
TERZA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B)
Cari amici,
i vangeli del tempo pasquale ci fanno rivivere l’esperienza incredibile degli apostoli nel giorno dopo il sabato, che per noi è divenuto la Domenica, quando hanno visto il Signore risorto.
E’ accaduto qualcosa di inimmaginabile, mai successo nella storia, neppure in quella sacra, che una persona crocifissa, morta e sepolta apparisse viva ai loro occhi, nella sua ben conosciuta identità, con un corpo spirituale ma reale, con impressi i segni dei chiodi nelle mani e nei piedi e con una trafittura nel costato causata da un colpo di lancia.
Eppure è la stessa persona che era stata catturata nel Getzemani, bastonata e legata, condannata a morte dal Sinedrio, fatta flagellare da Pilato e poi inchiodata a una croce dove aveva esalato l’ultimo respiro. Come se tutto questo non bastasse era stata richiusa in un sepolcro come se da lì non dovesse mai uscire.
A cosa pensare quando se la trovano davanti che parla con loro, li chiama per nome, ricorda loro quello che è accaduto. Quei poveretti aveva perso la fede e con essa anche le parole di Gesù sulla sua resurrezione. Ovvio che pensano a un fantasma e tremano di paura.
Così capita a tutti quelli che hanno perso la fede e la loro vita cade in preda ai spettri che l’angoscia mette davanti ai loro occhi. In questa situazione è precipitata la nostra generazione che ha rinnegato Gesù Cristo come se Lui non fosse mai uscito dal sepolcro.
Gli apostoli però, pur avendo ancora una fede informe, amavano Gesù e il loro cuore non si era indurito. Gesù è materno e si abbassa alla loro carnalità. Si fa dare del pesce e lo mangia davanti a loro. Questo basta perché la paura si dissolva e i cuori si riempiono di gioia.
Con l’umiltà della fede da morti che erano divengono persone vive, come avviene anche a noi con la conversione, e Gesù li investe di una missione che glorificherà la loro vita e la renderà immortale nei secoli.
Questo radicale cambiamento avvenga anche per noi, riportando Cristo risorto al centro della nostra vita e testimoniando la sua luce e la sua gioia in questo mondo di tenebre e di morte.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 24,35-48
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».