Coraggio!

Caro Padre Livio, in risposta alla lettera di Piero, vorrei portare all’attenzione di tutti alcune riflessioni che scaturiscono dal nostro sì a Cristo e alla Sua Santissima Madre.
Il Signore Gesù, Verbo di Dio Incarnato, ci ha rivelato che Dio è Amore, e noi abbiamo creduto all’Amore, l’Unico che dà senso, e perciò gioia infinita, alla nostra vita.
L’Amore, disceso in questa realtà terrena di peccato, che è il contrario dell’Amore, non desidera altro che donarSi, sacrificarSi, salvare i peccatori chiamandoli, con infinita pazienza, al pentimento.
L’Amore compie tutto questo mostrandoci le Sue Mani e i Suoi Piedi piagati e il Suo Costato aperto.
Questo Dio d’Amore, che non Si è risparmiato, è l’Eterno Dio, non ha un “prima” e non ha un “poi”, Egli è Eterno Presente, Onnipotente, Onnisciente.
Questo Dio d’Amore, nell’atto stesso della creazione, per Amore, di tutto quanto esiste, “vede” tutta la Storia dell’intero universo da Lui creato, racchiuso nel tempo, nel divenire, carico di ribellione e di odio verso Lui e “vede” tutto il Suo Amore redentivo che Lo porta a incarnarsi, a entrare nella Storia, nel tempo, fecondando, per mezzo del Suo Santo Spirito, il grembo di una Vergine da Lui preservata, prima ancora che fosse concepita, dal peccato delle origini.
Tutto questo per la nostra salvezza, per la nostra vita e gioia eterna.
Tutti gli uomini sono stati redenti da Cristo, dal primo apparso sulla Terra all’ultimo nato alla fine del mondo.
I frutti della Redenzione devono essere, però, accolti dalla libera volontà, secondo il grado di responsabilità, di ogni singolo uomo.
Dio, dall’eternità, predispone il Suo Piano di Salvezza per ogni uomo, perché il maggior numero di uomini sia salvo e, pedagogicamente, ammonisce e sprona a questo fine.
Dio, nella Sua onniscienza, conosce il numero dei salvati: una moltitudine immensa che non si può contare, come dice la Sacra Scrittura.
La Santa Vergine a Medjugorje ha dolcemente affermato che chi ha ascoltato i Suoi messaggi “solo Dio sa”.
La Santa Vergine, che è nella Luce di Gloria in Dio, sa certamente ogni cosa, ma Dio, pedagogicamente, permette a questa Madre nostra celeste di parlare il nostro linguaggio, legato al divenire, nel tempo, degli eventi sulla Terra.
E così, sempre pedagogicamente, la stessa Madre Santa esprime la Sua “impazienza” nell’attesa di quel tempo di pace promesso, perché realmente Lei è insieme a noi, realmente soffre e piange lacrime di sangue anche per un solo uomo che si perde, e lascia a noi la gioia di contribuire alla pace: “siate gioiosi portatori di pace …” mentre il Suo Cuore è circondato dalle spine per ogni anima che si perde. Non potremo mai immaginare quello che soffre il Suo Cuore materno.
La possiamo consolare e aiutare solo diventando gioiosi portatori di pace.
La frase citata dall’ascoltatore dal Libro dei Proverbi “Un’attesa troppo prolungata fa male al cuore” (Pr 13,12) potrebbe anche essere l’espressione dell’antico Israele nell’attesa del Messia. Ma noi viviamo già il Tempo Nuovo inaugurato da Gesù nella Sua stessa Persona: “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo.” (Vangelo secondo Marco 1,15). Abbiamo Gesù, abbiamo tutto.
“Venite a Me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e Io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da Me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero.” (Vangelo secondo Matteo 11,28-30).
Anche il grido di Gesù sulla Croce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” è l’inizio del Salmo 22 che termina nella certezza della Resurrezione.
Mi sono dilungata, caro Padre, ma ho pensato che fosse giusto ricordare a me stessa, e a quanti avvertono la stanchezza dell’attesa, che non c’è un minuto da perdere nel contribuire alla gioiosa costruzione della vera Pace, dono di Dio.
Un caro saluto, caro Padre Livio, nella più grande stima e affetto.
Tiziana