
Pensiero spirituale sul dono di Maria come Madre
Cari amici, il Venerdì Santo è il giorno più importante del Triduo Pasquale. Sappiamo che nella notte del Giovedì Gesù è stato catturato e processato dal tribunale ebraico. Al mattino l’hanno portato da Pilato perché sapevano che non bastavano le motivazioni religiose per condannarlo a morte, ma era necessaria una sentenza del procuratore romano. Hanno sollevato false accuse dicendo che Gesù voleva farsi re dei Giudei per ottenere la sentenza di morte. Tutto si è svolto in poche ore dense, profonde e gravide di conseguenze per la vita di tutti. Dobbiamo chiedere la grazia dello Spirito Santo per aprire il cuore e comprendere di quale grande amore siamo amati, fino a che punto Dio si è abbassato per sottrarci dal male e dalla morte e fino a che punto è giunta la sofferenza del Signore.
Soffermiamoci sulla figura di Colei che è stata la compagna di Cristo nella Passione, che è Sua madre Maria. Esiste una Passione di Cristo e una Passione di Maria, che soprattutto le madri possono comprendere. Quello che dobbiamo capire è che il “Sì” della Madonna – all’angelo e alla Passione che le ha profetizzato Simeone – riguardava anche l’assenso alla volontà del Padre che il Figlio, per amore, si sacrificasse per la salvezza del mondo. Quello che colpisce di Maria è che tutto il tempo della Passione – il viaggio a Gerusalemme, la Domenica delle Palme, tutto quello che è avvenuto – con lo sforzo del cuore dava il consenso. Insieme al “Sì” del Figlio, c’era anche quello di Maria che non si è ribellata alla volontà del Padre. Ha accompagnato il Figlio fino alla Croce, alla deposizione e fino a quando nella fede ha atteso, nel Sabato Santo, il momento della Resurrezione.
Questo “Sì” incondizionato della Madonna si è prolungato in tutte le ore della Passione, perché è sempre Dio che chiama la collaborazione delle creature. La forza della Madre è stata anche la forza del Figlio. L’ha sostenuto specialmente lungo la via del Calvario e ai piedi della Croce.
Il momento culminante lo racconta l’Apostolo Giovanni quando Gesù morente sulla Croce si rivolge alla Madre e le dice: “Donna, ecco tuo figlio” e rivolgendosi a Giovanni: “Figlio, ecco tua Madre”. Questo è un brano del Vangelo che è stato uno dei messaggi chiave di San Giovanni Paolo II quando ci ha parlato dell’Affidamento a Maria. È un dono immenso del Figlio di Dio, il dono di Sua madre. Gesù ha avuto una Madre, creatura umile ed alta, “Termine fisso, l’eterno consiglio”, “Donna, se’ tanto grande e tanto vali” (Dante Alighieri, Divina Commedia – Canto XXXIII), non ci sono parole per descrivere la Madonna.
Quello che non si sottolinea abbastanza è che il Figlio era talmente attaccato alla Madre e viceversa, che non si sono mai divisi né nella vita né nell’eternità, salvo quei pochi anni in cui la Madonna – dopo l’Ascensione al Cielo del Signore – è stata su questa Terra per confortare, aiutare e sostenere la Chiesa nascente.
La Madonna, dopo che il Verbo si è fatto carne nel Suo grembo fino al momento della sua Ascensione, non si è mai distaccata dal Figlio. È stata insieme a Lui in tutti gli anni della Sua vita privata, raccolta nel silenzio del lavoro. L’ha accompagnato nella Sua predicazione. Nei Vangeli vediamo la presenza costante della Madonna, come discepola e come esempio di fede ai suoi Apostoli. È presente nel momento in cui Gesù decide di andare a Gerusalemme per compiere il sacrificio e molto probabilmente era presente anche all’Ultima Cena. Era presente in quella notte di tenebre, dove rimasta nel Cenacolo a pregare, aspettava che gli Apostoli spaventati rientrassero, per essere confortati e sostenuti.
