Pensiero spirituale sulla virtù della pazienza nel tempo delle prove

Cari amici, le prove della vita non mancano mai. Sono una dimostrazione che Dio ci chiede per manifestare a Lui la nostra volontà e fedeltà. Sono necessarie perché, attraverso di esse, esercitiamo le virtù, tempriamo soprattutto la virtù della fortezza, della sopportazione e della pazienza. Grazie a queste virtù siamo abilitati ai comandamenti spirituali che hanno in palio la salvezza eterna dell’anima. Sono le linee fondamentali dell’ascetica cristiana che è fondata sulla Passione di Cristo, dove l’accoglienza e la sofferenza – proveniente dalla volontà di Dio al fine non di distruggere ma di fortificare e di redimere – è quella visione che ci deve aiutare ad affrontare le difficoltà della vita.

Le prove sono tante, ma quelle che ci colpiscono di più sono quelle di carattere materiale. Le malattie, gli insuccessi dei lavori, i rovesci finanziari e tutto quello che riguarda la vita su questa Terra, fan parte di quelle prove che ci angosciano di più. Tuttavia, ci sono delle prove a livello spirituale che non sono meno importanti e che sono tali da condizionare la vita ancor più delle prove materiali.

Gesù ha affrontato numerose prove spirituali, come nel Getsemani quando invocava il Padre perché passasse il calice del dolore e con sforzo enorme diceva “Sia fatta la Tua volontà”. Coloro che si trovano in questo tipo di prove – che sono quelle dello spirito e dell’anima attraverso le quali passiamo tutti –sono talmente in difficoltà da paralizzare l’anima, perché si trova nell’oscurità della fede. La fede, infatti, è una grande luce ma nel medesimo tempo è oscura. Ci sono momenti in cui l’oscurità della fede è tale per cui non vediamo più Dio, non riusciamo neanche più a immaginare l’esistenza e la presenza di Dio. In questa oscurità non riusciamo a vedere i miracoli, la Sua Provvidenza e dentro di noi incomincia a nascere lo smarrimento, vaghiamo e cerchiamo con angoscia. Sono tutte prove meravigliosamente scritte in tante esperienze mistiche, ma anche prove che le anime semplici sperimentano nella vita.

A volte pensiamo che Dio non c’è perché vediamo trionfare il male, l’ingiustizia, i superbi e i malvagi, i giusti sono perseguitati. Anche sotto il profilo personale a volte le tenebre ci avvolgono in modo tale che non sappiamo più da che parte rivolgerci. Sono prove dello spirito che possono durare molto tempo e appartengono a quella fase della vita spirituale in cui Dio vuole purificare le anime dalla mondanità che le ricopre e le vuole elevare. Sono prove come, usando un’immagine biblica, oro grezzo che viene messo nel fuoco per essere purificato.

Sono prove anche del nostro tempo. L’umanità sta vivendo un periodo di grande seduzione, una prova dello spirito tra le più estese della Storia, come die la Madonna: “l’uomo moderno non vuole Dio” (25 gennaio 2023). Non c’è più in noi la percezione del Suo amore, Caterina da Siena dice che le nostre anime che cercano le consolazioni spirituali vengono private da Dio così da elevarle e svezzarle. Si trovano spaesate, quindi ci vuole la guida dell’anima da parte di un direttore spirituale, che spiega che il passaggio attraverso queste forme di purificazione sono necessarie. In questo modo, si potrà arrivare a quell’amore di cui ci ha parlato la Madonna nel messaggio del 18 marzo 2024 a Mirjana: “Cari Figli, per l’amore misericordioso di Dio sono con voi. E per questo, come Madre, vi invito a credere nell’amore. L’amore che è comunione con mio Figlio. Con l’amore aiutate gli altri ad aprire i loro cuori affinché conoscano mio Figlio e lo amino. Figli miei l’amore fa sì che mio Figlio con la sua grazia illumini i vostri cuori, cresca in voi e vi dia la pace. Figli miei, se vivete l’amore, se vivete mio Figlio avrete la pace e sarete felici. Nell’amore è la vittoria. Vi ringrazio”

E’  un fuoco divoratore che brucia le tendenze egoistiche dentro di noi per purificare l’anima. Queste sono situazioni esistenziali contrassegnate dall’aridità, dalla delusione, dalla sfiducia, dalla persecuzione, dall’incomprensione. Sono situazioni dell’anima che troviamo espresse magnificamente nei Salmi. In essi sono un grido che sale dal basso, di chi si rivolge a Dio perché non c’è, non lo vede, non lo trova, si vede nel frutto delle acque che lo sommergono, che lo annegano e grida aiuto.

