Pensiero spirituale sul “Sì” di Maria nell’Annunciazione

Cari amici, il “” che arriva dal cuore di Maria abbraccia la Storia della salvezza. L’Annunciazione è la chiave nella Storia della salvezza ed è il momento in cui il Verbo si è fatto carne. In quell’annuncio all’angelo, nella Rivelazione divina, in quella richiesta a Maria della sua disponibilità, si è deciso quello che è diventato il cardine della salvezza del mondo. In pochi istanti si è stabilito il cardine dell’opera della Creazione e della Redenzione, che è il Verbo che si è fatto carne.

Dio dalla sua infinita Misericordia ha inviato il Figlio – che ha detto alla volontà del Padre – nel grembo della Vergine Maria. Per opera dello Spirito Santo – nel momento dell’Annunciazione – vediamo l’Epifania del mistero della Santissima Trinità che è stato rivelato per primo alla mente, all’anima e al cuore della Vergine. Prima nessuno aveva conosciuto il mistero di Dio. Dio nel suo intimo – come comunione delle tre Persone Divine – si manifesta nel momento dell’Annunciazione. Questo è l’atto della grande Misericordia di Dio, della Santissima Trinità e nel medesimo tempo è il momento della risposta della creatura.

La Madonna è stata preparata – a sua insaputa dallo Spirito Santo – a questo momento dell’Annunciazione. Avrà scoperto proprio in quel momento di essere una creatura privilegiata, immune da ogni macchia di peccato, ha compreso la sua eccezione radicale nella Storia della salvezza. Dio l’ha preparata fin dal momento in cui è stata concepita. La Vergine Maria è nata da due genitori già anziani – Sant’Anna e San Gioacchino – però è stata concepita rimanendo preservata dalla macchia del peccato originale. È un disegno divino che si realizza, è una profezia della Genesi che si adempie: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Genesi 3: 15).

Questa è una profezia che si realizza fin dai primordi della Storia della salvezza. Maria fin dal momento del suo concepimento, è coltivata come un fiore purissimo, al riparo dei venti del male del mondo. È stata raccolta nel tempio già all’età di tre anni per avere una formazione particolare nella legge del Signore. Successivamente, c’è stata la chiamata meravigliosa nell’Annunciazione. Nel momento più grande della Storia dell’umanità, la Madonna era sola, forse non sapeva e non poteva conoscere quello che Dio aveva in serbo, però era stata lavorata interiormente dallo Spirito Santo ad accogliere questa rivelazione. Vediamo che alle parole dell’angelo Maria risponde già consapevole dell’impegno della sua verginità.

La Madonna chiede come può avvenire una cosa del genere – il Verbo che si fa carne – in quanto non conosce uomo, ma Dio le rivela questo grande miracolo di grazia. La natura umana di Cristo si unisce alla persona divina del Verbo per opera dello Spirito Santo. In Maria, Madre di Dio – cioè quel Bambino che nascerà da Lei per opera dello Spirito Santo – vediamo la preparazione alla comprensione di questi Misteri che si aprono al Suo cuore.

Il di Maria è pieno di consapevolezza. È consapevole del miracolo sovraumano – che va al di là di ogni immaginazione, di ogni concezione – del Verbo di Dio che di fa carne e cresce nel suo grembo per nove mesi. San Giovanni Paolo II sottolinea il fatto che anche Maria ha avuto un cammino di cresciuta nella fede. Ha sviluppato la fede come grazia che le è stata donata ed è entrata sempre più profondamente nella comprensione della vita vissuta dei Misteri di Dio.

Il “Sì” di Maria è prezioso, prima di tutto, perché è stato consapevole delle conseguenze. Un tale “sì” l’ha detto a nome di tutta l’umanità, l’ha detto ad una decisione divina da cui dipendeva la realizzazione del piano di Dio. La Madonna è cresciuta nella comprensione della realtà nella quale è stata chiamata, una realtà divina, soprannaturale del Suo compito nella Storia della salvezza. Maria è il crocevia di tutti i Misteri principali della fede, della Santissima Trinità, dell’Incarnazione, della Redenzione. Un compito da corredentrice e cooperatrice all’opera della Redenzione.

