Pensiero Spirituale sullo scoraggiamento, arma sottile del demonio

Cari amici,

lo scoraggiamento è un’arma attraverso la quale il demonio fa molte vittime. Dobbiamo guardarci dallo scoraggiamento e trovare dei modi per affrontare situazioni di questo genere che riguardano soprattutto il nostro cammino spirituale. Ovviamente la vita è piena di pericoli, insidie problemi e anche la fatica quotidiana diventa motivo di scoraggiamento.

Tanto più questo avviene sul piano spirituale. Sappiamo che il cammino di Dio è una strada stretta ed erta; è come salire su una montagna, quando la fatica si fa sentire viene voglia di fermarsi. Il 30 aprile 1984 la Regina della pace, rispondendo alla veggente Marija che le aveva chiesto perché il precedente giovedì, 26 aprile, non avesse dato alcun messaggio per la parrocchia, rispose: «Non voglio costringere nessuno a fare ciò che non sente e non desidera da sé, sebbene io abbia avuto per la parrocchia messaggi particolari, con i quali volevo risvegliare la fede di ogni credente. Purtroppo, un numero molto esiguo ha accolto i messaggi del giovedì. All’inizio erano parecchi. Ma poi è diventata come un’abitudine. E ora, in quest’ultimo periodo, molti chiedono dei messaggi soltanto per curiosità, e non per fede e per devozione verso mio Figlio e verso me».

Nei primi tempi delle apparizioni moltissime persone avevano mostrato interesse e avevano risposto alla chiamata, col tempo molta gente era attratta solamente dalla curiosità e non per fede.

Succede anche che molte persone vanno in pellegrinaggio a Medjugorje, tornano entusiaste e rinnovate nello spirito ma pian piano, le spine della quotidianità soffocano questo entusiasmo e il seme della conversione rimane senza frutto, ben presto si affievolisce. È proprio lo scoraggiamento l’arma con cui il diavolo tenta soprattutto le persone buone. Non riuscendo a creare alternative perché chi è sulla strada della conversione sa benissimo la differenza fra la via di Dio e quella del demonio, subdolamente induce allo scoraggiamento, sibila all’orecchio di gettare la spugna.

Il combattimento spirituale è duro, richiede l’applicazione quotidiana che è la pazienza nel lavoro di dissodamento delle erbe infestanti dal campo del cuore. Oltre alla pazienza ci vuole perseveranza, ogni giorno bisogna ricominciare. Talvolta ci sembra di camminare velocemente, altre volte cadiamo e dobbiamo trovare la forza di rialzarci. Questo succede quando siamo molto sicuri e abbassiamo la guardia pensando che non sia necessario vigilare sulla porta del cuore ed è proprio in quel momento che il maligno si fa strada, è proprio in quella fessura che si insinua nel nostro cuore per scoraggiarci.

Il diavolo, con l’arma dello scoraggiamento, ci sibila che il bene è impossibile, che la fatica è vana, che mettere in pratica in Vangelo è al di là di ogni possibilità della natura umana. Il diavolo, scoraggiandoci, lavora nell’ombra del nostro cuore e piano piano ci induce a giustificare determinati peccati, determinate concessioni alle pretese della carne e alle sollecitazioni del mondo. Si creano in noi dei vuoti in cui lui si insidia per indebolire la nostra volontà, le nostre motivazioni che spingono a combattere. Satana è molto abile a demotivare, la sua è un’arte!

La lotta spirituale fa sudare sangue, richiede di ricominciare ogni giorno. Santa Caterina da Siena dice che bisogna speronare l’anima, soprattutto quando si ferma sulla strada della salvezza ed è tentata di mollare. È proprio in quel momento che dobbiamo trovare dentro di noi la forza di guardare avanti, alla mèta, al Cielo.

Il diavolo è molto bravo a scoraggiarci ma noi dobbiamo essere più bravi di lui e usare pazienza e perseveranza ogni giorno per rimanere saldi e forti nella fede e non lasciare che lui si insinui malignamente nel nostro cuore. Il diavolo non deve trovare spiragli per insinuarsi, dobbiamo vigilare, vigilare, vigilare!

L’anima va motivata ogni giorno perché satana ci incita a mollare, ci fa vedere solamente le difficoltà, ci offusca e ci fa perdere di vista la mèta.

Sant’Ignazio di Loyola, dopo la conversione, si ritirò a Manresa (Spagna) e lì ebbe per lungo tempo delle apparizioni false che lui riconobbe tali. Il demonio si presentava a lui come un angelo di luce e gli insinuava che, siccome aveva rinunciato a tutte le cose materiali e carnali, non sarebbe riuscito a vivere per altri anni senza quel tipo di benessere. Lo tentava con lo scoraggiamento, gli sibilava che non ce l’avrebbe mai fatta ad essere perseverante nella rinuncia e nella fede.

Questa è la tipica tattica del maligno di demotivare e scoraggiare le anime per insinuare nel cuore la paura di non farcela. Dobbiamo contrastarlo con la pazienza, la perseveranza e la vigilanza, solo così arriveremo alla mèta del Cielo!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”