Nel febbraio 2022 quando la Russia ha aggredito l’Ucraina, il Papa ha consacrato questi due Paesi alla Madonna. La Regina della pace ha risposto: “Ascolto il vostro grido” (25 marzo 2022), quindi “Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce.” (Salmo 130), nel momento della calamità esteriore, dell’amarezza, dell’angoscia interiori, si grida Dio. Si sperona l’anima così da non perdere la Divina presenza, in modo da attualizzarla in continuazione con la preghiera. Questo è il combattimento spirituale dell’anima. Attraverso di esso tutte le anime che Dio chiama sono portate a fare dei gradini di elevazione nella vita spirituale, devono scalare e molte volte fanno sudare sangue.

Bisogna tagliare le radici del male, bisogna purificarle con le fiamme della carità, mozzare la testa alle fameliche bocche dei vizi capitali. È tutta una mappa immensa perché poi ogni anima ha le sue prove, le sue situazioni esistenziali, le sue aridità, le sue delusioni, i suoi contorcimenti, le sue malattie nascoste e profonde, le sue piaghe. Ogni anima è un universo che Dio conosce bene e che deve avere uno sguardo nella tenebra della fede dove fissare gli occhi. Questo sguardo è la Passione di Cristo.

In questo cammino quaresimale, guardate alla pazienza di Cristo. La pazienza è quella virtù che ci aiuta a sopportare le prove, che ci aiuta a combattere durante la prova e che ci fa uscire vittoriosi dalla prova. La pazienza è il midollo della carità, come dice Caterina da Siena, è l’espressione più alta dell’amore, cioè sopportare per amore. Come ha detto la Madonna nel Messaggio a Mirjana del 18 marzo 2024: “Nell’amore è la vittoria”. Di fronte al male che cresce nel mondo, all’aggressione dell’impero delle tenebre, la pazienza, la sopportazione, la residenza, la fedeltà, il ricominciare da capo ogni giorno, aggiungere una rinuncia dopo l’altra, nell’essere prodighi nell’esigere il meglio da noi stessi, tutto questo è faticoso e doloroso ma solo questo ci fa crescere e unire in Cristo.

Fissiamo Cristo in questi giorni della Passione, guardiamo alla Sua sopportazione, alla Sua pazienza, alla Sua umiltà, al Suo silenzio. Pensiamo con che dignità, grandezza e umanità si è presentato alla folla ululante, incoronato di spine. Nell’ecce homo risplende la divinità di Cristo. Dalla Croce dice: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”, che dice al ladrone “Vieni con me in Paradiso”, nelle poche parole che ha espresso c’è solo amore, non c’è nemmeno una briciola di amarezza, di scontentezza, di reazione al male che non si la forza dell’amore.

 Questo è lo sguardo che dobbiamo avere, perché siamo in tempi in cui il male cerca di debordare, di imporre la sua dittatura, di impadronirsi dei cuori. La Madonna usa parole che ci preoccupano quando dice che satana vuole scardinare i cuori, il nemico con la zizzania ha preso molti cuori, la potenza del male che entra nel cuore e semina l’odio, simile all’incredulità, alla prepotenza, alla superbia.

Facciamo questo cammino di purificazione in questa Quaresima, guardando Gesù paziente, che perdona, ama, prega, testimonia, va avanti e non si lascia sfiorare dalle provocazioni. Effonde grazia, luce, amore, parole che risuscitano le anime morte.

La virtù della pazienza è fondamentale nel cammino spirituale, è necessaria per uscire vittoriosi nel tempo delle prove nel quale siamo entrati.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”