QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA (B)

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

Il tempo corre veloce e la Pasqua si avvicina. Domenica prossima è la Domenica delle Palme che ci introdurrà al triduo Pasquale e alla gloria della Resurrezione.

Disponiamoci interiormente a rivivere questi giorni forti della fede, in modo da imprimere nei nostri cuori il mistero della Croce, che il mondo non comprende, ma che è l’unica via per ottenere la salvezza.

Gesù stesso nel brano di vangelo ci introduce alla comprensione della sua Passione,  che è un mistero abissale  di umiltà e di amore infiniti, nel quale Dio manifesta se stesso, come noi mai avremmo potuto comprendere se non attraverso la fede.

La Passione e la Morte di Gesù sono un dono di amore sconfinato per noi povere creature che gemono nelle tenebre e nell’ombra della morte, senza nessuna possibilità di uscirne fuori.

Nella Passione di Gesù risplendono tutte le virtù di cui la natura umana è capace, se elevata dalla grazia e sono un modello di umanità santa al quale dobbiamo costantemente guardare per imitarle e per viverle nella nostra vita.

Leggiamo e meditiamo i racconti della Passione dei quattro evangelisti in preparazione alla Pasqua e prendiamo le nostre decisioni per modellare la nostra vita su quella di Gesù.

Oggi Gesù ci svela il mistero della vita usando l’immagine semplice del chicco di frumento che, caduto in terra e non muore rimane solo; se invece muore produce molto frutto.

Allo stesso modo se noi viviamo la nostra vita egoisticamente la perdiamo dissipandola; se invece ne facciamo un dono di amore, la conserviamo  per la vita eterna.

Sono parole quelle di Gesù che ci mettono in discussione e che chiamano al cambiamento, alla conversione, e alle decisioni capaci di radicali capovolgimenti.

Così sia per noi in questa Pasqua  e avremo in dono la pace che il cuore desidera e che il mondo non può dare.

Vostro Padre Livio

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Vangelo

Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 12,20-33

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Parola del Signore