Pensiero spirituale sull’espressione della Madonna “Dio misericordioso abbia misericordia di voi” (25 marzo 2024)

Cari amici, la Regina della pace ci ha indirizzato ad alzare lo sguardo oltre la Pasqua, verso la festa della Divina Misericordia. Con parole bellissime ci ha detto: «Dio misericordioso abbia misericordia di voi» (25 marzo 2024). Per come è formulata l’espressione, è anche un invito da parte nostra a metterci nelle condizioni esistenziali per essere meritevoli della Divina Misericordia.

Possiamo comprendere l’importanza di questa festa e di questa invocazione se guardiamo all’attualità del mondo, che abbonda nel peccato. Nel Messaggio del 25 luglio 2019, la Madonna profeticamente pochi mesi prima ha parlato del tempo delle prove che sono poi venute. Le grandi prove della pandemia e della guerra che hanno portato tantissime morti.

«Cari figli! La mia chiamata per voi è la preghiera. La preghiera sia per voi gioia e una corona che vi lega a Dio. Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà, ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù. Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

La Madonna ha detto: “Voi non sarete forti ed il peccato regnerà”. Da allora fino ad oggi, il peccato ha debordato, soprattutto l’odio, l’incredulità, l’empietà, il disprezzo di Dio, tanto che la Madonna ha affermato: «L’uomo moderno non vuole Dio» (25 gennaio 2023).

La situazione in cui si trova il mondo, dove divampa l’odio, ci mostra come sono crollate tutte le regole e i punti di riferimenti morali di comportamento. Ormai non c’è più una parte del mondo in cui non si faccia la guerra. Le guerre terroristiche – che vanno ad attaccare nazioni che sono in pace, autonome – fanno emergere quanto non ci siano più regole e confini. L’odio divampa e assale chiunque, ovunque. Come l’invasione dell’Ucraina e Israele che hanno portato a delle guerre spaventose e sanguinose. Regna il peccato, regna l’empietà.

La misura dell’empietà è il sangue versato, il più delle volte innocente, di bambini, anziani, malati, gente nelle case e negli ospedali. Quello che colpisce è che Dio vuole comunque fare misericordia a questo mondo. La Madonna nel Messaggio del 25 marzo 2024 vuole far capire proprio che – nonostante il mondo stia cadendo in un pozzo profondo, di empietà, cattiveria, incredulità e bestemmia – Dio vuole fare misericordia. Siamo in una situazione peggiore di quella scritta nel diario di Santa Kowalska, con le bellissime rivelazioni che Gesù ha fatto sulla sua Divina Misericordia. Siamo in un mondo peggiore perché nella sua totalità è incredulo e non vuole Dio. Il fondo del male è ancora più abissale, eppure la Regina della pace dice: «Dio misericordioso abbia misericordia di voi».

Non diamo per scontato la bontà di Dio e della Sua misericordia, perché anche questo potrebbe essere un inganno del demonio. Si invoca la Divina Misericordia per cambiare vita, per uscire dall’abisso del peccato. Dobbiamo metterci nella condizione esistenziale di riceverla.

Le condizioni esistenziali sono quelle presenti nella Sacra Scrittura, nei Vangeli, nella predicazione della Chiesa, nei Messaggi della Regina della pace. Tali condizioni sono la conversione, il ritorno a Dio, il cambiare strada, lasciare la via della perdizione, il prendere la via della salvezza. È la decisione di tornare a Dio, un’espressione ricorrente sia nei Salmi che nei Messaggi della Madonna.

