natura e a pregare perché l’Altissimo parli al vostro cuore e perché sentiate la forza dello Spirito Santo per testimoniare l’amore che Dio ha per ogni creatura» (Messaggio del 25 maggio 2023).
Se escludiamo la cura dell’anima, la cura del corpo diventa un’idolatria. È risaputo che chi ha una psiche e una vita spirituale che porta alla serenità, si riflette sul corpo che ne benefica. La cura dell’anima si riflette anche sul corpo.
Siamo soliti avere una grande sollecitudine nel curare le malattie, nel prevenirle e nell’attenzione che riguarda il nostro benessere fisico. L’essere umano, tuttavia, ha tre strati: fisico, psicologico e spirituale, ma ne esiste anche un quarto che sfugge ad ogni analisi, ovvero l’anima che è quella punta dell’anima che il Padre si è riservata per sé per parlare al cuore dell’uomo.
Con la stessa sollecitudine con cui curiamo il corpo, dobbiamo curare l’anima. Per il corpo c’è il medico, per l’anima c’è il Padre spirituale, il sacerdote, persone consolidate nella fede che ci possono aiutare.
La cura dell’anima a livello valoriale deve essere al primo posto. Il corpo perisce, l’anima immortale decide il nostro destino eterno. Che le nostre anime vadano in Paradiso è la preoccupazione primaria nella nostra vita. Quanto questa preoccupazione sia evaporata, lo dimostra il fatto che si è persa la cura spirituale e il ricorso al sacerdote quando i nostri cari sono molto anziani o sono malati. Morire senza pregare non è una grazia, anche se fisicamente non si soffre. Non dobbiamo avere cura dell’anima solo nei momenti finali, deve essere una preoccupazione quotidiana. Dio ha a cuore la nostra anima, prima di tutto.
Per quanto riguarda il nostro corpo dobbiamo metterlo al servizio della nostra anima. Dobbiamo fare il possibile pero mortificare le passioni, le tendenze cattive e tutte quelle pulsioni che vengono da un corpo in cui ci sono i veleni del male. Nel nostro corpo ci sono anche i vizi capitali come la lussuria, la gola, l’ira che riguarda la parte fisica e psichica del corpo. Gli stessi vizi capitali hanno più fondamento nel corpo che nell’anima; ci sono poi anche quelli che, come la superbia e l’invidia, sono radicati a livello psicologico e spirituale. La lussuria, ad esempio, può portare la persona in un mare di guai spirituali infiniti.
Così come curiamo il corpo con il cibo, allo stesso modo dobbiamo entrare nella psicologia e gestione di noi stessi e capire che anche l’anima durante il giorno ha bisogno di essere nutrita. Ecco perché la Chiesa ci insegna le preghiere del mattino e della sera, ci invita a raccoglierci in preghiera a mezzogiorno con l’Angelus e ci suggerisce di arricchire la nostra giornata con piccole preghiere spontanee con cui nutriamo l’anima, la fortifichiamo, la consolidiamo.
Questo nutrimento quotidiano trova il suo culmine nella Liturgia domenicale quando possiamo nutrirci del Corpo glorioso di Cristo. Attraverso la Santa Comunione, che è un farmaco dell’immortalità, possiamo guarire e salvarci dalla morte eterna. L’antropologia cristiana è saggia perché ha cura dell’uomo integrale in tutti i suoi aspetti, è infinitamente più costruttiva ed elevata rispetto all’antropologia moderna che fa consistere il benessere unicamente a uno stato di benessere corporale. Capiamo, allora, che bisogna andare ben oltre l’effimero a buon mercato. La preghiera è il primo nutrimento quotidiano per la nostra anima.
Come il corpo ha bisogno dei controlli, allo stesso modo la nostra anima ha bisogno dell’esame di coscienza quotidiano prima di dormire, con il perdono dei peccati richiesto a Dio. L’esame di coscienza quotidiano ci purifica, ci ringiovanisce e ci abbellisce.
C’è un ulteriore modo per avere cura della nostra anima: la Confessione, che ci libera dalle lordure dell’anima, ci purifica. Attraverso la Comunione, poi, fortifichiamo l’anima.
La preghiera e i Sacramenti sono fondamentali. Molto importanti sono anche le letture. Dobbiamo avere cura nella scelta delle letture, affinché siano spiritualmente edificanti e non ci deviino dalla strada della verità. Ci sono autori che propongono una visione della vita che non è quella della fede e quindi possono deviarci. Oggi internet è una fanghiglia maleodorante ed è facile incappare in letture o immagini che certamente possono inquinare l’anima. Mortifichiamo, allora, la curiosità. Leggiamo testi edificanti. Apriamo la Bibbia, leggiamo autori sacri.
È importante sapere quale può essere l’influsso degli altri su di noi. Stiamo attenti e fermiamoci prima che una lettura possa impegolarci in ragionamenti lontani dalla verità cristiana. Non lasciamoci condizionare, non facciamoci influenzare. Attrezziamoci e facciamo forza sulla nostra capacità di discernimento, non cediamo alla curiosità.
Questo non vale solamente per la vista intellettuale, cioè per la lettura, ma riguarda anche lo spettacolo. L’essere umano porta dentro di sé i semi del male, la provocazione è uno strumento per fare audience; dobbiamo, allora, stare attenti e ricordare quel principio secondo il quale gli occhi sono la finestra dell’anima.
La cura della propria anima è come la cura del giardino. Strappiamo le erbe infestanti man mano che crescono, bagnamo i fiori e concimiamoli, proteggiamoli dalle intemperie, teniamo lontano gli insetti nocivi che possono danneggiarli.
Finché non metteremo questa cura attenta, responsabile, nella cura della nostra anima col passare del tempo la nostra anima verrà sepolta dal concime fino a non percepire più il profumo delle virtù e purtroppo nemmeno l’odore male. Ne deriva che poi la conversione diventa più difficile, più si cade in basso, più si viene risucchiati dal fango della palude maleodorante del male e più è difficile riemergere.
Se ci rendiamo conto di essere in questa situazione, facciamo un esame di coscienza e accostiamoci al Sacramento della confessione. Chi, invece, è più avanti nel cammino spirituale, metta ordine nella propria giornata con la meticolosa cura dell’anima che deve estendersi in tutto il giorno, dalla mattina alla sera. Questa cura sia preventiva perché tiene lontano il male, ma anche fortificativa perché accresce le virtù.
Questo è il cammino di santità di tante persone, di tutte le età. È una fatica, ma è anche una gioia. È un programma di vita, è la via del Paradiso.
Coraggio! Vi esorto ad avere per l’anima una cura quotidiana.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”