I potenti di ogni tempo temono la Madonna, anche se non ci credono e muovono le pedine come è avvenuto a Ghiaie.
Hitler ordinò: deportate a Berlino la bambina che vede la Madonna
Aveva profetizzato che le preghiere avrebbero fatto finire la guerra
Il Giorno – 2010-04-01
di GIUSEPPE PURCARO
BERGAMO
QUANTI SANNO che nella primavera-estate del 44, nella fase più cruenta della guerra, autorità militari e politiche (alleati, tedeschi, SS, repubblichini) e religiose (dall’arcivescovo Ildefonso Schuster alla Santa Sede di Papa Pio XII) e un milione e 450 mila pellegrini (numero enorme per quegli anni, superiore a Fatima), erano tutti in trepida attesa per la profezia (la fine della guerra a metà luglio, se gli uomini avessero pregato) che la Madonna avrebbe rivelato alla piccola veggente Adelaide Roncalli? Quasi nessuno. E ancora: quanti sanno che Hitler, adirato per le voci intorno alle apparizioni di Ghiaie di Bonate, voleva deportare a Berlino la bimba per farne oggetto di studi da parte dei servizi speciali delle SS dediti alle pratiche occulte?
TRAMA DA ROMANZO di fantastoria? No, tutto vero. Ma insabbiato. Fonogrammi di agenti segreti, trasmissioni della radio della Rsi e di Radio Londra, carteggi privati, memorie di storici e di preti locali: tutto finito in un buco nero. Dimenticato dagli storici di professione. Ora, un film per la tivù prodotto dall’associazione Regina della Famiglia, firmato dal regista bergamasco Angelo Mazzola, e una ricerca storica condotta dallo studioso Alberto Lombardoni, curatore del sito www.madonnadelleghiaie.it, sta riportando tutto alla ribalta.
Iniziamo dal film «Nel segno di maggio» (il mese delle 13 apparizioni), incentrato sulla figura del bresciano Vittorio Bonomelli, paracadutista, cappellano militare, agente segreto della Special Force 1 britannica che tra luglio e agosto 1944 scongiurò, grazie a fitti rapporti con i comandi alleati, un pesante bombardamento su Bergamo che avrebbe fatto strage dei pellegrini che da ogni parte d’Italia si recavano alle Ghiaie. «E’ un film per non dimenticare chi ha combattuto per la libertà e la democrazia, salvando la vita a decine di migliaia di persone» ricordano il regista Mazzola e Mario Zappa, presidente dell’associazione.
Poi gli studi storici. «La notizia della pace imminente data dalla veggente bambina, ossia la fine della guerra di lì a due mesi, cioè a metà luglio del 1944 se gli uomini avessero fatto penitenza, si propagò rapidamente in Italia e in Europa tanto da raggiungere anche i campi di concentramento» rivela Alberto Lombardoni.
CHE CONTINUA: «Il presidio nazista di Bergamo era in allarme, così le autorità di Salò. Tanto da indurre lo stesso Hitler a interessarsi del caso: i tedeschi sospettavano che le apparizioni fossero architettate dai servizi segreti inglesi. Ma così non era. Dopo l’attentato a Hitler del 20 luglio del 44 che molti collegarono con la profezia data dalla Madonna, da Berlino partì l’ordine alle SS di Bergamo di rapire la veggente. Le pressioni sulla Curia bergamasca furono notevoli, ma senza successo. Due alti ufficiali tedeschi nell’estate del 44 si recarono anche dal vescovo Adriano Bernareggi per cercare la bambina. Ma furono incredibilmente depistati dal prelato, e qualcuno inscenò la finta morte della veggente. Perché questo episodio è stato insabbiato? Cosa si cela dietro l’atteggiamento della Curia bergamasca e delle SS di Bergamo? E quale ruolo giocò il cardinale Schuster, che le cronache raccontano anch’egli in attesa di un evento divino la notte del 19 luglio del 44?» Domande ancora in attesa di risposta.