DOMENICA 22.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica! Che la gioia del Signore risorto inondi i nostri cuori e il nostro sguardo si sollevi verso il Cielo, che è la meta del nostro pellegrinaggio terreno.

La S. Messa è il cuore della vita cristiana e non possiamo dirci cristiano se  non vi partecipiamo col cuore ogni Domenica.

Il Vangelo di oggi è di particolare importanza perché Gesù, dopo la professione di Pietro, che lo riconosce come il Cristo, il Figlio del Dio vivente, precisa la natura della sua missione messianica, che non è quella del trionfo umano, ma quella dell’umiltà e del sacrificio, fino alla morte di croce, per entrare alla fine nella gloria delle resurrezione.

Questa prospettiva contrasta con la carne e il  sangue e con la nostra  mentalità mondana. Infatti Pietro si avvicina a Gesù e lo rimprovera,  cercando di sviarlo dalla via del Calvario che ha deciso di percorrere.

La reazione di Gesù è molto severa e lo apostrofa con l’appellativo di “satana”. Infatti proprio questo era il senso delle tentazioni di satana nel deserto, indicare a Gesù la via del  successo, del potere e della gloria, usando a questo fine la religione.

Poi però Gesù invita Pietro e i suoi discepoli ad andare dietro a Lui e di seguirlo portando la loro Croce. Al Momento non capiscono, ma con il dono dello Spirito Santo comprenderanno che è questa la via da seguire, se  vogliamo salvare la nostra anima.

Infatti chi vuole realizzare la vita nel mondo seguendo le sue vanità, le sue false luci e le sue gioie effimere, alla fine la perderà e sarà per sempre.

Chi invece segue Gesù e mette la propria vita nelle sue mani, operando per il Regno di Dio, la troverà realizzata nell’eternità.

Infatti non è vero che al termine della vita c’è  il nulla, ma ognuno comparirà dinanzi a Cristo che darà ad ognuno secondo le sue opere.

Quando si perde questa prospettiva e si vaga nelle tenebre delle menzogna, non ci sarà un lieto fine, ma la fine di ogni speranza.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,21-27

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore