
Pensiero spirituale sull’esortazione della Madonna: “Figlioli siate luce”
Cari amici, oggi mettiamo a fuoco l’esortazione che ci fa la Regina della pace: “Figlioli siate luce”. Questo è un grande impegno per noi, perché essere luce in un mondo dove regna la tenebra, la dittatura del relativismo, la negazione della Verità, significa andare contro corrente ed essere ben saldi e uniti a Colui che è la Via, la Verità e la Vita.
La Madonna ci esorta in questo modo perché viviamo in un mondo che ha rifiutato Colui che è la luce del mondo, Gesù Cristo. Dobbiamo tenere sempre presente le motivazioni della presenza della Regina della pace, per così tanto tempo e con così numerosi messaggi. La ragione di questa Sua presenza è il fatto che il mondo sta sbandando gravemente e quindi rischia di collassare su se stesso. Questo è quello che Lei dice, ma è anche quello che noi vediamo. Cioè un mondo che procede verso l’autodistruzione, l’autodemolizione, non solo materiale ma anche morale e spirituale.
La Gospa è come Katechon, cioè ciò che trattiene satana sciolto dalle catene che vorrebbe portare il mondo alla distruzione, al suo regno, che sarebbe l’inferno sulla Terra. Sembrano espressioni pesanti, ma non lo sono perché sono bibliche; quindi, la Sacra Scrittura mentre ci rivela l’amore di Dio, ci svela anche le profondità del male. Mentre ci mostra queste due opposizioni, ci suggerisce anche cosa dobbiamo fare per lottare contro il male.
In un mondo dove regna il menzognero, quello che dobbiamo fare è essere luce di Cristo. Per questo la Madonna ci ha invitato, in questo cammino quaresimale, a pregare e rinnovare il nostro cuore affinché – arrivati alla Pasqua con la nostra unione con Cristo Risorto – diveniamo come Lui: Via, Verità e Vita, diventiamo luce del mondo. Dobbiamo, dunque, chiederci come fare per essere la luce di Cristo in mezzo alle tenebre.
Cristo è luce, poi ognuno di noi deve essere la luce del mondo, come ha detto Gesù. Poiché siamo luce del mondo, essa non deve essere messa sotto il tavolo ma sopra il candelabro perché faccia luce a tutti. Questa è la grande missione della Madonna, è la Sua missione di portare la luce di Cristo oggi, di fortificare la Chiesa nella fede, nella verità di Cristo e l’ha affidata anche a noi. Per essere luce di Cristo dobbiamo abbracciarlo nella totalità della Sua rivelazione, cioè a tutto ciò che ha detto, a tutte le Sue parole. Dobbiamo nutrirci delle Sue parole e renderle nostre, che i Suoi pensieri diventino i nostri, che i Suoi sentimenti diventino nostri, in modo tale che nella nostra umanità – impastata di tenebra, di tanti compromessi, di tanti errori, di tanta oscurità spirituale, morale e intellettuale – la luce di Cristo penetri, diventi il nostro modo di pensare, agire, sentire. Per essere assimilati a Lui ogni giorno bisogna affrontare un lavorio interiore di purificazione del nostro cuore e della nostra mente dai pregiudizi e dalla mentalità, dai discorsi e dalle prospettive del mondo.
Siamo in un mondo che ci bombarda da mattino a sera e ci devia. Come ha detto la Madonna nel bellissimo messaggio del 25 maggio 2010: «satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via», il modernismo con il quale satana ci distoglie dalla retta via, secondo il quale non c’è Dio, non ci sono i comandamenti, la Verità, l’Aldilà, la vita eterna, non c’è nulla di assoluto. La nostra fede è un procedere instabile e pieno di dubbi.
Diventiamo la luce di Cristo nel quale ci purifichiamo interiormente e intellettualmente, nel modo di parlare e di pensare che sia schietto, che esprima la Parola di Cristo, le Verità del Vangelo, senza temere che coloro che ci ascoltano si scandalizzino. Le parole che leggiamo nel Vangelo, dette da Cristo hanno scandalizzato gli uomini e sono adatte a tutti i tempi. Sono parole che tagliano come lame, sono luce che illuminano, sono un giudizio su ciò che siamo, su ciò che facciamo quando siamo nel male e nel peccato, che ci accusano con la voce della coscienza, che ci rimprovera e ci chiama alla conversione.
Questo appello che ci fa la Madonna è un lavorio interiore che riguarda il nostro modo di pensare e i nostri convincimenti, anche il nostro modo di parlare, le nostre stesse parole. Dobbiamo assimilare talmente il Vangelo che anche le parole, oltre ai pensieri, devono essere quelle. Parliamo i linguaggi della televisione, dei giornali ecc. ma noi che siamo cristiani abbiamo un linguaggio nostro che è quello del Vangelo. Il nostro modo di parlare, di pensare, di concepire la vita stessa di Dio, sia la Sacra Scrittura. In questo mondo che nega Dio, questo è quello che ci manca. Noi dobbiamo essere coloro che testimoniano Dio, la Sua parola, le Sue Verità, il Suo amore, la Sua misericordia, il Suo giudizio.
Questo invito “Figlioli siate luce” è un programma di vita. Ci impegna quotidianamente nella fatica di “smondanizzarci”, liberarci dai pensieri del mondo. Dobbiamo spogliarci del linguaggio del mondo, che molte volte è duro, crudo, ingannevole, deviante. Se noi cristiani fossimo dei “piccoli Cristo” nel modo di pensare e di parlare saremmo il sale della Terra, la luce del mondo.
Questo è quello che mi sento di presentarvi come strumento di battaglia. È chiaro che siamo nella grande battaglia fra la luce e le tenebre, fra la verità e la menzogna, fra la Donna vestita di sole e il dragone infernale, il quale è menzognero, omicida, perverso. Dobbiamo essere di Maria, la luce di Suo Figlio, la Sua testimonianza, la presenza di Suo Figlio. Noi possiamo essere Gesù nella nostra vita e quotidianità, possiamo essere la luce di Cristo, l’amore di Cristo e le mani tese della Madonna, se Gesù vive in noi. È un cammino attraverso il quale una scintilla può diventare una fiamma viva, un incendio che porterà luce di amore nel mondo, purificandolo.
La Regina della pace ci invita a fare un cammino di santità che sia per gli altri un invito a percorrerlo. Questa è la prospettiva a cui Lei ci chiama in un momento in cui lo spirito del male – attraverso la menzogna, l’odio, la cattiveria, la malvagità – si sta impadronendo dei cuori, li scardina e li rende sterili una terra improduttiva. Che a causa della nostra “non vigilanza” e svogliatezza non capiti anche a noi di essere come quei tralci secchi che servono solo per essere bruciati.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”