LA MIA VITA PER LA GOSPA
Cari amici, a intervalli regolari, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi.
26. La parole della Madonna sull’Aldilà

L’annuncio della vita eterna è senza dubbio il messaggio centrale della Regina della pace. Infatti l’invito alla conversione è in vista della salvezza delle anime. La Madonna ha detto più volte che Lei è qui perché vuole che tutti i suoi figli siano con Lei in paradiso ( cfr 25-04-1994).
La prospettiva dell’aldilà attraversa tutti i messaggi. Il fatto stesso che ogni giorno la Santa Vergine scenda dal cielo sulla terra e poi vi ritorni è una straordinaria catechesi sul senso della vita umana, che viene da Dio e a Lui ritorna. Il pellegrino che va a Medjugorje avverte come se i cieli fossero aperti su quell’oasi di pace e che la luce dell’eternità avvolga la vasta piana da dove la preghiera sale incessante.
A Medjugorje è come se il cielo e la terra fossero in simbiosi. Non è forse la Madre di Dio la Regina del cielo e della terra? All’uomo d’oggi, ormai abituato a non guardare più in alto e pieno di dubbi sull’aldilà, il pellegrinaggio a Medjugorje spalanca un orizzonte nuovo, oltre le miserie e le oscurità di un mondo sempre più simile a un carcere soffocante.
Mentre sali sul monte delle apparizioni o sul Krizevac guardi in alto da dove la Madonna viene ogni giorno e intuisci che è lassù la tua casa, il luogo dove ti è stato preparato un posto. Ad ogni apparizione il cuore sussulta. Il Paradiso è sceso sulla terra e irradia su di te la sua pace.
La presenza della “Tota Pulchra”, che riflette la gloria di Cristo risorto, come non potrebbe suscitare nel cuore dei suoi figli il desiderio del paradiso? E’ infatti questo uno degli effetti più preziosi del pellegrinaggio a Medjugorje, specie se ripetuto nel tempo.
Il Paradiso diviene la meta del cammino, l’obbiettivo a cui tendere giorno per giorno, il desiderio struggente dell’anima. La Madre attira sé, protegge sotto il suo manto, tiene strette le nostre mani e ci conduce verso la gloria del Figlio, nel cuore della Trinità Santissima.
La Gospa ha incominciato molto presto a manifestare ai sei veggenti l’aldilà. Dicendo che è venuta per risvegliare la fede, ha voluto toccare un punto di estrema debolezza, la vita dopo la morte, riguardo alla quale è scesa un’ombra oscura sull’anima di molti battezzati.
Quanti di coloro che frequentano la Chiesa credono veramente nella vita eterna? Che dire poi di quelli che vanno in chiesa solo in occasione dei funerali, tristi e rassegnati come se due badilate di terra sulla bara fosse la conclusione della vita?
Non manca chi rimprovera la Chiesa del nostro tempo di aver perso la prospettiva escatologica. Non possiamo dire che sia così nella preghiera liturgica e nell’insegnamento del Magistero. Lo è però nella catechesi ordinaria di molte parrocchie, dove le realtà ultime, i “Novissimi”, hanno ceduto il posto ai problemi contingenti.
La conseguenza è che molti cristiani vivono senza la prospettiva del paradiso e il santo timore dell’inferno, ormai declassato a stabile disabitato. Il pericolo per le anime è mortale. Lo dimostra lo stato di impreparazione e sonnolenza spirituale con cui affrontano il passaggio nell’eternità.
La Madonna è venuta come Regina della pace, ma la pace sulla terra è possibile se si è in pace col Cielo. Il suo primo obbiettivo è quello di portare le anime in paradiso. Il piano di Maria, che va da Fatima a Medjugorje, parte dalla constatazione, ribadita in ambedue le apparizioni, che “molte anime vanno all’inferno”.
Questa catastrofe irreparabile si consuma mentre non pochi nella Chiesa sostengono irresponsabilmente che satana è un simbolo, che l’inferno e vuoto, che i diavoli si convertiranno. In questo modo si mettono al loro servizio traviando le anime.