Già al mattino presto lei era presente quando Gesù è stato portato per essere processato da Pilato. Ha visto con i suoi occhi la crudeltà di quel “Crucifige” della folla. Ogni colpo della flagellazione sul corpo di Gesù era una lama che trapassava il cuore di Maria. Poi l’ecce homo che tutti hanno visto, quelli che Pilato ha mostrato, incoronato di spine e la sentenza di morte. Ha visto suo Figlio prendere la Croce, incamminarsi verso il Calvario. La Madonna lo segue con una forza d’animo, una fortezza, un “Sì” che va al di là di qualsiasi comprensione da parte nostra, in sintonia toltale con quello del Figlio e alla volontà del Padre.
Ai piedi della Croce, Maria ci accoglie come Madre. Quando sente le parole di Gesù comprende il significato estensivo di questo dono, questa responsabilità. Le affida tutta l’umanità, uomini di ogni tempo e ogni luogo. Maria in quel momento comprende la grandezza della Sua maternità. L’essere diventata Madre del Figlio, è essere Madre anche di tutti i fratelli del Figlio, quelli in atto e quelli in potenza. È Madre della Chiesa e la vediamo nel Cenacolo attorniata dagli Apostoli e dalla Chiesa nascente. Lo Spirito Santo arriva a tutti gli Apostoli per mezzo di Maria. Quando gli Apostoli vanno a predicare, la Madonna allarga la Sua maternità a tutti gli uomini di tutti i tempi.
Maria è Madre di tutta l’umanità e lo capiremo andando più avanti quando – attraverso il momento che stiamo vivendo, di grandi prove e Via Crucis della Chiesa – la Madonna avrà il trionfo del suo Cuore Immacolato, nel quale allargherà la maternità a gran parte dell’umanità.
Su questo dono meraviglioso che Gesù ci ha fatto dobbiamo riflettere. Cioè i doni della Redenzione sono: il Giovedì Santo, il sacerdozio e l’Eucarestia; il Venerdì Santo, sua Madre. È un dono di inestimabile valore.
Dopo che ha detto “Donna, ecco tuo figlio” Gesù si rivolge a Giovanni dicendo “Figlio, ecco tua Madre” cioè ha chiesto a Maria di accoglierci come figli e di trattarci con la medesima sollecitudine che ha avuto con Lui. Ora noi dobbiamo accogliere Maria come nostra Madre, come ha fatto Gesù. Vuol dire che c’è una Maternità celeste che in qualche modo ci accompagna insieme a quella terrena delle nostre mamme, ma è molto più grande e con una potenza di salvezza straordinaria. È la stessa di Gesù, perché c’è anche una Onnipotenza supplicante materna che è quella di Maria nei nostri confronti. Accogliere Maria come Madre vuol dire che essere amati da Lei, far riferimento a Lei anche nei momenti quotidiani, è in grado di accompagnarci nei viaggi della santità, della conversione, del ritorno al Cielo.
La Madonna è qui con questa maternità a sorreggere la nostra vita e con Lei bisogna parlare, accoglierla, affidarsi. Affidare se stessi e la nostra giornata con le nostre parole: “Madre mia accompagnami in questa giornata, prendimi per mano, incamminati con me, sorreggi la mia debolezza, proteggimi dai pericoli”. Parlando quotidianamente, possiamo far in modo che la vita diventi un cammino con Maria dietro a Gesù. La Sequela Cristi è una sequela di Cristo con Maria, al Suo seguito e non ci perderemo mai, non ci stancheremo mai, non vagheremo senza Dio, senza meta e senza amore.
Chiediamo alla Madonna tutto ciò di quello che abbiamo bisogno, quelle temporali e la protezione, la grazia in questi tempi di deviazioni, di inganni, di messaggi impropri, di prepotenze, di distruzioni inaudite. Andiamo sotto il Manto della Madonna e chiediamo di non essere ingannati, di non deviare, di essere saldi nella fede, forti e coraggiosi nella speranza.
La Madonna ci chiama ad essere suoi Figli e suoi Apostoli, accogliamo questo grande dono oggi. Lei ci ha già accolti, ora tocca a noi accoglierla come Madre e farla entrare nella nostra vita quotidiana. Questa è una grazia, una forza, una protezione inestimabile. Chi ha Maria come Madre vincerà ogni battaglia.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”