
Pensiero spirituale sulla preghiera nel silenzio dell’anima
Cari amici, vorrei oggi – in sintonia con il messaggio della Regina della pace e sull’invito di alcuni nostri ascoltatori – approfondire la bellissima esortazione che la Madonna ci ha fatto aprendo il messaggio del 25 dicembre 2023, cioè ci ha invitato a pregare nel silenzio dell’anima.
Lei ci ha sempre esortato alla preghiera liturgica e paraliturgica, quindi la preghiera sacramentale come la Santa Messa, la confessione, la partecipazione alla Santa Comunione, l’adorazione, il Santo Rosario che ha arricchito con le devozioni, i sette Pater Ave Gloria, il Credo lasciando molto spazio anche alla preghiera personale. Una cosa che mi ha colpito sono state proprio le preghiere personali e spontanee del gruppo di preghiera a Medjugorje che facevano davanti alla Croce o davanti alla statua della Madonna.
Il silenzio dell’anima è diverso. Maria quando ne parla fa riferimento a quella preghiera personale che ti porta ad uscire dal mondo ed entrare nel divino, come diceva un padre del deserto ci sono delle forme di preghiera personale dove “Io e Dio” siamo soli al mondo e il mondo è come se fosse tra parentesi. La Madonna ha insistito molto su questo tipo di preghiera che è una di quelle forme di preghiera che Lei desidera da noi, invitandoci sul Podbrdo – molti avranno anche scandagliato il proprio cuore in tutta quella salita – alla recita dei rosari, alla preghiera collettiva e orale; e qualche giorno prima di Natale la Madonna ci ha invitato alla preghiera nel silenzio dell’anima.
Vorrei approfondire proprio questa affermazione “la preghiera nel silenzio dell’anima”.
In un certo senso ci ha messo Lei sulla pista giusta, quando in un messaggio a Mirjana ci ha spiegato che il Padre Celeste si è riservato nell’anima uno spazio tutto per sé. Dicendo questo, si è collocata in una grande tradizione biblica che è presente nella Sacra Scrittura e che poi ha dato origine a tante forme di mistica, per cui si è sviluppata una descrizione dell’anima che ha un fondo, un abisso di luce interiore dove per grazia si può arrivare a trovare Dio; oppure nella punta dell’anima, indicando la trascendenza – oltre ai limiti della finitezza – che si apre all’eternità. Ci sono esperienze di altre religioni che interiorizzano molto la preghiera, specialmente quelle orientali, ma sono diverse da quelle del cristianesimo perché in esso c’è sempre l’aspetto della grazia.
Il silenzio dell’anima significa che l’anima entra nell’ambito del silenzio cioè che l’anima è “elevato mentis in Deum”, “elevazione della mente verso Dio” è il raccoglimento che dobbiamo avere sempre quando preghiamo; la preghiera stessa è stata definita un’elevazione dell’anima verso Dio. È l’anima che esce fuori dal mondo, dalle preoccupazioni quotidiane, dai condizionamenti, dalle arrabbiature, dai problemi, tutto ciò che ci angoscia, tutto quel mare tumultuoso che si agita nel nostro cuore: la Madonna ci invita ad uscire fuori da tutto questo, mettere a tacere tutti i condizionamenti, tutti i rumori, tutte le ansietà che agitano l’anima, in modo tale da arrivare in quello spazio dell’anima dove il Padre ci attende. L’anima che silenzia il mondo e tutte le sue voci, preoccupazioni e le sue agitazioni riesce a uscire fuori da ciò che la polarizza e la agita e trova quell’ambito – che è riconosciuto dalla Mistica cattolica – dove nel silenzio Dio ti parla.
In genere la voce più immediata di Dio che sentiamo nel silenzio dell’anima è la voce della coscienza, cioè se sei incamminato sulla via di Dio, del bene e della giustizia senti la voce della coscienza che ti approva, senti una pace profonda e anche la benedizione di Dio, il Suo incoraggiamento, la Sua protezione, il Suo amore, la Sua chiamata ad avvicinarti ancora di più a Lui, questa è sicuramente una situazione di pace interiore che è il bene più bello e desiderabile che si possa avere qui sulla Terra.
Il silenzio dell’anima può anche essere la voce della coscienza che ti rimorde, ti rimprovera, ti agita, ti porta alla luce comportamenti non conformi alla Divina Volontà e che quindi ti ammonisce, nel medesimo tempo la senti che chiama a migliorarti, ti chiama nella luce di Dio, a chiedere il perdono, il pentimento, a prendere una decisione verso di Lui, verso il Suo amore, verso la vita nuova.
Questi sono quei momenti molto incisivi nella nostra vita – specialmente quando siamo sulla via del male e quindi siamo sulla via che ci porta alla perdizione – perché sentire la voce della coscienza che ci rimprovera è molto importante. Se fossimo giunti ad una situazione di vita in cui non sentiamo più la coscienza perché in qualche modo l’abbiamo silenziata, l’abbiamo talmente “oscurata” che non parla, non vede e non sente più, allora la situazione è gravissima perché significa che siamo in quella fase di accecamento e di indurimento del cuore dove non si sente più la voce di Dio.
Quindi, la Madonna ci chiama a questo incontro con Dio, dove prima di tutto si sente la sua voce che parla attraverso quella della coscienza, che ti approva e ti incoraggia, che ti disapprova e ti invita a cambiare poi nel medesimo tempo noi – in questo silenzio dove il mondo esterno tace e sentiamo la voce di Dio, specialmente quando siamo sulla sua via della coscienza ci approva con le Sue luci, consolazioni, gioie, elevazioni – dobbiamo rispondere. Prima dobbiamo ascoltare poi dobbiamo rispondere, cioè rispondere alla chiamata di Dio, alla chiamata alla santità, alla chiamata al pentimento, al proposito, a cambiare vita. Noi dobbiamo rispondere e i salmi che ci aiutano: “Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce.” (Salmo 129), “Crea in me, o Dio, un cuore puro” (Salmo 50), “Vieni a salvarmi, o Dio” (Salmo 69), sono tantissime invocazioni con cui noi parliamo, chiediamo a Dio, imploriamo Dio, chiediamo il Suo aiuto, la Sua grazia, il Suo perdono, la Sua pace, il Suo abbraccio, la Sua forza.
Questo incontro con Dio è l’essenza della preghiera, come diceva Caterina da Siena, tutti dobbiamo costruire una cella interiore, cioè entrare in quel luogo dove il Padre ha scelto di incontrarci, sentire la Sua voce, aprirci al Suo amore, rispondere al Suo amore: questa è un’esperienza che dà sapore alla vita, ci fa sentire il senso della vita, ci fa sentire che quello che noi desideriamo – cioè la santità, la purezza, la pulizia interiore, la gioia, la felicità, quello che c’è di più bello e Santo – è possibile, non è un desiderio che poi non trova applicazione, è un desiderio al quale Dio viene incontro, che Lui stesso suscita: il desiderio di Dio è suscitato da Dio stesso perché senza di esso saremmo soffocati sotto la coltre del male.