Cari amici,

Samo ormai arrivati a Natale. Abbiamo preparato il nostro cuore perché viva la grazia di questo evento che ogni anno si ripete?

Ogni Natale, anche questo che ci apprestiamo a celebrare, rinnova l’evento della nascita del Verbo, non più nella desolazione di un anfratto, rifugio per animali, ma nel cuore umano, che è stato creato per diventare l’abitazione di Dio.

Ogni cuore viene visitato dalla grazia, perché si apra a questo evento decisivo della storia umana e faccia spazio a Dio che lo cerca e lo ama.

A Natale Dio bussa alla porta del nostro cuore nella sembianza di un mendicante che cerca rifugio, che chiede amore. Il suo tratto distintivo  è l’umiltà di un Bambino, che sorride, che tende le mani, che vuole essere abbracciato.

Cadano le squame dai nostri occhi, si abbassi la testa, si pieghino le ginocchia, cadano le barriere del pregiudizio e dell’ indifferenza.

Deponiamo le armi dell’arroganza, della presunzione, della prepotenza. Serriamo dietro le labbra  le lingue  biforcute della maldicenza, dell’inganno, dell’invidia.

Gettiamo nell’immondizia i simboli  della potenza, della vanagloria e della supponenza.  Rivestiamoci delle vesti della semplicità , dell’umiltà e della  penitenza.

Abbassiamo le mani che minacciano, che colpiscono e che uccidono  e allunghiamo  quelle che beneficano, che sorreggono e  che accompagnano.

I nostri volti depongano il cipiglio, la minaccia e il disprezzo e si rivestano della luce del perdono, della bontà e dell’umiltà

Il nostro cuore rigetti  i veleni che lo sporcano e lo induriscono e diventi una culla d’amore in cui La Vergine Maria possa deporre il Re della pace.

Spogliamoci dei vestimenti del fariseismo, del perbenismo e dell’ipocrisia e presentiamoci senza veli davanti alla capanna per rivestirsi della veste candida della divina figliolanza.

Così sia!

Buon Natale con Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù

Vostro Padre Livio