SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA (B)

Cari amici, nel nostro cammino quaresimale oggi incontriamo un brano di vangelo pieno di luce ed è quello della trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor.

Gesù porta con sé Pietro Giacomo e Giovanni, i tre Apostoli che vedranno da vicino la sua agonia nel Getzemani, e sale su un alto monte dove si trasfigura davanti a loro, irradiando una luce bianchissima, mentre accanto a Lui si manifestano Mose è ed Elia che conversano con Lui.

Improvvisamente una nube li copre con la sua ombra dalla quale esce un voce: “ Questi è il Figlio mio, l’amato, ascoltatelo”. Poi tutto scompare e Gesù raccomanda di non dire nulla a nessuno fino alla sua resurrezione.

Questo brano di vangelo è ricco d insegnamenti rivolti innanzi tutti gli apostoli, che neppure capivano che cosa significasse risorgere dai morti, ma anche noi che abbiamo una fede ridotta a un lumicino fumigante.

L’insegnamento più importante riguarda Gesù stesso, il Figlio di Dio che è venuto in mezzo a noi nell’umiltà della carne, per cui abbiamo potuto deriderlo, disprezzarlo, maltrattarlo, umiliarlo riversando su di Lui ogni brutalità, tanto che gli apostoli si sono scandalizzati e hanno vacillato nella fede.

Eppure in Lui risplendeva la divinità, la persona divina del Verbo, eternamente generato dal Padre, che si è abbassato fino a noi per salvarci dall’abisso di tenebre  e di morte, nel quale siamo precipitati a causa della nostra superbia e arroganza.

Per grazia gli apostoli hanno riacquistato la fede, quando hanno visto il Signore risorto e hanno dato inizio a quella scia di luce che illumina il cammino umano nei secoli.

Cosi accada anche a noi, restando forti e decisi nella fede in un momento di smarrimento universale, di rifiuto della fede e della Croce, di tradimenti e di rinnegamenti, perché la gloria della resurrezione e della vita eterna si consegue salendo con Cristo fino in cima al Calvario, dove Gesù ci chiama, ci attende e ci abbraccia.

Vostro Padre Livio

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Vangelo

Questi è il Figlio mio, l’amato.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 9,2-10

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Parola del Signore