
“Nei messaggi di Medjugorje non vi è un insegnamento astratto sul demonio, ma piuttosto una messa in luce della sua attività concreta piena di insidie. Nei lunghi anni delle apparizioni satana è stato presente fin dal principio per intralciare con tutte le sue forze i piani della Madre di Dio. “In qualunque luogo io vada – dice la Madonna in un messaggio a Mirijana – ed è con me pure mio Figlio, là mi raggiunge anche satana” (28.01.1987).
In ogni tappa della storia umana, fino alla fine del mondo, si svolge senza sosta il duello fra la Donna vestita di sole e il dragone rosso, di cui parla l’Apocalisse. Da una parte è possibile affermare che satana fa di tutto per impadronirsi dei progetti di pace e di amore di Maria, ma dall’altra si può anche asserire il contrario, nel senso che la Madre di Dio contrasta vittoriosamente il maligno nei suoi piani di distruzione e di morte.
Quando arrivai a Medjugorje per la prima volta nel 1985 rimasi profondamente impressionato da una lunga serie di messaggi nei quali la Madonna metteva in guardia i parrocchiani dalla perfida attività del maligno, che cercava di impadronirsi dei suoi piani. Di che cosa in realtà si trattasse rimane un segreto di Dio. Chi può, se non lui, osservare ciò che avviene nel profondo dei cuori, laddove noi stessi con le nostre scelte diveniamo figli della luce o figli delle tenebre?
A prima vista la situazione esteriore era migliore di quella attuale. Nonostante l’afflusso dei pellegrini, i villaggi intorno alla parrocchia avevano conservato un clima di semplicità e di sobrietà che oggi molti ancora rimpiangono. Nelle famiglie si digiunava e si pregava certamente più di ora. Mi ricordo le serate trascorse in gruppi a legare le foglie di tabacco su lunghi filari, tutti seduti in cerchio pellegrini e gente del luogo, mentre si cantava e si pregava. La Medjugorje dei primi anni è rimasta nei cuori come l’angolo di una piccola Nazareth ormai definitivamente perduto.
La Madonna non si è mai mostrata preoccupata della posizione contraria, almeno sul piano personale, del Vescovo di Mostar e neppure dei goffi e maldestri tentativi della polizia di stato di intimidire i veggenti e le loro famiglie. Non era da quella parte che veniva il pericolo. Dove dunque era al lavoro l’astutissima serpe? Solo l’occhio di Maria poté vederlo, non certo noi, le cui supposizioni potremo tuttavia avere la soddisfazione di verificare, se ci sarà concesso, quando saremo in cielo.
Si doveva trattare di qualcosa di molto sottile, quale solo l’insuperabile falsario è capace di ordire. La Madonna lancia l’allarme, anche se non ci svela da che parte guardare per individuare il pericolo. Prima denuncia che satana “desidera intralciare i suoi piani” (12.07.1984). Richiama senza sosta alla gravità del pericolo in successivi messaggi, finché quasi un anno dopo arriva l’annuncio raggelante: “Satana si è impossessato di una parte del mio progetto e vuole farlo suo. Pregate affinché non abbia successo” (01.08.1985).
Mi ha sempre molto colpito questa affermazione della Madonna, secondo la quale satana non si accontenta di impedire o di distruggere i piani di Maria, ma vuole impadronirsene, facendoli suoi e prendendo il suo posto. Come? Ho meditato a lungo su questa attività del falsario infernale così come si è svolta negli anni successivi, quando con somma scaltrezza è riuscito ad insinuarsi in molti gruppi di Medjugorje sparsi nel mondo, portandoli allo sbando e quindi al dissolvimento. Non è forse vero che alcune delle riviste più prestigiose che erano nate sull’onda di Medjugorje sono poi passate ad ospitare messaggi e veggenti di dubbia provenienza, alcuni dei quali, come Vassulla Ryden, condannati dall’autorità della Chiesa?
Che pensare dunque della denuncia della Madonna nell’estate del ’85 sul fatto che satana si era impossessato di una parte del suo progetto con la perversa volontà di farlo suo? Evidentemente sarebbe temerario fare supposizioni, ma mi pare che il pericolo gravissimo che allora Medjugorje passò non consistesse in persecuzioni esterne e nemmeno in una caduta di fervore spirituale della parrocchia, della quale la Madonna si era dichiarata contenta per i suoi rinnovamenti spirituali (24.01.1985). Il pericolo forse veniva da dove nessuno se l’aspettava, stante l’abilità suprema dell’eterno ingannatore nel travestirsi in angelo di luce.
Arrivai a Medjugorje proprio alcuni giorni dopo che la Madonna aveva attirato l’attenzione sul grande pericolo. I ragazzi del gruppo di preghiera di Ivan, con i quali ero venuto in contatto grazie a Marija e a Vicka, erano particolarmente impegnati nell’offrire preghiere e sacrifici per la vittoria della Madonna. Mi colpì molto il fatto che loro, non facevano supposizioni. Evidentemente la Madonna si era limitata, come di solito, alla sola richiesta di collaborazione, senza nulla concedere all’inutile e morbosa curiosità.
Fu allora che vidi come possono essere graditi alla Madonna anche i più piccoli sacrifici. Una volta vidi la veggente Marija scegliere il più attraente fra i cioccolatini di una scatola, mentre diceva: “ Per questa volta non faccio un sacrificio e scelgo il più bello”. Evidentemente anche la scelta di un cioccolatino più piccolo era un sacrificio gradito alla Madonna, la quale non disprezza nulla, ma valorizza tutto ciò che è in apparenza insignificante.
Venne accolto con il giubilo dei cuori, soprattutto da parte dei giovani, il messaggio della prima settimana di settembre. Dopo un mese di intensa preghiera e sacrifici, la Madonna in quel giorno benedetto disse: “ Cari figli, oggi vi ringrazio per tutte le preghiere. Pregate ancora di più, così satana si allontanerà da questo luogo. Cari figli, il piano di satana è fallito. Pregate per la realizzazione di tutto ciò che Dio sta programmando in questa parrocchia. Ringrazio in modo particolare i giovani per i sacrifici che hanno offerto” (05.09.1985). Che cosa era avvenuto? Non lo sapremo mai con certezza, ma sappiamo con quali armi la Gospa aveva vinto la sua battaglia.”
(Perché Credo a Medjugorje – Padre Livio – Sugarco edizioni 1998)
PS . Successivamente sono riuscito a sapere il significato di quella affermazione sibillina della Madonna (“Satana si è appropriato di una parte del mio piano”). Era avvenuto che la persona che controllava i messaggi dei sei veggenti aveva anche una sua veggente personale con i propri messaggi, con il conseguente pericolo che potete immaginare.
Questa persona fu rimossa dalla Parrocchia proprio nel mese di Settembre 1985. Qualche anno dopo, nel 1988, fu smascherata, non senza aver lasciato macerie spirituali dietro di sé.
La trasmissione dei messaggi, dal momento in cui vengono scritti dal veggente fino alla loro pubblicazione sul sito parrocchiale è molto delicata.