Per il Papa, il vero ostacolo alla salvezza è l’ipocrisia

Caro Padre Livio, mi rallegro con l’ascoltatore Maurizio che ha avuto la buona volontà di rileggere attentamente la recente intervista a Papa Francesco per rendersi conto di ciò che realmente aveva detto. E’ auspicabile che tutti facciano così.

A questo proposito, già da tempo ho cominciato a seguire più da vicino la spiritualità di Papa Francesco, ciò che lo connota più profondamente: la speranza che nasce dalla sua contemplazione di Gesù.

Riporto la sua frase intrisa di questa speranza: “[…] non è un dogma di fede quello che dirò, è una cosa mia personale, che a me piace: a me piace pensare all’inferno vuoto. E’ un piacere: spero che sia realtà. Ma è un piacere.”

Come non andare alle parole dense di significato di Gesù, che leggiamo e contempliamo nel Vangelo secondo Giovanni capitolo 12, versetti 47-48? “Se qualcuno ascolta le Mie parole e non le osserva, Io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi Mi respinge e non accoglie le Mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno.”

Nell’ultimo giorno.

L’ultimo giorno dell’uomo è già quello della sua morte nel quale, fosse anche nell’ultimo istante, dirà il suo sì o il suo no definitivo alla Misericordia di Dio.

Ecco, il cuore di Papa Francesco sollecita continuamente il cuore di ogni uomo a credere all’amore di Dio, reso visibile in Gesù, credere al Suo amore prima ancora di poterGli dare il frutto del pentimento. Ma credere!

Da qui si inizia un “processo”, come ama dire il Papa, un cammino, anche faticoso, incerto e lento, che può durare un’intera vita, ma sapendo di essere amati e sentendosi amati da Dio.

Nella seconda catechesi, avvenuta il 3 gennaio 2024, di quelle che saranno dedicate ai vizi e alle virtù e avente per titolo “Il Combattimento spirituale” il Papa insegna una preghiera che racchiude tutto il limite umano dell’orante, ma anche tutta la sua apertura all’amore di Dio reso visibile in Gesù: “Signore, io non so se questo è vero o no, ma io sono certo che Tu non ti allontani da me. Sono certo che Tu mi perdoni. Signore, io sono peccatore, peccatrice, ma per favore non allontanarti”.

Per il Papa, il vero ostacolo alla salvezza è l’ipocrisia, spesso facile al giudizio e alla condanna del prossimo. Su questo il Papa è molto severo.

Ho anch’io la fondata speranza che, unendo i nostri inevitabili patimenti ai patimenti di Cristo, per amore del prossimo, saranno moltissimi i salvati nell’ultimo istante di vita!

Un ulteriore squarcio di luce sulla spiritualità di Papa Francesco è stata la stupenda omelia da lui fatta nella Messa per la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio: consiglio a tutti di leggerla, è grandiosa! E ha invitato tutti a consacrare a Lei le nostre vite!

Un caro saluto, caro Padre Livio. Dio La benedica!

Con affetto e grande stima.

Tiziana