Pensiero Spirituale sulla scelta tra la via del bene e quella del male

Cari amici, Dio ha posto dinanzi alla nostra libertà due vie, quella del bene e quella del male. Ovviamente, Dio esorta a seguire la via del bene che porta a Lui perché la via del male porta lontano da Dio e alla distruzione di se stessi.

Deve esserci una ragione convincente per non intraprendere la via del male e perseguire su quella del bene. La strada che porta al Cielo è percorsa da pochi, è in salita, è stretta ed è erta, è come un sentiero di montagna; la via del male è ampia, è in discesa, è percorsa dalla moltitudine, è una strada comoda e facilmente percorribile.

La Regina della pace ha detto che l’umanità sta percorrendo la via del male, c’è proprio una globalità, un numero enorme di anime che non vuole Dio e sta andando verso la perdizione.

C’è una motivazione per cui dobbiamo scegliere la via più stretta che si può dedurre dalla propria esperienza personale. Il Cristianesimo è una via di salvezza e per comprenderlo è necessario fare un’esperienza di vita. In tanti abbiamo sperimentato che seguendo la via del bene siamo contenti. Il bene è l’osservanza della legge di Dio, sono i Comandamenti, è la bontà, è la purezza di vita, è la verità, è la carità, è la giustizia, è tutto quello che rende bella una persona. Il bene è tutto ciò che rende una persona contenta di se stessa.

La via del bene è piena di fatiche e di ostacoli, ma ogni volta che grazie alla preghiera e alla buona volontà li superiamo, speroniamo l’anima e siamo contenti. L’osservanza della Legge divina è certamente difficile, vivere la legge dell’Amore in tutte le espressioni è un lungo cammino che richiede una lotta quotidiana ma che genera dentro di noi una contentezza continua, una gioia di vivere. Questa è un’esperienza che fanno tantissime persone.

Siamo abituati a vedere in tv solamente cattivi esempi e brutte notizie, ma il mondo è fatto anche di persone che vive diversamente, che segue Cristo, che ha accolto la vita cristiana e la vive nell’umiltà, con tenacia, con perseveranza, con gioia. Tante persone magari hanno anche poco per vivere, non possiedono chissà quali beni materiali ma sono ricolmi della ricchezza della fede che le rende felici.

La motivazione che ci spinge a percorrere la via del bene, allora, è la gioia che scaturisce nel cuore. La sofferenza in questa vita con Cristo già genera la gioia e la pace. Milioni di persone che accolgono Cristo nella fede, lo seguono portando la Croce potrebbero raccontare la gioia e la pace che hanno nel cuore, sono persone che sorridono alla vita perché portano la Croce con Cristo.

La pratica del bene fa bene; la pratica del male fa male.

La via del bene è la strada attraverso la quale una persona realizza se stessa, diventa bella, buona, fa del bene all’umanità. La via del male distrugge perché il male stesso è corrosivo; il male appassisce le persone e le fa morire, le rende schiave e infelici. Chi è sulla via del male e del peccato, nel momento in cui viene toccato dalla grazia della conversione e si confessa, si rende conto di come aveva vissuto prima e piange di gioia per aver ricevuto la grazia della conversione, per capito che deve cambiare via e vita. Il Sacramento della Confessione, dopo tanti anni di peccato, non è la semplice remissione dei peccati con il proposito di non peccare più, è un pianto di gioia che viene dal profondo del cuore, è la gratitudine di aver cambiato vita e di essersi resi conto della miseria spirituale in cui si era immersi prima.

Chi sperimenta il tocco della grazia, perché è stato perseverante sulla via della salvezza oppure perché per grazia si è convertito, dentro di sé prova una gioia che non è autocompiacimento ma è gratitudine per la pace che Dio dona, per la paternità che Dio ridona, per la fratellanza con Cristo, per la dolcissima maternità di Maria.

Tutti possiamo costruire già qui su questa Terra un pezzetto di Paradiso.

La via del bene fa bene; la via del male fa male e il diavolo lo sa difatti non presenta il male come tale, lo inzucchera! Satana è menzognero, è una serpe velenosa che si camuffa e offre il cianuro mescolato in un thè profumato così ci avvelena e ci uccide senza farcene accorgere. Il diavolo ci fa suoi offrendoci dolcetti avvelenati.

Ecco, allora, l’importanza del discernimento. Oggi il mondo presenta il male come fonte di bene, la trasgressione come fonte di felicità, i piaceri materiali come se fossero fonte di gioia anziché fonte di piacere che non può essere saziato.

Dopo il peccato ci si sente infelici, la coscienza rimorde e ci si sente schifati per il male commesso. Il male fa male; è autodistruzione di se stessi; è schiavitù; è fonte di scontentezza, di rabbia e di odio; il male inquina il mondo. Tuttavia, questa durezza di giudizio che diamo sul male deve contemplare sempre uno sguardo di misericordia verso i peccatori perché, ingannati, sono caduti nella trappola. Lo sguardo della pietà scaturisca in noi la preghiera per la salvezza dei peccatori. Non manchi mai, da parte nostra, una parola di conforto e di speranza per i peccatori affinché possano scorgere, dal basso del peccato, il Cielo che li chiama e li attende.

Dobbiamo essere molto decisi nel discernimento fra bene e male; dobbiamo perseguire con perseveranza sulla via del bene, portare con amore e gioia le nostre croci mentre i demoni ci flagellano per scoraggiarci. Il cammino sulla via del bene è difficile, ma porta al Cielo. In questo mondo che esalta il male come se fosse il bene, seguiamo la vera Via, Verità e Vita e testimoniamo ogni giorno con amore che Cristo è la vera pace!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”