Siamo una generazione che ha rinunciato alla fede nella Croce. Abbiamo accolto Gesù e l’abbiamo vissuto per secoli dando origine alla meravigliosa civiltà europea, formata dal Cristianesimo, con tutti i Santi, le realizzazioni meravigliose della sapienza e carità evangelica. Tuttavia, siamo arrivati ad un abbandono della salvezza che viene da Cristo, ci siamo allontanati da esso. Questo è quello che è accaduto anche nella Storia sacra, Dio ha dovuto mandare i profeti perché il popolo lo aveva abbandonato. Quando Mosè andò sul Monte Sinai per ricevere i Dieci comandamenti, il popolo costrinse Aronne a fare un vitello d’oro per adorarlo. Una forma di idolatria pacchiana, eppure era il popolo a cui Dio stava dando i Comandamenti divini.

Questa è la Storia dell’umanità. Una Storia di infedeltà mentre Dio rimane fedele nel perdonare il Suo popolo.  Questo avviene anche nella Chiesa, specialmente in questi tempi in cui il Cristianesimo è apertamente rifiutato. Dio nonostante ciò non lascia che cadiamo nell’abisso, ci dona misericordia. Dobbiamo metterci nelle condizioni esistenziali per accogliere la Divina misericordia.

Nel tempo dei Segreti, ci saranno le opzioni personali ma saranno tali da smuovere i popoli. L’espressione della Regina della pace che dice che con il trionfo del suo Cuore Immacolato il popolo russo si convertirà e diventerà il popolo che più onora Dio, sta a significare che sono proprio i popoli che si muovono. Sono fenomeni che vedremo nei momenti forti del prossimo futuro, che sarà quello del trionfo del Cuore Immacolato.

Le condizioni personali ed esistenziali che sono necessarie per la Divina misericordia sono tre.

La prima è quella di decidere di tornare a Dio, cioè lasciare gli idoli che l’uomo si è costruito. Sono idoli sempre più elaborati, come l’intelligenza artificiale. Ma non sono diversi da quelli dei tempi antichi, dove venivano deificate le forze della natura. Tali deificazioni erano indirizzate a stare meglio, aumentare la ricchezza, aumentare l’autonomia, illuderci su un quoziente di felicità che possiamo ritagliarci. In realtà sono idoli che non ci danno nulla di fondamentale, essenziale e che plachi il cuore. Quindi il primo passo è riconoscere che gli idoli sono falsi, non ci danno felicità e salvezza. Liberarci dalle esche che satana ha gettato e con i quali ha pescato. Bisogna fare un esame di coscienza per eliminare gli idoli che ci siamo costruiti per riempire la vita.

La seconda condizione è quella di riconoscerci peccatori davanti a Dio, questo è il momento più bello. La Madonna ha detto più volte di prendere in mano la Croce, guardare al Crocifisso che ha espiato i peccati al nostro posto e per il nostro amore, quanto ha sofferto per noi. Quindi, riconoscerci peccatori davanti al Crocifisso, usando le parole del Santo re Davide: “Quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto”. Chiediamo profondamente perdono per i peccati che abbiamo fatto nella nostra incredulità, nel nostro egoismo. Gustiamo le parole dell’Atto di dolore: “Mi pento, mi dolgo”.

Infine, come ci dice un grande pensatore cristiano Blaise Pascal, una volta che si è considerato il nostro peccato, non soffermiamoci mai su di esso, ma alziamo gli occhi verso la Divina Misericordia. Pascal era in polemica con i giansenisti che fermavano sempre l’occhio sul proprio peccato e quindi erano sempre infelici. Dopo che si è guardato il nostro peccato e la nostra miseria, bisogna guardare alla Divina misericordia, come insegna la Madonna. Ci ha mostrato in questi Messaggi nei quali afferma nostra lontananza da Dio, come riconoscere i nostri peccati e alzare gli occhi alla Divina Misericordia, che è più grande di qualsiasi peccato abbiamo commesso. Mai dubitare che Dio non ci perdoni. Gesù, infatti, disse a Santa Kowalska che si sente più offeso dal dubbio che abbiamo nella Sua misericordia che del peccato che abbiamo commesso. Tutto ciò presuppone che ci inginocchiamo di fronte alla Croce di Gesù e diciamo “Abbia pietà di me che sono un peccatore”.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia