
Pensiero Spirituale sul vivere nella luce dell’eternità
Cari amici, è importante vivere la nostra vita sulla Terra nella luce dell’eternità. È questa la visione cristiana della vita, concepita come un cammino verso Dio, verso l’ultraterreno, verso il golfo di luce, di pace e di gioia nel cuore della gioia trinitaria che è il destino per il quale siamo stati creati.
Siamo stati creati per il Paradiso. La predestinazione del Cielo è l’intenzione di Dio, ma è un traguardo per il quale Dio ci ha creato dandoci un’anima spirituale e immortale capace di Lui. Siamo stati creati capaci di Dio. A Dio ci uniamo attraverso la divinità di Gesù Cristo diventando figli nel Figlio. Siamo chiamati ad entrare nel cuore stesso della Santissima Trinità, è questo il destino di ogni uomo ed è la motivazione per la quale siamo stati creati.
Siamo stati creati per la partecipazione alla divina natura e per la gloria eterna del Paradiso. Questa predestinazione passa attraverso la nostra libertà, la nostra accettazione. Siamo quindi chiamati ad accogliere questo progetto di Dio sulla nostra vita che è un progetto di amore, di felicità e questo avviene mediante il sì della fede, il sì a questo progetto di amore e a tutto quello che comporta questo sì.
Purtroppo, il cammino nella fede è anche un tempo di prova ma quando saremo davanti al Padre tutto ci sarà chiaro, la nostra volontà sarà tutta polarizzata nella risposta di amore a Dio Santissima Trinità. Sulla Terra siamo in certo senso nella penombra perché la fede è una grande luce ma allo stesso tempo è oscura; se così non fosse non sarebbe libera. La vita è un tempo di prova, un tempo di cammino, un tempo di pellegrinaggio, è un tempo da vivere già adesso, camminando sulla Terra con lo sguardo verso il Cielo e quindi – con la luce della fede che ci indica il traguardo, che ci istruisce, che ci fa entrare in contatto con i misteri della fede, con Dio Santissima Trinità, con gli angeli e i santi, con Maria che è la corona di tutta la Creazione visibile e invisibile.
La Gerusalemme celeste è il traguardo della nostra vita deve diventare anche il traguardo quotidiano nel nostro cammino. La nostra vita sia un cammino con i piedi sulla Terra e gli occhi rivolti al Cielo.
La nostra fede, il nostro cuore, i nostri sentimenti, il nostro desiderio di eternità siano tutti rivolti al Cielo. I santi desideri ci fanno sperimentare un pezzetto di Paradiso già sulla Terra. È, allora, fondamentale vivere il cammino della vita nella luce dell’eternità.
È la preghiera che ci mette in contatto con Dio. La preghiera è un a tu per tu con il Cielo. Attraverso la preghiera si entra in continua comunicazione esistenziale con Dio; è una comunicazione reale, certamente non visibile ma sicuramente sperimentabile col cuore.
La preghiera ci mette in comunicazione con la Gerusalemme celeste di cui siamo già cittadini e che possiamo già gustare nel cammino di questa vita. È mediante la preghiera quotidiana, mediante la preghiera liturgica che ha come cuore la Santa Messa e la preghiera del Santo Rosario, siamo già cittadini della Gerusalemme celeste, camminiamo nel tempo ma con gli occhi rivolti all’eternità.
Con questo atteggiamento spirituale siamo in grado di affrontare e superare le prove, le tentazioni, le persecuzioni, le battaglie spirituali perché siamo forti della luce del Cielo e della grazia d’amore che ci incoraggia, ci fortifica, ci guarisce dalle ferite quotidiane che ci vengono inflitte dall’impero del male.
Il mondo di oggi è chiuso su se stesso, l’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione. Il mondo moderno ha rinunciato al Cielo, all’Aldilà, ha ridotto Dio a un’inutile ipotesi. Il mondo moderno ha rinunciato a tutti quei beni spirituali che vengono da Dio: la pace, l’amore, la gioia, la felicità. L’uomo moderno si è rinchiuso nella caverna, vive guardano ai beni terreni e materiali e quindi non eleva lo sguardo al Cielo, non si lascia illuminare dalla luce di Dio.
Senza la grazia di uno sguardo sull’eternità come possiamo guardare la nostra vita? Chi ha la fede vive la propria vita come un cammino verso una mèta; chi non ha questo sguardo di fede concepisce la vita come una corsa a vuoto, affannandosi senza una precisa direzione.
L’uomo moderno non vuole Dio e galleggia come una barchetta in un mare tempestoso, nel buio pesto e senza mèta. Senza Dio vaghiamo nel nulla. L’uomo moderno ha perso il Cielo, ha perso Dio, ha perso l’anima, ha perso la moralità, ha perso la giustizia, ha perso la bellezza, ha perso il perdono, ha perso la gioia.
Man mano che il tempo passa e man mano che l’impero del male ci assorbe con i suoi veleni il mondo si imbruttisce, si perverte, si avvelena.
La Regina della pace ci ha invitato a essere a Sua immagine e non a immagine di satana. Essere a immagine di Maria significa essere illuminati dalla fede e guardare al Cielo; chi è a immagine di satana è nell’ombra e guarda a terra.
Attraverso la fede, la preghiera, la rinuncia al male, il combattimento spirituale viviamo una vita cristiana orientata all’eternità.
Non dobbiamo farci travolgere dalle cose del mondo, non dobbiamo farci intrappolare dalle sabbie mobili delle cose materiali. Satana vuole inghiottirci nell’abisso della disperazione, dell’odio, della morte e della perdizione eterna.
L’unica salvezza è Cristo Risorto! Viviamo coltivando la preghiera quotidiana e guardando al Cielo.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”