
19. Solo la madonna può donarci un futuro
Dall’inizio delle apparizioni, nel lontano 1981 fino ad oggi, la storia umana ha preso una accelerazione impressionante e la società si va radicalmente trasformando di giorno in giorno. Il mondo di ieri sembra un reperto archeologico rispetto a quello attuale e nessuno è in grado di prevedere come sarà quello di domani. Nel frattempo si sono evaporati le mode, i miti e le chimere della nostra generazione, mentre il nuovo che sta nascendo promette poco di buono. L’orizzonte della storia si popola di fantasmi inquietanti, mentre la celebrazione delle “sorti progressive” ha ceduto il posto agli scenari apocalittici.
Le speranza umane si sono rivelate false e ingannatrici, non avendo saputo mantenere quello che avevano promesso. Il loro posto è stato preso dalla paura del futuro e dall’ansia angosciosa di un esito catastrofico del cammino umano. L’umanità ha smarrito gli ideali, le certezze e la strada da percorrere. Senza la fede in un Dio salvatore, ha perso la fiducia in se stessa,
L’ industria della morte moltiplica i fatturati e prepara la fine della storia e dello stesso pianeta. Quella che sembrava un’accelerazione stupefacente del progresso, si rivela una macchina che è sfuggita di mano e che nessuno non è più in grado di controllare. L’uomo che si è proclamato dio al posto di Dio, dimostra di essere quello che dice di essere: un discendente della scimmia.
Nessuno non è più in grado di garantire qualcosa che non sia una promessa scritta sulla sabbia. L’uomo non ha più in mano né il suo presente, né il suo futuro. La torre di Babele che ha costruito non ha le basi per reggersi in piedi. Il male e la morte, quelli che il mondo nuovo senza Dio doveva eliminare, sono diventati i padroni spietati di una vita senza luce e senza speranza.
In tutto questo periodo, durante il quale io velo della menzogna e della morte è calato sul mondo, Medjugorje è divenuto sempre più attuale ed è là che rivolgono la sguardo gli uomini smarriti, in cerca di una salvezza che solo il cielo potrebbe donare. A chi rivolgersi se non a Maria nel momento in cui la tenebra si fa sempre più fitta e l’ombra della catastrofe incombe sempre più minacciosa?
Da quando la Madonna ha fatto la sua prima apparizione sulla collina, la sua luce non ha fatto che dilatarsi e le sue parole profetiche hanno illuminato il cammino e riacceso la speranza. Anche quelli che hanno risposto alla chiamata facevano fatica a comprendere i materni ammonimenti rivolti a un mondo presuntuoso, che voleva mettere se stesso la posto di Dio: “Dio mi manda a voi per amore, per aiutarvi a capire che senza di Lui non c’è né futuro, né gioia, ma soprattutto non c’è salvezza eterna” (25 – 04 – 2016).
Non è la prima volta che la Madonna non viene ascoltata, neppure da chi dovrebbe riconoscere la voce della Madre. A Fatima aveva dato all’umanità la possibilità di evitare la seconda guerra mondiale, se avesse preso la via della conversione. Ora è qui per preservarci da una catas
La strada ampia e suadente che satana ci ha messo davanti, è divenuta una trappola dalla quale è impossibile uscire. Ogni giorno più ci rendiamo conto che per il nostro mondo “non c’è né futuro, né gioia, né salvezza eterna”. Che fare? C’è qualcosa che gli uomini possano fare per il futuro dell’umanità? C’è una via di uscita dal labirinto nel quale stiamo inutilmente vagando? Ci sono parole che non siano quelle dei venditori di illusioni?
Non c’è nessuna strada che porti l’umanità sulla terra ferma. Non c’è nessuna promessa che possa essere mantenuta. Non c’è nessuna fatica che porti a un qualche risultato. La menzogna presenta i suoi conti e sono i più tremendi che la storia abbia mai messo sul tavolo. Che resta all’uomo senza Dio se non brindare con l’ultimo bicchiere mentre la nave su cui viaggia è avvolta dalle fiamme?
L’unica via uscita per salvarsi è quella che gli uomini non vogliono vedere, non vogliono sentire e non vogliono prendere neppure in considerazione. E’ quella che la Regina della pace ha indicato fin dal principio, quando, per l’ultima volta, è venuta a chiamare l’umanità alla conversione. Ora che la torre di Babele traballa, ora che su “Babilonia la grande“ si sta per abbattere la condanna divina, che faranno gli uomini?
