
L’arte sopraffina della dissimulazione
Carissimo Padre Livio,
fedele apostolo di “Radio Maria” poche ore fa, come tutte le mattine dopo le preghiere e la Santa Messa, ascoltando la sua preziosa “Lettura cristiana della cronaca e della storia”, ho appreso che nel V secolo avanti Cristo un generale cinese già conosceva la potenza distruttiva della disinformazione. L’argomento – arma prediletta del KGB russo ed ora dei suoi eredi nella guerra all’Ucraina – mi ha interessato perché ho dedicato un intero capitolo di un libro (“Verità e beffe del secolo passato” edito da Marcianum) al Sinodo dei Vescovi del Medio Oriente (2010) in cui, ammessovi come “giornalista esperto”, ho sollevato il tema della “taqiya” (dissimulazione, elemento essenziale della disinformazione) nella religione islamica. Nel capitolo del libro che tre anni fa le ho inviato, ma posso anche spedirglielo, (XIX : “L’Islam al Sinodo”, da pag. 341 a pag. 355), affermo fra l’altro che senza Verità non può esserci dialogo di sorta con alcuno.
E adesso possiamo meglio comprendere la pratica della menzogna da parte dei regimi musulmani e di Putin !
Con affetto, stima e gratitudine,
Graziano