Pensiero Spirituale sull’importanza di vivere in grazia di Dio

Cari amici,

prima che i venti della secolarizzazione soffiassero così forte e spazzassero via quasi tutto, veniva trasmessa l’importanza di vivere in grazia di Dio. Nella catechesi ordinaria a bambini, giovani e adulti, la Chiesa esortava costantemente a vivere in grazia di Dio.

Vivere in grazia di Dio significa conservare nel proprio cuore il dono inestimabile della grazia battesimale. Con la grazia del Battesimo siamo diventati tempio dello Spirito Santo, siamo diventati Figli di Dio, siamo diventati tralci vivi uniti alla vite che producono frutti di vita eterna. Dal punto di vista soprannaturale siamo persone vive. Vivere in grazia di Dio significa vivere innestati a Cristo e avere da Lui la vita soprannaturale, cioè l’amore di Dio nei nostri cuori.

Questa esortazione è sempre stata una costante della vita cristiana e lo rimarrà sempre perché siamo uniti a Cristo come tralci che producono frutti per la vita eterna. Se non siamo uniti a Cristo, nessuna delle cose che facciamo ha in sé valore dal punto di vista soprannaturale. Staccati da Cristo siamo rami secchi; vivendo in stato di peccato mortale siamo come anime morte e tutto quello che facciamo (anche il bene) non ha valore per la vita eterna. La teologia, a questo riguardo, si rifà al Vangelo (Gv 15-5,6):

Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.      

Il tralcio secco che non produce frutti per la vita eterna è il segno dell’anima morta a causa del peccato mortale. Il peccato mortale è quel peccato che stacca l’anima da Cristo, la rende morta, ne fa un tralcio secco e quindi non produce frutti di vita eterna. Di qui l’importanza della prospettiva della vita eterna: una volta conservata la grazia battesimale dobbiamo impegnarci a conservarla perché è così che siamo tralci vivi, membra vive del corpo mistico. Ne consegue che, in stato di grazia, ogni cosa che viene fatta nella vita terrena ha un frutto per la vita eterna. Chi è in grazia di Dio si santifica in tutto ciò fa, che dice e che pensa in quanto è la luce della Verità che lo illumina, è la vita divina che lo vivifica ed è la forza di Dio che lo sostiene.

Purtroppo, specialmente oggi, è facile perdere la grazia battesimale grazie alla quale diventiamo figli di Dio, membri della Chiesa, tempio dello Spirito Santo. Man mano che cresciamo, cresce la consapevolezza dei nostri doveri, dei nostri impegni e dei nostri rapporti con Dio. Crescendo, consapevolmente prendiamo la via del male, ci rendiamo conto di che cosa significa peccare, tradire Cristo, non osservare i Comandamenti; in questo modo veniamo separati da Cristo.

Allontanandoci da Cristo diventiamo come fiori che appassiscono e muoiono. Così accade per noi, quando ci incamminiamo sulla via del mondo perdiamo lo stato di grazia perchè intraprendiamo uno stile di vita che esclude la preghiera e l’osservanza dei Comandamenti, che elimina ogni tipo di rapporto con Dio, in cui i vizi prendono il sopravvento.

Separandoci da Cristo diventiamo anime che dormono il sonno della morte. Di qui la grande importanza del Sacramento della Confessione grazie al quale viene ridonato lo stato di grazia, se lo si vive anche come processo di conversione, di revisione di vita e di impegno di una vita nuova.

Chi muore in uno stato di peccato, rimane eternamente separato da Dio.    
Chi muore in stato di grazia, rimane eternamente attaccato a Dio.

La conversione è un’opera della grazia (unita alla nostra volontà) grazie alla quale prendiamo coscienza dello stato di peccato, prendiamo consapevolezza della Divina Misericordia, decidiamo di lasciare lo stato di peccato e di lavarci nelle acque purificatrici della Divina Misericordia e così, con l’assoluzione del sacerdote, riacquisiamo la grazia dell’innocenza battesimale. Grazie al Sacramento della Confessione torniamo ad essere tralci vivi che producono frutti per la vita eterna.

Arrivare a uno stato di grazia permanente non è cosa facile, specialmente per chi è un po’ debole e cede agli sbandamenti che talvolta si consolidano e portano a procedere tutta la vita sulla via larga della perdizione. Per moltissime persone ritornare in grazia di Dio è veramente la svolta della vita. La Madonna ha detto che l’umanità si è allontanata da Dio, ha rifiutato la fede e la Croce, il peccato sovrabbonda. Oggi, la chiamata alla conversione implica una risposta faticosa, dolorosa e generosa perché si tratta di cambiare vita, di recidere i legami del male, di tagliare la testa ai vizi e tenerli a bada. Decidere la conversione è sicuramente il frutto di un cammino che bisogna perseguire continuamente. Il combattimento spirituale interiore è continuo, è costante.

Per stabilizzarsi in grazia di Dio ci vuole tempo, ci vuole esercizio continuo, preghiera incessante e rinuncia costante.

È importante non scoraggiarsi perché la conversione, dopo, esige una stabilizzazione dello stato di grazia, cioè una capacità della buona volontà aiutata dalla grazia di dire no alle sollecitazioni del demonio e del mondo.

Anche quando ci si è stabiliti in grazia non si è lontano dai pericoli, non si è inattaccabili. Bisogna vigilare e pregare continuamente per non cadere in tentazione. Tutto questo processo di conversione e di ritorno alla grazia di Dio è possibile; certamente è un percorso doloroso ma allo stesso tempo è anche gioioso. Una volta ritornati a Dio è importante mantenere saldo questo legame, far in modo di non tornare indietro, lavorare interiormente perché sia indissolubile.

Quando ci si stabilisce in grazia la vita diventa più bella perché ci si sente più liberi interiormente, più gioiosi perché si gode di un pezzetto di Paradiso già sulla Terra. Proprio queste anime, però, sono quelle a cui satana punta di più perché è insaziabile la sua bramosia di sottrarre quante più anime a Dio. È importante allora la vigilanza continua, il combattimento spirituale interiore, la preghiera incessante che ci fortifica nella fede e alle rinunce che rinforzano la nostra volontà.

Il tempo dei Segreti non è lontano, dobbiamo allora entrarvi non solo in grazia di Dio ma consolidati nella grazia di Dio. La vera tentazione della fede sarà la seduzione, non facciamoci trovare impreparati e deboli. È adesso il tempo della fortificazione della fede e della santificazione della vita!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”