Si getteranno sul capo la polvere, gridando, piangendo e gemendo? (Cfr Ap 18, 19). Avranno il coraggio di seguire il “nuovo Mosè” inviato dal cielo, che aprirà le acque del mar Rosso per portare l’umanità in salvo? Chi seguirà la Regina che è scesa in campo per la battaglia decisiva?
Per un mondo che muore un altro sta nascendo nascosto nell’intimo dei cuori. In tutti questi anni, mentre l’orgoglio umano costruiva la sua fine, la Regina della pace seminava il Regno che verrà e indicava la via per un nuovo futuro. Con pazienza ha bussato alla porte dei cuori, ha chiamato i piccoli e gli umili, ha preparato i suoi apostoli. Sono loro la speranza del mondo, quelli che aprono il varco verso l’unica via che porta alla salvezza.
Ora, come il seme di grano che marcisce sotto terra, sono disprezzati e perseguitati, soffrono e piangono, la resistono e lottano. Ad essi dice: “So che per voi è difficile, perché attorno a voi vedete sempre più tenebra. Non abbiate paura, non siete soli: io sono con voi! “ (02 –03 03 – 2016).
Ogni giorno comprendiamo di più quale dono immenso sia la presenza della Regina della pace per il futuro dell’umanità. Per lungo tempo si è ritenuto che “le apparizioni che non finiscono mai” fossero qualcosa di inutile e persino di fastidioso. Ora la Chiesa stessa guarda a Medjugorje come a un faro di speranza in un passaggio decisivo della storia.
Volenti o nolenti l’umanità dovrà ascoltare gli ammonimenti della Madre e prendere le decisioni conseguenti. Siamo giunti al momento culminante della lotta del drago contro la Regina e ogni giorno che passa rende Medjugorje sempre più credibile, sempre più necessario.
Qualcuno potrebbe obbiettare: “Ma non basta la Chiesa a salvare il mondo? Non è forse in essa che Cristo è presente fino alla fine dei secoli? Non è forse alla Chiesa che è stata promessa la vittoria contro le porte dell’inferno? Che bisogno c’è di questa lunga serie di apparizioni, se la rivelazione è compiuta?
Sono le obiezioni della presunzione, proprie di chi non conosce la missione che Dio ha affidato a Maria nella storia della salvezza. Lei infatti è l’Ancella del Signore, la Madre della Chiesa e dell’intera umanità, la Donna scelta da Dio per umiliare la superbia dell’angelo ribelle. Lei è qui, inviata da Dio, perché gli uomini ritornino a Lui.
E’ qui per indicarci colui che è la Via, la Verità e la Vita. E’ qui per ricordare a una generazione di cristiani sbandati che Cristo risorto è la salvezza del mondo e che solo con Lui avranno un futuro di pace. In un mondo su cui è calata la tenebra dell’incredulità, l’inviata dall’Onnipotente è qui per indicarci la luce vera, Gesù Cristo, Figlio di Dio e unico Salvatore del mondo:
“Cari figli la mia venuta a voi è per voi un dono del Padre Celeste. Per mezzo del suo amore vengo per aiutarvi a trovare la via verso la verità, a trovare la via verso mio Figlio. Vengo a confermarvi la verità. Desidero ricordarvi le parole di mio Figlio. Egli ha pronunciato parole di salvezza per il mondo intero, parole d’amore per tutti, l’amore che ha mostrato col suo sacrificio.
Anche oggi però molti miei figli non lo conoscono, non vogliono conoscerlo, sono indifferenti. A causa della loro indifferenza, il mio Cuore soffre amaramente. Mio Figlio è sempre stato nel Padre. Nascendo sulla terra, ha portato la Divinità, mentre da me ha assunto l’umanità. Con lui la Parola è giunta in mezzo a noi. Con lui è giunta la Luce del mondo, che penetra nei cuori, li illumina, li ricolma d’amore e di consolazione…Perciò, figli miei, apostoli miei: ascoltatemi! Lasciate la vanità e l’egoismo.
Non vivete soltanto per ciò che è terreno, materiale. Amate mio Figlio e fate sì che gli altri vedano il suo volto attraverso il vostro amore verso di lui. Io vi aiuterò a conoscerlo il più possibile.” (02 – 03- 2016).
Sono queste le parole della speranza e della responsabilità che la Madre rivolge ai suoi figli ovunque nel mondo. Guai a noi se rimarranno inascoltate.