Un di Maria umile. Non comprenderemo mai abbastanza l’umiltà di Maria, che è un mistero di grazia infinito. La Madonna è nella consapevolezza della pienezza di grazia che poi viene rivelata dall’angelo: “Ave, o piena di grazia”. È consapevole di essere il luogo esistenziale in cui si adempie la Redenzione stabilita da Dio con l’Incarnazione. Ma rimane, anche, nella consapevolezza della Sua creaturalità. Sa che tutto ciò che Dio ha fatto in Lei è un’opera di grande grazia e Lei si conserva nell’umiltà più assoluta. In questo Maria già vince contro il serpente antico, perché è rimasta povera creatura. Lucifero – creato già luminoso, elevato in grazia, il più spendente tra gli angeli – invece di restare nell’umiltà, nella consapevolezza della sua grandezza si è inorgoglito, ha voluto essere al posto di Dio. Al contrario la Vergine riamane aperta nella luce della consapevolezza e dell’umiltà.

Maria ha fatto la decisione netta, profonda, irreversibile del Suo : «Ecco l’ancella del Signore, avvenga di me quello che hai detto». Quindi, prima la mente di Maria, la Sua consapevolezza, la Sua luminosità, la Sua comprensione del Mistero, la Sua umiltà e poi la decisione della volontà. Un totale, radicale, assoluto a Dio che controbilancia il no di lucifero e di tutti quelli che hanno attraversato e attraversano la Storia umana con satana. Un Sì che con quello di Gesù redime il mondo al quale si uniscono anche i nostri poveri meriti. Dio apprezza i nostri Sì volontari all’opera della Creazione e della Redenzione.

Una volta avuta la certezza che avrebbe conservato la Sua verginità, in quanto era un voto fatto a Dio, il suo Sì è stato incondizionato, radicale, totale, irreversibile, pieno, che genera vita eternamente. Un Sì nel quale e con il quale Dio si compiace e opera la Redenzione.

Infine, un perseverante. Maria l’ha portato avanti per tutta la vita. Sappiamo che si può parlare di una duplice Annunciazione della Madonna. La prima è quella dell’angelo Gabriele che è un’annunciazione di gioia; la seconda che è quella di Simeone quando la Vergine Maria con Giuseppe portò il Bambino al tempio. Simeone predice che il Bambino è per la salvezza, l’inciampo di molti e una spada trapasserà il cuore di Maria, quindi un’annunciazione di dolore. L’opera della Redenzione passa attraverso il Sì di Maria, dall’Incarnazione fino alla Croce.

Il di Maria è perseverante anche nei momenti più duri. Con l’inizio della vita pubblica di Gesù, quando le potenze dell’inferno incominciano a sputare fuoco e veleno, a scardinare i cuori, ad aizzare i cuori contro Suo Figlio. Questa scoperta della Sua maternità nel dolore – nella volontà del Padre che vuole che beva il calice del dolore fino all’ultima goccia – non fa tremare il suo , lo tiene fermo anche davanti alla Croce. Nel momento in cui Gesù muore, Maria tiene fermo il suo , la sua totale adesione, la sua fede in Dio e in suo Figlio. Attende il momento della Redenzione che la porta a diventare Madre della Chiesa fino ad oggi e per l’eternità

Il Mistero nella sua radicale formulazione è cristologico, cioè il Verbo che si fa carne e il del Figlio radicale, totale e assoluto sul quale possiamo sperare. Vediamo come traguardo del nostro sì quello di Maria che è quello di una creatura piena di grazia, consapevoli di essere strumenti nell’opera della Creazione e Redenzione. Siamo chiamati a partecipare nell’umiltà più totale e nella decisione da rinnovare ogni giorno. Siamo chiamati alla perseveranza anche nei momenti in cui si vacilla, si sbanda, nelle correnti di odio e di ribellione a Dio che attraversano il mondo. I nostri uniti a quello di Maria e a quello di Gesù devono essere una roccaforte che non trema, non vacilla e che esce vittoriosa, nonostante gli assalti delle potenze del male.

Chiediamo alla Madonna questa immensa grazia: di renderci partecipi di questo . Il Suo risuoni nel nostro cuore, sia uno squillo nella nostra anima, sia inciso a fuoco nel nostro intimo perché possiamo farci trovare nel momento della chiamata ultima in grazia di Dio.

Rinnoviamo il nostro alla Madonna con la quale vogliamo cooperare nella grande battaglia. Rassicuriamo Maria con la nostra affidabilità, con la nostra generosità e con la nostra fedeltà.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”