Pensiero Spirituale sulla tenzione

Cari amici,

la tentazione è l’arma con la quale il demonio cerca di conquistare le nostre anime. D’altra parte, l’inizio della Storia della Salvezza è contrassegnato dalla tentazione del demonio ai nostri progenitori. Anche la Salvezza vera e propria da parte di Cristo inizia con le tentazioni nel deserto. Sia il primo Adamo sia il nuovo Adamo sono stati tentati dal diavolo.

Noi abbiamo a che fare con la tentazione per tutto il tempo della nostra vita, è una lotta spirituale continua.

La tentazione può riguardare una singola persona, una famiglia, un gruppo, una nazione o l’umanità in quanto tale. Non c’è dubbio che la tentazione sia un’arma collettiva, non solo individuale. Soprattutto in questi tempi le tentazioni collettive sono quelle più pericolose.

La tentazione è un dardo avvelenato che il demonio scaglia per trafiggere i cuori; molte volte le tentazioni sono improvvise e violente. Le tentazioni sono dardi che trafiggono il cuore o sono anche pensieri che si incollano alla mente dei quali non riusciamo a liberarci.

I maestri di spiritualità ci insegnano che la vera arma per combattere la tentazione consiste nell’intervenire subito e di non coltivarla dentro di sé. Appena si insinua in noi un pensiero seducente dietro cui si cela il male dobbiamo scacciarlo. Il diavolo lancia delle esche, appetitose ma letali, che dobbiamo assolutamente scansare. Le tentazioni sono trappole dalla quali dobbiamo stare lontani!

Il diavolo ci attrae con quello che ci offre. Se noi fin dall’inizio decidiamo di distogliere immediatamente lo sguardo dalla tentazione, usciremo sicuramente vincitori. La tentazione, all’inizio, è come un piccolo serpentello al quale dobbiamo schiacciare la testa prima che diventi grande e indomabile.

Appena il diavolo ci presenta la tentazione dobbiamo essere pronti a riconoscerla e a distogliere lo sguardo altrove affinché non ci conquisti. Lo sbaglio di Eva è stato proprio quello di fermarsi a dialogare col serpente che aveva attirato la sua attenzione con una domanda subdola alla quale la donna non avrebbe dovuto rispondere. Se Eva avesse voltato le spalle alla domanda del serpente, avrebbe vinto la tentazione. Il serpente ha tentato Eva toccando le corde della sua debolezza, l’ha adescata con una domanda infida. È così che agisce il diavolo: ci attira a sé provocandoci con qualcosa che ci attira, che desta il nostro interesse colpendo sulle debolezze. Noi dobbiamo essere abili a riconoscere le tentazione e a fugarle immediatamente.

La tattica del maligno richiede da parte nostra una grande umiltà per affrontarla. Non dobbiamo avere la presunzione di dialogare, dobbiamo scansarlo! Gesù nel deserto ha sempre contraddetto con un colpo di Verità le menzogne con cui il diavolo lo tentava, ha stroncato fin dall’inizio le sue proposte.

Gesù non prende in considerazioni le proposte del maligno, non gli dà nemmeno ascolto. Le stronca subito con Verità Divine. Solamente Gesù, però, è in grado di intrattenere un contradditorio con il diavolo, noi dobbiamo essere umili e lasciar perdere. Dobbiamo scacciarlo e basta, non dobbiamo nemmeno prendere in considerazione quello che ci dice. La miglior arma, in questo caso, è la fuga.

Il diavolo ci studia a fondo, sa quali corde toccare, conosce bene le nostre fragilità e le nostre inclinazioni. È questo il motivo per cui non dobbiamo dargli retta, altrimenti faremo la fine di Eva.

La tentazione, se non viene immediatamente scacciata, diventa un’ossessione. L’arte di rivolgere lo sguardo altrove quando si presenta una tentazione va raffinata ogni giorno. Il diavolo vi tenta per deviarci, noi dobbiamo restare sulla nostra strada scansando l’ostacolo senza stare a considerarlo nemmeno. Si deve andare oltre la tentazione.

Il diavolo è abilissimo nello studiare le nostre menti, la nostra psiche. Lui brama a impadronirsi del nostro cuore ma non dobbiamo permetterglielo, appena cala l’esca davanti ai nostri occhi dobbiamo scansarla, andare oltre, non dobbiamo fermarci nemmeno un istante a contemplarla.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”