
DOMENICA XXVII DEL TEMPO ORDINARIO
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
Ringraziamo Dio per questo giorno di luce e di speranza che ci ha donato con la gloriosa Resurrezione di suo Figlio, morto in croce per salvarci dal male e dalla morte e per condurci con Lui nella gioia del paradiso.
Non permettiamo che la Domenica sia un giorno come tutti gli altri, pieni di fatiche, di problemi e di affanni, ma eleviamo lo sguardo alla patria beata che ci attende e attingiamo dall’Eucaristia, alla quale partecipiamo, la luce e la fortezza necessarie per il nostro pellegrinaggio.
Il Vangelo di oggi ci presenta un’altra parabola del Regno di Dio, con la quale Gesù vuole rivelare a chi ha il cuore aperto il mistero della sua persona e della sua opera di salvezza.
Ancora una volta Gesù paragona il Regno di Dio ad una vigna, un’ immagine che i suoi contemporanei conoscevano bene e che diviene la protagonista degli ammonimenti più severi del Vangelo.
Un uomo, racconta Gesù, pianta una vigna, la attrezza di tutto il necessario, la dà in affitto e dei contadini e se ne va. Quando è il momento di raccogliere i frutti manda i suoi servi, ma contadini alcuni li bastonano, altri li uccidono, altri ancora li lapidano…e così via.
Infine manda suo Figlio nella speranza che lo rispettano, ma la loro malvagità supera ogni limite. Uccidiamolo, dicono, così saremo noi gli eredi e così fecero.
A questo punto Gesù fa una domanda: Che cosa farà il padrone al suo ritorno?
La risposta la deve dare la nostra generazione che ha rifiutato Cristo e la salvezza che ci ha donato e che si è impadronita della vigna che ci ha affidato.
Infatti questa parabola vale per il tempo di Gesù, ma in modo particolare per il nostro tempo e interpella noi che ci siamo comportati come quei vignaioli.
Se non ci convertiamo ci sarà duro ascoltare le parole di Gesù: “Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Vostro Padre Livio
Vangelo
Darà in affitto la vigna ad altri contadini.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 21,33-43
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto per mio figlio!. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Parola del Signore