La Gospa ha incominciato subito, la sua catechesi sull’aldilà, dicendo a Ivanka che la madre, morta due mesi prima, era con Lei in paradiso. Il 2 novembre 1981, in occasione della Commemorazione dei fedeli defunti, ha mostrato ai veggenti il paradiso. ( Erano presenti tutti, eccetto Ivan, al quale verrà mostrato in un’altra occasione).
Quattro giorni dopo, durante l’apparizione la Madonna è improvvisamente scomparsa e davanti ai veggenti si è aperto l’inferno. Lo hanno visto Vicka, Jakov e Marija. La Madonna, sempre durante l’apparizione, ha mostrato anche il purgatorio.
Non risulta che in altre apparizioni dei tempi moderni la Santa Vergine abbia rivelato con tratti così forti e completi l’aldilà. La descrizione che ne danno i veggenti non si discosta dalle immagini tradizionali, che hanno lo scopo di trasmettere il messaggio accentuando il realismo.
Tuttavia sono coscienti che ogni descrizione con le nostre parole è inadeguata. Il Paradiso “è bello in modo indicibile..Si tratta di qualcosa di meraviglioso e di indescrivibile. Tutto è pieno di una luce stupenda…di gente…di fiori..di angeli …Tutto è pieno di gioia indicibile…E’ così bello che ti si ferma il cuore quando lo guardi” (Vicka).
L’inferno è “spaventoso; sembrava un mare di fuoco; dentro c’era tanta gente. Tutti anneriti, sembravano diavoli. Nel mezzo una donnaccia bionda, con i capelli lunghi e le corna e i diavoli che l’assalivano da tutti le parti. Era orribile e basta” ( Vicka).
Il purgatorio è apparso come un luogo oscuro, avvolto da una fitta nebbia, dove si sentono i gemiti delle anime. Marija mi ha detto che la nebbia si diradava dal basso verso l’alto, come a indicare il processo di purificazione delle anime.
Le immagini parlano da sole. La Madonna le ha accompagnate con brevi ma incisive parole: “Vi ho fatto vedere il paradiso, per mostrarvi quale felicità attende coloro che amano Dio” ( 02-011-1981). “Avete visto l’inferno, dove vanno a finire i peccatori. Ve l’ho mostrato affinché conosciate la condizione di quelli che stanno là” ( 06-11-1981). Lo scopo è di mostrare quale sarà l’esito della vita, a seconda di come viviamo.
Una quindicina di giorni dopo aver mostrato il paradiso ai veggenti la “Gospa” ha compiuto un gesto assolutamente inedito nella storia delle apparizioni mariane. Ha portato due veggenti insieme, Vicka e Jakov, col loro corpo a visitare il paradiso, il purgatorio e l’inferno.
Ci sono testimonianze di questo genere nella vita dei santi, ma si tratta di esperienze mistiche individuali. Qui invece due ragazzi sono stati portati via da dalla Madonna per circa venti minuti. La mamma di Jakov invano aveva cercato i due ragazzi che, nel momento in cui è venuta la Madonna, si trovavano in casa a sfogliare un album di fotografie.
La “Gospa” li ha salutati con un “Sia lodato Gesù Cristo” e ha detto loro che li avrebbe portati in cielo. “Ci siamo spaventati. Jakov (allora aveva dieci anni) ha incominciato a gridare e a piangere. Diceva che lui non ci voleva andare perché sua mamma ha solo lui; perciò che ci andassi io da sola, dal momento che siamo sette fratelli” (Vicka).
Jakov non nega la sua ritrosia, ma mi ha spiegato che a lui bastava vedere la Madonna e che gli sembrava troppo andare a vedere anche l’aldilà. La Regina del cielo “non ha detto niente. Mentre noi stavamo ancora in ginocchio, ci ha presi per mano: me per la destra e lui per la sinistra; si è posta in mezzo a noi col volto rivolto verso di noi.
..Il soffitto si è aperto e abbiamo incominciato a salire” (Vicka) . Vicka ha guardato in basso e ha visto la terra che diventava sempre più piccola, mentre Jakov, impaurito, non ha guardato in giù. In pochi istanti siano giunti in paradiso. “Mentre ci mostrava il paradiso, l’inferno e il purgatorio, la Madonna guardava dove guardavamo noi” (Vicka).
