Pensiero spirituale sulle parole della Madonna “Pregate con me affinché il bene prevalga” (25 marzo 2024)

Cari amici, la Regina della pace nel Messaggio del 25 marzo 2024 ha esortato invitandoci a pregare con Lei: «In questo tempo di grazia pregate con me affinché il bene prevalga in voi e intorno a voi». Questo è un invito che la Madonna ci fa spesso specialmente in momenti in cui ha particolarmente bisogno di noi e della nostra preghiera.

Questo ci aiuta a capire che cos’è la preghiera. È prima di tutto Maria stessa, è preghiera fatta carne. Unirci alla Madonna significa pregare veramente. Dobbiamo avere una visione spirituale, teologica della preghiera che è un rapporto diretto con Dio e coloro che costituiscono il regno di Dio, quindi gli angeli, i santi, la Vergine Maria in modo particolare. Poi, collochiamo la preghiera nel Mistero dell’Incarnazione, quindi nella mediazione di Cristo attraverso il quale noi abbiamo accesso al Padre per mezzo della grazia dello Spirito Santo.

La preghiera è un “io” che si apre a un “tu” che ci trascende. Non è una recitazione di parole che impariamo a memoria. Questo porta ad uscire dalla preghiera come prima, perché durante non abbiamo incontrato nessuno. Vediamo che nella nostra giornata, quando incontriamo delle persone, ci rendiamo conto che siamo costretti ad uscire dal nostro guscio. Siamo chiamati a guardare negli occhi e aprire il cuore, quindi la preghiera diventa un rapporto. A imitazione di quel rapporto che Dio stesso ha nella Santissima Trinità, un rapporto di amore eterno fra il Padre e il Figlio. La preghiera è sempre un’uscita da se stessi per incontrare Dio. Questo è vero soprattutto per la preghiera liturgica, per la Santa Messa, dove ci si rivolge al Padre per mezzo di Gesù Cristo nella comunione dello Spirito Santo. La Chiesa chiama accanto a sé l’intercessione della Vergine Maria, degli angeli e i Santi perché anche loro con noi si uniscano all’adorazione, alla lode e al ringraziamento della Santissima Trinità.

Questa è la struttura trinitaria della preghiera cristiana. Ci rivolgiamo al Padre per mezzo di Gesù Cristo, nella comunione dello Spirito Santo, insieme a tutta la Corte celeste con a capo Maria. Dobbiamo sperimentare interiormente – quando partecipiamo alla preghiera liturgica – questa comunione a Cristo. Tutta la Chiesa è con gli occhi rivolti al Padre, per il ringraziamento, la lode, l’intercessione, le richieste di grazie.

Nella preghiera personale e liturgica, è permesso rivolgersi al Padre o al Figlio o allo Spirito Santo. Possiamo avere un rapporto personale con ognuna delle tre Persone, anche se la preghiera è sempre trinitaria. Quando ci rivolgiamo al Padre lo possiamo fare per mezzo di Gesù Cristo. Quando ci rivolgiamo a Cristo lo facciamo a Colui che è eternamente generato dal Padre. Quando ci rivolgiamo allo Spirito Santo lo facciamo direttamente, ma è una relazione d’amore tra il Padre e il Figlio. Abbiamo una grande grazia. La preghiera cristiana è un’elevazione in grazia, entriamo nel cuore della Santissima Trinità partecipando alla loro inter-comunione.

Abbiamo la possibilità di rivolgerci direttamente alla Vergine Maria, la quale ha una mediazione particolare fra noi e Cristo. San Giovanni Paolo II ha sottolineato tante volte che la Madonna è Colei che ci dona Cristo e ci porta a Lui. È nella possibilità della preghiera quella di unirci a Maria, nella Sua intercessione. Ecco perché la Madonna più di una volta, nei momenti critici ci ha chiesto di pregare con Lei perché il bene prevalga. Pregare con Maria è possibile e auspicabile, perché significa pregare con la Sua fede, i Suoi sentimenti, la totale apertura del cuore, con la Sua fiducia e nella profondità della Sua umiltà. Anche San Paolo, quando parla di Gesù e della Sua mediazione, ci invita ad avere i Suoi stessi sentimenti. Sono sentimenti di intercessione, di amore, di cura materna di tutte le creature, lo zelo per la salvezza delle anime.

Sappiamo come la Madonna sia sintonizzata perfettamente con Suo Figlio, all’opera della Creazione e della Redenzione. Lei è la collaboratrice e corredentrice nell’intesa di essere il polo verso il quale è attratta la Chiesa. La Chiesa con Maria si unisce a Cristo per la salvezza del mondo.

È una ricchezza della nostra spiritualità popolare. La preghiera di intercessione degli angeli, arcangeli, santi non è un culto. I nostri santi – quelli a cui siamo affezionati, nelle città, nei paesi, negli ordini religiosi – sono quelle persone alle quali chiediamo di intercedere per noi. Questa è la vastità della preghiera cristiana.

La Madonna ci ha chiesto di pregare per le intenzioni dandoci quelle per la pace nel mondo, che il male non prevalga, per la conversione dei popoli. A volte invece non dà intenzioni, ma dice di pregare per le Sue e facendolo Le doniamo gioia. Durante la giornata possiamo fare un fioretto o un sacrificio perché la Madonna ha bisogno. Siamo abituati a chiedere al cuore di Gesù e Maria, ma dobbiamo donare anche noi gioia alla Madonna. Arricchiamo la nostra giornata con queste piccole gioie, un Rosario, qualche fioretto, qualche fatica, le opere buone per le Sue intenzioni. Non possiamo immaginare quanto cari diventiamo nel Suo cuore.

Non rimaniamo indifferenti alla richiesta che ci fa nei Messaggi la Regina della pace. Perché il bene prevalga, per quello che Lei ci indica seguiamo le parole di Gesù, citate da san Paolo “C’è molta più gioia nel dare che nel ricevere”. C’è molta più gioia nel donare alla Madonna, che chiederle una grazia.

“Pregate con me affinché il bene prevalga”.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”