Pensiero Spirituale sull’Avvento che stiamo vivendo

Cari amici, siamo entrati in una fase della Storia della Salvezza la cui proiezione finale è la venuta di Cristo nella Storia. Mai come quest’anno l’Avvento ha un significato escatologico.

Ogni anno la Chiesa ricorda la venuta di Cristo, nell’umiltà della carne e nel medesimo tempo ogni Natale è una riproposizione della prima venuta che avviene ogni anno nel cuore degli uomini. È un appello ad aprire il cuore al Bambinello.

In questo momento storico l’Avvento ha assunto un significato diverso. È sempre il ricordo della prima venuta di Gesù, ma nel medesimo tempo ha una proiezione escatologica. Man mano che entriamo nella fase degli ultimi tempi, che non hanno una misura temporale ben definita, l’Avvento è proiettato verso il futuro. Chi segue i messaggi della Madonna, le letture edificanti di Santi e profeti del nostro tempo, sa benissimo che c’è una proiezione in avanti, verso il futuro, di un Avvento che si sta preparando. Cristo sta preparando la sua venuta in un mondo che lo vuole espellere dal mondo stesso. Siamo in una fase di proiezione verso il futuro, cioè della venuta di Cristo che sta preparando la strada della sua venuta e lo sta facendo a tappe.

Noi viviamo questa prima tappa in cui la profetessa dell’Avvento è la Vergine Maria che sta preparando i tempi nuovi. I segni dell’Avvento escatologico che è già iniziato li abbiamo nella presenza di Maria, la Donna vestita di Sole, coronata di dodici stelle; negli sconvolgimenti che stiamo vivendo, da una parte i segni della benevolenza divina e della speranza, dall’altra ci sono i segni della ribellione, i segni della bestia, i segni delle prove che la Madonna ci ha anticipato nel 2019 e che si sono manifestate.

Siamo entrati in un tempo che prepara la venuta di Cristo, anche se non è imminente. Siamo però nell’ultimo tratto del cammino, è la prima delle tre tappe dell’Apocalisse. Molti non se ne sono accorti e non vogliono accorgersene, trascurando i segni dei tempi. A mio parere, un altro segno importantissimo è stato il Pontificato di San Giovanni Paolo II il quale chiese alla Madonna di apparire per aiutarlo nella grande lotta contro il drago infernale.

A livello di Magistero allora, a parte gli insegnamenti classici sull’Apocalisse, abbiamo anche personaggi ben precisi “tagliati” per il Tempo dell’Avvento. Dopo anni di Pontificato siamo in grado di misurare la portata di un uomo come Woytjla e la sua vista profetica nell’indicare quello che stiamo vivendo, cioè l’attacco di satana al mondo e la presenza di Maria a soccorso della Chiesa per portarla alla vittoria e per assicurare un futuro di pace all’umanità.

Questo è il significato dell’Avvento che stiamo vivendo. Non è soltanto la venuta di Gesù nell’umiltà della carne che si ripropone ogni Natale. Stiamo vivendo un tempo drammatico e di salvezza che è la prima fase degli ultimi tempi. Questo tempo è inquadrato nel cammino che ci porta alla venuta di Cristo nella gloria.

La Madonna ha detto che è in atto una grande battaglia fra Suo Figlio e satana. Suo Figlio vincerà, satana avrà la sua parte, otterrà quelle anime che hanno rifiutato la salvezza. È in questa luce che dobbiamo vivere questo Avvento, preparando noi stessi. Siccome quello in cui siamo entrati è un tempo di coraggio, sacrifici, testimonianza fino al dono della vita, dobbiamo prepararci. Non possiamo entrare nel più grande combattimento spirituale della Storia, che è quello che precede la venuta di Cristo nella gloria, senza un’adeguata preparazione.

Il nostro cuore sia degna culla del Bambino che viene in mezzo noi la notte di Natale. Dobbiamo preparare il cuore al Natale, viverlo come un tempo di grazia con un’adeguata Confessione, chiedendo perdono dei nostri peccati e, inginocchiati davanti alla mangiatoia, capire l’umiltà e la grandezza del Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi.

In questo spirito di preparazione alla venuta di Gesù Bambino prepariamoci al combattimento a cui siamo chiamati affinché il Cuore Immacolato di Maria trionfi sul serpente infernale e perché l’umanità possa vivere un tempo di pace.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”