
di Francesco Battistini- Corriere della Sera 6 Ottobre 2023
L’auspicio del capo dello Stato, in Portogallo con 15 omologhi europei: arrivare a una pace giusta e non effimera
PORTO (Portogallo) – Una pace giusta e non effimera. A poche ore dalla strage di Kharkivi, a pochi giorni dal Consiglio dei ministri Ue che s’è tenuto a Kiev, nel pieno del dibatti (in Europa come in America) sulla necessità di continuare ad armare Zelensky, ecco che dalle rive del Douro arrivano spunti dal vertice annuale del Gruppo Arraiolos, i sedici capi di Stato “uniti per l’Europa” che in un panel a porte chiuse parlano del conflitto.
A esprimere un “auspicio” è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel suo intervento ha ribadito come l’Ue abbia reagito compatta e fedele ai suoi valori: è stata assicurata assistenza militare all’Ucraina, assieme a notevoli risorse finanziarie, nella prospettiva d’una ricostruzione. Mattarella riceve le congratulazioni per questo 6 ottobre che, nel suo mandato, non è una data qualsiasi: proprio oggi – 3.167 giorni, nove anni – diventa l’inquilino del Quirinale più longevo nella storia repubblicana e supera il record di Giorgio Napolitano (3.166 giorni).
Non c’è spazio per troppe celebrazioni, però, e a metà mattina ci si mette al lavoro sul dossier più urgente, quello della guerra. La solidarietà va bene, hanno detto i capi di Stato riuniti, dal bulgaro Radev al polacco Duda, passando per rappresentanti di Paesi meno disponibili come l’Ungheria o la Slovacchia. E il sostegno militare e politico a Zelensky rimane necessario, dice Mattarella, altrimenti si rischierebbe un nuovo conflitto mondiale: assisteremmo a una deriva di aggressioni ad altri Paesi ai confini con la Russia e questo – un po’ come già accadde nel ’38 e nel ’39 – condurrebbe a uno scontro totale e devastante.
Al Palacio do Freixo, stile barocco italiano, affreschi illusionistici, non ci s’illude: è motivo di tristezza vedere tante vite stroncate, è il pensiero del presidente italiano, assistere a tanta distruzione e a un’immane quantità di risorse bruciate in armamenti, ma al momento non c’è altra via. E quanto sta facendo l’Europa, dice, serve a tutelare la pace mondiale.
Fino a quando? L’ “auspicio” di Mattarella è naturalmente che tutti questi sforzi creino quanto prima le condizioni per intraprendere un processo di pace. Ma una pace che sia giusta e non effimera, che non cancelli le ragioni e tenga conto anche dei torti.