
Pensiero Spirituale sulle Verità di fede
Cari amici, viviamo in tempi di crisi di fede e uno degli aspetti di questa crisi non è tanto il rifiuto – come ha detto la Madonna «La croce e la fede sono rifiutate» (25 luglio 2020) – ma c’è una tendenza di persone che vogliono conservare la fede in modo molto soggettivo.
È un modo di considerare la fede dal quale ci ha messo in guardia l’allora cardinal Ratzinger nel suo famoso discorso prima del conclave nel quale fu eletto: la fede “fai-da-te”, che non riguarda tanto l’atteggiamento interiore del credere, quanto invece le Verità oggettive della fede nelle quali credere.
La fede la esprimiamo nel Credo, nell’Atto di fede, nella sua formulazione oggettiva che raggruppa tutte le Verità di fede che la Chiesa ha compilato nei suoi grandi Catechismi nel corso della Storia. La fede è tutto quel complesso di Verità che convergono, in particolare, sull’unicità di Dio Santissima Trinità (che professiamo all’inizio del Credo) e sull’Incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo, quindi la Sua divinità. Dio Santissima Trinità e la divinità di Gesù Cristo sono considerate le due Verità fondamentali della fede, ma sono come le radici di un albero che cresce e si dirama.
Il Credo è un compendio delle Verità di fede in cui alcune sono esplicite, altre implicite. Ad esempio, nel Credo non si menziona l’inferno, ma l’inferno esiste.
La fede da una parte è l’atteggiamento oggettivo di apertura a Dio, dall’altra questo atteggiamento interiore di apertura a Dio, che è un dono di grazia, deve aprirsi alla totalità delle Verità di fede, senza eliminarne nemmeno una.
C’è una gerarchia delle Verità della fede ma sono tutti frammenti di un mosaico meraviglioso che ci deve stare a cuore. Il primo atteggiamento che dobbiamo avere è proprio questo: tutte le Verità della fede che la Chiesa ha avuto da Dio – nella divina Rivelazione che ci insegna e ci propone a credere – devono essere accolte con umiltà e con convinzione. Ovviamente ci sono dubbi da superare perché sono legati alla nostra incapacità e oscurità mentale, ai condizionamenti delle ideologie del mondo, ma vanno superati e soprattutto bisogna resistere alla tentazione di selezionare le Verità della fede.
La tentazione di selezionare le Verità della fede vuol dire accogliere solamente le Verità che più ci aggradano. Questo è un atteggiamento che fa naufragare nella fede perché basta la negazione di una Verità per naufragare nella sua totalità.
Le Verità di fede non si selezionano, non posso credere al Paradiso e al purgatorio ma non all’inferno; sono tutte e tre Verità di fede che sono nella Sacra Scrittura che Dio ha rivelato ed esercitato per duemila anni e che dobbiamo accettare. Questo va applicato a tutti i frammenti del mosaico che formano quell’affresco meraviglioso che è la fede cattolica. Quindi, dobbiamo evitare la selezione arbitraria delle Verità ed evitare questo atteggiamento che ci porta a peccare nella fede.
Un atteggiamento molto diffuso oggi per quanto riguarda le Verità della fede è il sincretismo. È una selezione di credenze che prendono alcune Verità della fede cattolica e alcune verità e pratiche di carattere morale o ascetico di altre religioni per poi mescolarle insieme. In pratica è la negazione di un discernimento fondamentale della Chiesa. La Chiesa ci insegna che la sua dottrina che essa ha avuto da Dio, nella Sacra Scrittura, nella venuta di Gesù Cristo, nel Suo insegnamento, nella tradizione stessa ricca di stimoli e frammenti di Verità di fede, tutto questo è Divina rivelazione. Non possono esserci credenze umane prese da altre religioni perché si finirebbe per mettere sullo stesso piano la dottrina cattolica – che è una dottrina rivelata – con le religioni umane. Questo è il pericolo del sincretismo, che è intaccato da molti aspetti della vita cristiana, soprattutto introducendo pratiche delle religioni orientali all’interno della preghiera e teologia cristiana, come se le speculazioni filosofiche delle regioni fossero sul medesimo piano delle Verità di fede che Dio ci ha rivelato.
Da una parte una selezione arbitraria di ciò che devo credere, dall’altra un miscuglio di varie Verità di fede mi porta a fare naufragio nella fede cattolica, mi portano a perdere la fede cattolica autentica.
Un altro fattore all’interno dell’atteggiamento delle fede fai-da-te è l’individualismo. È molto diffuso, molti vivono la fede, anche quella ancorata alle Verità principali della fede, staccati però dalla Chiesa come se stessero facendo un itinerario personale di fede staccato dalla comunità; la stessa comunità che ha dato la grazia della fede mediante il Battesimo, nella quale si riceve la grazia dei Sacramenti con i quali si cresce nella fede della vita cristiana.
Nel corso della vita si trovano persone che dicono un’affermazione ingannevole ovvero “Io credo ma non pratico” facendo capire che non si è una pecorella nel gregge di Dio, ma una pecorella autonoma che pascola per contro proprio. Queste persone non hanno nessun rapporto con la comunità e la Chiesa, che è la depositaria della fede cattolica e delle Verità di fede. La Chiesa guida i fedeli e li fa crescere nell’approfondimento della fede alimentandola con la preghiera liturgica, in modo particolare quella dei Sacramenti e soprattutto dell’Eucarestia. Alla fine, queste persone sono come tralci staccati dalla vite che appassiranno e si seccheranno.
Quando ci estraniamo dalla comunità cristiana abbiamo perso il senso e la gioia di appartenere alla Chiesa cattolica nella sua integrità e nel suo splendore. In parrocchia riceviamo il Battesimo con cui veniamo inseriti nella comunità cristiana, siamo divenuti membra nel corpo di Cristo, siamo parte della comunità qui sulla Terra ma anche in Cielo.
Dobbiamo riscoprire il fatto di credere con la Chiesa, di condividere la fede con la Chiesa, di camminare con la Chiesa cercando di vivere la grazia di appartenere a questa comunità soprannaturale e nella quale siamo tutti fratelli, siamo tutti membri del corpo mistico.
Sono questi tre aspetti, queste tre ferite dell’organismo della fede – cioè l’attitudine al selezionare le cose da credere secondo i nostri piaceri, il mescolare le Verità della fede cristiana con opinioni o con credenze di altre filosofie e religioni, vivere la fede da soli fuori dalla vita della comunità – che portano alla perdita della fede. Perdiamo la fede e diventiamo rami secchi quindi moriamo senza la fede.
Il Sacramento dell’Estrema Unzione, con l’olio degli infermi, con il Sacramento della Confessione, l’Eucarestia come viatico, sono quei grandi doni che Dio ha dato alla Chiesa e a tutti quelli che appartengono ad essa. Ma oggi si muore per conto proprio, abbandonati a se stessi, fuori da quella coralità di preghiere per la propria anima che è uno dei compiti fondamentali della Chiesa, ovvero accompagnare le anime alle soglie dell’eternità e pregare per esse.
Facciamo un esame di coscienza a proposito di queste tre ferite che oggi la fede patisce cioè l’attitudine a selezionare, il sincretismo, l’individualismo sintetizzati in un’espressione molto incisiva di Benedetto XVI: “la fede fai-da-te”.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della Storia”