
Pensiero Spirituale sulla virtù della vigilanza
Cari amici, la vigilanza è una vera e propria virtù. In molte occasioni Gesù ci ha esortato a vigilare e pregare per non cadere in tentazione. La vigilanza, allora, è una virtù fondamentale.
In un messaggio la Regina della pace ha detto: «A satana è sufficiente un vostro piccolo vuoto interiore per poter operare dentro di voi» (5 settembre 1988). Un piccolo vuoto interiore è sufficiente a satana per impossessarsi della nostra anima; la Madonna ci ha dato un ammonimento molto prezioso che ci aiuta a capire che la nostra anima non è mai vuota, o è abitata da Dio o è occupata dalle cose del mondo con cui satana cerca di insinuarsi.
Ne deriva, allora, una letteratura abbondantissima da parte di maestri di spirito che hanno dato delle regole per conservare l’unione con Dio stabile, una preghiera incessante che si succeda come si succedono gli istanti uno dopo l’altro. È una scuola di spiritualità sulla virtù della vigilanza che oggi è particolarmente necessaria perché viviamo in un mondo che oggi ci assedia radicalmente. Non era mai accaduto nella Storia umana che la nostra vita privata fosse invasa da messaggi di ogni genere e specie che ci arrivano attraverso i mass-media, basta pensare ai contenuti a cui possiamo accedere dal cellulare.
Non c’è dubbio che se non siamo vigilanti sui noi stessi, se non siamo capaci di darci delle regole ben precise, se non ci imponiamo delle rinunce da fare, se non diamo un’organizzazione ai nostri spazi di preghiera e di silenzio, succede che veniamo invasi da messaggi che ci distraggono e che ci deviano da Dio. Siamo sollecitati giorno e notte da messaggi che ci disturbano e ci distolgono dalla cura della nostra anima. È necessario creare dentro noi stessi quella che Santa Caterina da Siena chiamava la “cella interiore”.
A Milano c’è un monastero che si chiama Sancte Marie de Morimundo edificato dai monaci in una zona rurale per i cristiani che volevano isolarsi e vivere totalmente immersi nella spiritualità. È una specie di fortezza dello spirito, un luogo di preghiera e silenzio dove il mondo non arrivava; andare lì significava morire al mondo. Questo stile di vita oggi è quasi impensabile.
La virtù della vigilanza, però, ci permette di fare un discernimento, ci permette di decidere quello che deve entrare in noi e quello che deve, invece, restare fuori. È chiaro che attraverso i nostri sensi introiettiamo tantissime cose che possono essere buone o cattive. Pensiamo, ad esempio, alle letture, alle parole che ascoltiamo, alle immagini che vediamo; dobbiamo governare noi stessi e fare delle scelte in modo tale che tutto ciò che entra in noi non ci inquini, non depositi veleni del male che poi fermentano e fanno crescere la fame di mondo dei vizi capitali.
I vizi capitali ci spingono a introiettare dentro di noi tutte le nefandezze del mondo e più le mangiamo e più aumenta la voglia di mangiarle perché diventano appetitose perché la bestia che è in noi “dopo ‘l pasto ha più fame che pria”. Isolarsi dal mondo, oggi, è quasi impossibile perché veniamo raggiunti ovunque e dobbiamo governare i messaggi che ci arrivano scegliendo quelli che rafforzano l’anima, quelli che accendono l’entusiasmo, l’amore e i santi desideri. In questo modo la nostra anima si riempie di messaggi buoni, di ispirazioni, di preghiera, di santi desideri e – appena si avverte un vuoto – stiamo attenti a riempirlo con ciò che Dio ci offre, con le cose che ci fanno crescere, con messaggi di luce, con “cibo” veramente nutriente.
Il nostro nutrimento sia la Parola di Dio, le buone letture, le sante conversazioni, la preghiera a tu per tu con Dio. È necessaria, allora, questa vigilanza. È un grande combattimento spirituale quotidiano che inizia al mattino, quando dobbiamo essere più veloci del diavolo e dobbiamo fare il Segno della Croce appena svegli orientando la nostra anima a Dio fin dall’inizio della giornata.
Nel corso della giornata dobbiamo operare affinché tutto ciò che orienta a Dio entri in noi e ci faccia crescere nella contemplazione di Lui, nell’amore per Lui, ci faccia determinare e decidere nel lavorare per Lui in modo tale che tutta la giornata sia di Dio. Se noi siamo tutti di Dio, la nostra giornata è tutta di Dio. È importante fare questa battaglia spirituale quotidiana che senza dubbio ci rafforza. Le vite dei Santi raccontano questa battaglia quotidiana che è un cammino di santità ed è la strada per la felicità e per la pace.
Dio è luce, è pace, è gioia, è amore. Quando il cuore è pieno di Dio, allora, possiamo sperimentare già su questa Terra un pezzetto di Paradiso.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”