Pensiero Spirituale sulla Verità che non cambia mai

Cari amici, la Regina della pace ha detto: «Non dovete temere di difendere col vostro esempio la verità, la Parola di Dio, che è eterna e non cambia mai» (2 febbraio 2019).

Si tratta delle Verità rivelate, soprattutto dei Dieci Comandamenti. I Dieci Comandamenti non cambiano mai, si arricchiscono, Gesù stesso li ha perfezionati sintetizzandoli nell’amore per Dio e per il prossimo, ma non mutano mai. I primi tre sono espressione del nostro amore per Dio, gli altri sette sono espressione del nostro amore per il prossimo. Rispondendo alla domanda rivoltagli sul primo dei Comandamenti, Gesù disse: «Il primo è: “Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. E il secondo è questo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più importante di questo» (Mc 12,29-31).

I Comandamenti – benché siano chiaramente una rivelazione divina con una collocazione storica che ha una precisa localizzazione (il monte Sinai), un destinatario (Mosè e il popolo ebreo) – sono scolpiti nell’anima immortale che Dio crea per ogni uomo. Dio crea direttamente un’anima spirituale e immortale e la infonde nell’essere umano fin dal primo istante del suo concepimento. Nell’anima spirituale e immortale ci sono i codici della moralità; attraverso i Comandamenti scritti nel nostro intimo e attraverso la voce della coscienza possiamo discernere il bene da fare e il male da evitare.

Quando, infatti, quando ascoltiamo la coscienza che è l’eco dei Comandamenti, siamo contenti, siamo in pace. Quando, invece, la coscienza ci rimorde perché volutamente non l’abbiamo ascoltata e abbiamo compiuto il male, siamo turbati e inquieti finché non ci pentiamo, ci confessiamo e decidiamo di rimetterci sulla retta via del bene.

I Comandamenti sono quella legge morale e naturale iscritta in ogni anima umana. Ogni uomo, in qualsiasi parte del mondo nasca, a qualsiasi cultura appartenga e qualsiasi religione pratichi, ha insita in sé la legge morale di Dio. La Madonna ha spiegato che i Comandamenti sono degli indicatori di strada sulla via della santità: «Figlioli vivete il Paradiso qui sulla terra affinché stiate bene e i comandamenti di Dio siano la luce sul vostro cammino» (25 luglio 2018).

Al giovane ricco che chiede: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?». Gesù risponde: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i Comandamenti» (Mt 19,16-17).

I Comandamenti sono veramente gli indicatori di strada verso la vita eterna e Dio li ha impressi in ogni uomo.

La capacità insita di conoscere Dio e la legge morale nella sua essenzialità viene chiamata dal punto di vista teologico sinderesi e indica il discernimento morale quale sentimento della coscienza che distingue il bene dal male. I Comandamenti, allora, sono un programma divino scritto nell’anima umana e che ci portano sulla via del Cielo.

I Comandamenti non cambiano mai; potremmo certamente comprenderli sempre meglio, applicarli in maniera sempre più estesa, ma non mutano. I Comandamenti sono quei principi di moralità insiti in ogni uomo e che aiutano a discernere il bene e il male. Le situazioni storicamente mutano, ma il criterio di fondo non muta. Non ci sarà mai un momento in cui uccidere un essere umano non è peccato; al giorno d’oggi possiamo estendere questo Comandamento e applicarlo all’aborto. L’allargamento della luce di moralità che è impressa in noi si arricchisce man mano che andiamo avanti nella vita, nella Storia e nella conoscenza. Non potrà mai accadere, invece, che i Comandamenti vengano eliminati, sono principi eterni che non cambiano mai.

Alla luce della certezza che i Comandamenti non cambiano mai, possiamo aggiungere che la Chiesa non potrà mai abolire un Comandamento. Magari in alcune epoche storiche è accaduto che alcuni Comandamenti fossero percepiti con più chiarezza rispetto ad altri, ma la Chiesa tutta (compresi i fedeli) non può assolutamente sminuirli, indebolirli nella loro forza cogente, farsi travolgere dalla mondanità per rivalutarli a proprio piacimento. I Comandamenti sono eterni, immutabili, ineliminabili.

I Comandamenti tengono salda la società, sono la Legge morale che è patrimonio universale di tutta l’umanità. Ci sono, infatti, principi ampiamente condivisi anche da altre religioni, proprio perché sono patrimonio dell’umanità e vengono dal fatto che sono impressi da Dio nell’anima di ogni uomo. Evidentemente, con la caduta del peccato originale, accade che quella ferita che è in noi indebolisce la voce della coscienza che invece è necessaria.

I dieci Comandamenti permettono la convivenza pacifica nella società. Basti pensare a: non uccidere (V Comandamento); non commettere atti impuri (VI Comandamento); non rubare (VII Comandamento), se una società si sgretola su questi elementi perisce, diventa una bolgia. Lo stesso discorso vale per la nostra vita, se iniziamo a vacillare e allarghiamo le maglie su quegli elementi, inevitabilmente entra in noi una fiumana di sporcizia che ci inquina e finisce per sotterrarci.

I Comandamenti, allora, non sono solamente necessari per raggiungere la vita eterna, ma anche perché la nostra vita personale sia degna, sia costruita sulla roccia solida. Le persone che osservano i Comandamenti sono affidabili per la società, per la Chiesa, per le loro famiglie, per coloro di cui hanno responsabilità.

Il grado di osservanza dei Comandamenti corrisponde al grado di affidabilità di quella persona. Accede invece oggi che l’affidabilità sia legata unicamente alle competenze, ma servono a ben poco se non c’è una moralità di fondo. Il mondo di oggi è incentrato sulla scienza e le competenze, la moralità non esiste più; ne consegue che queste competenze sono al servizio dei vizi, della prepotenza, dell’orgoglio, della violenza, della guerra.

Non c’è altra strada per rinnovare il mondo che rinnovare i Comandamenti. Nel Natale del 2012 Gesù Bambino è apparso con la Regina della pace alla veggente Marija; quella è stata l’unica occasione in cui la Madonna ha taciuto e Gesù con tono solenne ha detto: «Io sono la vostra pace, vivete i miei Comandamenti». Con questa espressione il Bambino Gesù ha proclamato la sua divinità e ha detto che se non si vivono i Comandamenti non si avrà la pace.

Senza l’osservanza dei Comandamenti non è possibile avere la pace nel cuore, né la pace nel mondo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”