L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)

24. La conversione è un cammino controcorrente

La vita è un cammino lungo le distese del tempo. Dal momento del concepimento fino alla morte l’uomo, lo voglio o meno, è in moto. Quando si ferma, la sua esistenza sulla terra è cessata. Anche quando riposi e persino quando dormi, la tua corsa continua irrefrenabile. Più vai avanti nell’età e più la velocità aumenta. Quando stai per arrivare alla fine gli anni diventano giorni e i giorni istanti.

Quando la grazia è venuta a bussare alla porta del cuore, la tua corsa procedeva sempre più sfrenata.  Divoravi le distanze, scrutando l’orizzonte, in attesa di qualcosa che ti appagasse. Il panorama era sempre identico a se stesso. Le mercanzie dell’effimero modificano la confezione a seconda delle circostanze, ma la sostanza non cambia.  Procedevi per inerzia, senza una meta che ti motivasse. Più andavi avanti e più l’angoscia cresceva fino a soffocarti.

 “Dove sto andando?”, ti chiedevi. “Dove porta questa strada, larga e diritta, che si perde all’orizzonte senza dare indicazioni?” Mentre procedevi, incapace di prendere una decisione, ti sentivi sempre più inquieto La “vita è dunque questo viaggio verso l’ignoto, al termine e del quale c’è il nulla nel quale affogare?” ti chiedevi ogni volta che, sgonfiata l’ennesima illusione, eri presente a te stesso.

Il dramma della vita sta nel fatto che uno, anche volendolo, non si può fermare. Il flusso del tempo, nel quale sei immerso, scorre via inesorabile. Se cammini senza sapere dove vai sei perduto, come quel naufrago che si agita nell’acqua di un oceano sconfinato. Caro amico, senza che te ne rendessi conto, hai percorso una via che conduce alla rovina. L’hai conosciuta così bene che ora farai tutto il possibile per evitarla.

 Anche tu, come tanti, ti eri intruppato, attratto dalla facilità del percorso. Chi sceglierebbe una strada sconnessa invece di una comoda autostrada? Non conoscevi ancora l’accorato ammonimento di Gesù:  “Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano” (Mt 7, 13).

Hai trascorso gran parte della tua vita su una strada che porta da nessuna parte Ora che te ne sei accorto, ti chiedi come potrai recuperare il tempo perduto. Dovrai forse ritornare indietro perdendo altro tempo prezioso? Nelle vicende dell’esistenza umana accade proprio così. Quanto tempo hai speso su una strada sbagliata, altrettanto dovrai spenderne per tornare indietro.

Se nel cammino spirituale avvenisse la medesima cosa sarebbe un disastro.  La vita verrebbe distrutta dagli errori nei quali siamo incappati. Invece la grazia delle conversione ti ha messo come d’incanto su un cammino nuovo e tu, pieno di stupore, stai già  incominciando a fare  i primi passi.

“ Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita e pochi sono quelli che la trovano!” (Mt 7, 14). Gesù ti ha messo su questa strada, che dovrai percorrere sino alla fine senza mai stancarti. Devi affrontare il nuovo cammino col passo giusto. Ciò che ti deve motivare è lo splendore immortale della meta. Sei in cammino verso l’eternità. La luce della fede ha rischiarato il tuo orizzonte.

 Davanti a te non c’è il nulla, ma la pienezza. Quando lo scalatore si inerpica lungo un sentiero di montagna, moltiplica le energie man mano che la vetta si staglia davanti agli occhi in tutta la sua bellezza. Chi potrebbe sostenere un cammino così impegnativo se non avesse un traguardo da raggiungere?  La meta che hai davanti va al di là di ogni  immaginazione: “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore d’uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano” (1 Cor 2,9).

Quando scali una montagna accade spesso che le nuvole si abbassino e coprano la vetta verso la quale sei diretto. Avviene la medesima cosa nel cammino spirituale, quando gli inevitabili momenti di stanchezza, di aridità o di scoraggiamento ti offuscano il fine ultimo verso il quale sei incamminato. Nella preghiera mettilo ogni giorno a fuoco, in modo tale che  nella sua luminosità sia sempre presente davanti ai tuoi occhi. Il cielo è la meta a cui devi tendere, senza ripensamenti e senza sbandamenti.

I grandi obbiettivi non sono mai a basso prezzo. Il conseguimento della vita eterna è lo scopo per il quale vivi e che devi raggiungere a qualsiasi costo.  Per quanto il paradiso sia un dono di grazia, che Gesù Cristo ci ha ottenuto con la croce, rimane pur sempre la più impegnativa delle conquiste. Non puoi evitare di percorrere la via erta e stretta se vuoi pervenire alla salvezza.

 Ti sarai reso conto, fin dai primi passi, che il cammino è controcorrente. La moltitudine ama la discesa, non la salita. Man mano che avanzi, risali una corrente che diventa sempre più vorticosa. La carne, il mondo e il demonio sono in agguato per bloccarti e per farti deviare. Più volte sarai assalito dalla tentazione di voltarti indietro e di rimpiangere la palude nella quale eri immerso.

 Non di rado la bufera riesce ad abbattere i maestosi cedri del Libano, mentre aquile che volavano nei cieli della santità si sono trasformati in uccelli notturni. Eppure, nonostante la fatica, ti sentirai motivato a proseguire. Infatti ora la tua vita ha un senso e una direzione. Sai chi sei, da dove vieni e dove vai. Soprattutto senti brillare sopra di te il sole caldo dell’amore. “Il cristianesimo non è facile, ma felice”. (Paolo VI).

 La via del bene è impegnativa, ma gioiosa. La via del male è facile, ma triste. Sono verità che hai sperimentato sulla tua pelle. Non scoraggiarti per le cadute. Dio ti rialzerà ogni volta. All’inizio le tue gambe sono malferme e i tentennamenti sono inevitabili. Ma più vai avanti e più camminerai spedito. Le guarigioni dello spirito sono più lente di quelle della carne. Spesso ci portiamo le cicatrici fino alla fine.

Man mano che avanzavi sulla via del male aumentava l’angoscia, ora invece nel tuo cuore senti crescere  la speranza. Il futuro non ti fa più paura. Colui che ti attende al traguardo cammina già con te. L’arma con la quale il nemico cercherà di ostacolare il tuo cammino sarà quella dello scoraggiamento. Le seduzioni, ora che  conosci l’amarezza che lasciano, hanno su di te una presa più debole.

 Allora il nemico cercherà di presentarti la sequela di Gesù come impossibile. Approfitterà delle tue debolezze per farti desistere. Tu invece pensa a quanti ti hanno preceduto su questo glorioso cammino, giungendo fino alla metà. Erano uomini come te, ma umili e tenaci, che hanno posto la loro fiducia nella forza della grazia.