E’ da sottolineare il particolare che la Madonna stessa ha accompagnato i due ragazzi per tutto il tempo. Li ha guidati, sostenuti e illuminati. La descrizione dell’aldilà che viene data dai due veggenti è identica e non si discosta da quella avuta poco tempo prima durante l’apparizione.
Sia Vicka che Jakov mi hanno detto che la gioia che hanno sperimentato in paradiso è diversa da quella provata durante l’apparizione ed è più grande. Una traccia di questa gioia è rimasta nel loro cuore. La Madonna ha riportato i due ragazzi fino in casa, nella cucina dove si trovavano prima. Li ha salutati e poi se ne è andata.
Il bambino era un po’ gonfio e appariva stanco, ma poi si è rasserenato. L’ultima visione infatti era stata quella dell’inferno. “La madre di Jakov ci ha domandato dove eravamo nascosti, perché lei ci cercava. Ha incominciato a piangere quando ha visto l’aspetto che aveva il figlio. Ci siamo in qualche modo calmati e lei con noi. Poi sono venuti alcuni del vicinato e l’abbiamo raccontato anche a loro…Ci hanno creduto. Ancora si vedeva su di noi che avevamo vissuto qualcosa; qualcosa di insolito” (Vicka).
Vicka è instancabile nel testimoniare ai pellegrini questo straordinario evento. “Ci ha detto di raccontarlo. Diversamente perché ce l’avrebbe fatto vedere?”. Se la Madonna ha voluto far provare un’esperienza così forte, ha le sue buone ragioni.
Troppi sono i dubbi che riguardano la vita eterna ed è piuttosto debole la catechesi quotidiana al riguardo. Di qui il richiamo all’eternità che attraversa i messaggi, soprattutto nel mese di Novembre. Le sue parole, fin da quei primi tempi, sono una luce di verità sulla vita umana. Sono un incoraggiamento e un ammonimento di cui avevamo bisogno.
La Madre di Dio non ha bisogno di chiedere ai teologi o agli esegeti informazioni al riguardo. Chi meglio di Lei conosce la reale situazione? “La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte ( 02-11-1983).
“In purgatorio ci sono tante anime, e tra queste anche persone consacrate a Dio. Pregate per loro almeno sette Pater Ave e Gloria e il Credo. Ve lo raccomando! Molte anime sono in purgatorio da molto tempo perché nessuno prega per loro. Nel purgatorio ci sono diversi livelli: i più bassi sono vicini all’inferno, mentre quelli più elevati si avvicinano gradualmente al paradiso” ( 20-07-1982).
“ Oggi molti vanno all’inferno. Dio permette che i suoi figli soffrano nell’inferno perché hanno commesse colpe gravissime e imperdonabili. Coloro che vanno all’inferno non hanno più la possibilità di conoscere una sorte migliore. Le anime dei dannati non si pentono e continuano a rifiutare Dio. E lì lo maledicono ancora di più di quanto non facessero prima, quando erano sulla terra. Diventano parte dell’inferno e non vogliono essere liberate da quel luogo” ( 25- 07- 1982).
La Madonna ha anche risposto all’obiezione che molti sollevano. “Perché Dio manda all’inferno, essendo Lui infinita misericordia?”. Se ne è fatto interprete la veggente Mirjana, che ha chiesto alla Madonna di non mostrargli l’inferno. La Madonna ha risposto dicendo che Dio non manda all’inferno. Siamo noi che vogliamo andarci.
Si tratta della tragica decisione della libertà umana di rifiutare Dio e quindi di un’auto-esclusione, come insegna anche il Magistero della Chiesa ( Catechismo C. C. 1033). All’inferno, è solita ripete Vicka, vanno coloro che ci vogliono andare e che già in questa vita si allontanano da Dio e dai suoi comandamenti e poi soltanto continuano.
“Ogni persona adulta è in grado di conoscere Dio. Il peccato del mondo consiste in questo: che non cerca affatto Dio. Per coloro che adesso dicono di non credere in Dio, quanto sarà duro allorché si avvicineranno al trono dell’Altissimo per sentirsi condannare all’inferno” ( 03 – 02- 1984)