DOMENICA 29.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

Ringraziamo Dio che ha voluto inserire nella settimana questo giorno di pace e di gioia, che dà il senso alle nostre fatiche quotidiane e che eleva il nostro sguardo alla meta del cielo, che Dio ha preparata per tutti quelli che credono in Lui e lo amano.

In questo giorno benedetto Gesù ci aspetta per la celebrazione della Santa Messa e per nutrirci con la sua parola di Sapienza e fortificarci col pane vivo dell’Eucaristia.

Nel Vangelo di oggi vediamo Gesù che risponde ad una domanda insidiosa dei suoi avversari che gli domandano se sia lecito o no pagare il tributo a Cesare.

Gesù si fa mostrare la moneta del tributo e chiede: “Di chi sono l’immagine e l’iscrizione?”. “Di Cesare”.  Rispondono. Allora disse loro: “ Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.

Per comprendere il valore di questa risposta bisogna comprendere che cosa è il Regno di Dio, che è il cuore dell’annuncio del Vangelo.

Il Regno di Dio, insegna Gesù, è in questo mondo, ma non è di questo mondo. E’ un Regno che ha Dio per autore e che si colloca nella interiorità dell’uomo, nella sua mente e nel suo cuore.

E’ un regno che trasforma ed eleva le persone, che grazie ad essa diventano il sale della terra e la luce del mondo.

Noi cristiani, con la Fede e il Battesimo, siamo divenuti cittadini di questo regno, e proprio per questo, siamo divenuti il sale della terra e la luce del mondo.

Purtroppo la realtà è che siamo divenuti sale scipito e lucignoli fumiganti, perché la mondanità è entrata in noi e ci ha compenetrato.

Non pensiamo più da cristiani e non ci comportiamo più da cristiani e, in questo modo, anche il mondo degrada e si abbruttisce.

Perciò, carissimo, diamo a Dio quello che è di Dio: la nostra mente, il nostro cuore e la nostra anima e anche il mondo ne trarrà un grande beneficio.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 22,15-21

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore