Pensiero Spirituale sul dono della vista spirituale

La vista spirituale è un dono molto importante. L’espressione “vista spirituale” è tratta dal Messaggio della Regina della pace in occasione dell’apparizione annuale a Mirjana del 18 marzo 2023.
Nel mondo di oggi domina questa pseudoverità secondo cui l’unica forma di conoscenza di cui l’uomo dispone è la scienza. Il punto di partenza è che l’uomo è solamente materia, vede unicamente le cose materiali e la scienza è l’unica forma di conoscenza sofisticata delle regole che riguardano le cose materiali, le cose sperimentalmente controllabili. Ne deriva che al di fuori di questa non ci siano altre forme di conoscenza vera ma solamente opinioni, riflessioni. Praticamente, secondo questo modo di pensare, solamente la scienza ci mette a contatto con la realtà e ci direbbe la verità.
Oggi ci troviamo a un fenomeno mai accaduto prima, cioè la scienza che si presenta come unica forma di conoscenza che presume di abbracciare tutti i campi e quindi può dimostrare che non c’è Dio perché sperimentalmente non è controllabile, spiegherebbe l’esistenza del mondo iniziata con il caso, professa l’eternità della materia, nega l’esistenza della dimensione spirituale dell’uomo. La scienza richiude il senso della vita nel ciclo finito della materia.
Questa forma di conoscenza, che diventa una forma di ideologia dittatoriale che tra l’altro annulla il grande patrimonio spirituale e filosofico dell’umanità, pur avendo un ambito di conoscenza che è quello sperimentale ma guai a noi se rinchiudessimo la nostra possibilità di conoscere a esaminare solamente ciò che è materiale, visibile agli occhi della carne o degli strumenti che ci permettono di esplorare perfino le particelle dell’atomo. Guai a noi se riducessimo la capacità umana di conoscere solamente alle cose finite, materiali, sperimentali.
Dovremmo essere molto critici. Ovviamente siamo grati alla scienza quando ci propone dei risultati di un progresso reale; tanti scienziati hanno meritato il premio Nobel proprio per questo. Tuttavia, ci sono forme di conoscenza diverse e superiori.
È chiaro che con l’intelligenza possiamo andare oltre le cose sensibili; difatti, come ci insegna da sempre la Filosofia cristiana, attraverso la Creazione possiamo arrivare ad affermare l’esistenza del Creatore e le sue perfezioni, la sua onnipotenza, la sua bontà, la sua bellezza. Il fatto che attraverso l’intelletto siamo capaci di arrivare attraverso le creature al Creatore fa capire che è capace di andare oltre le cose visibili, sensibili, sperimentalmente verificabili.
C’è una forma di conoscenza che il mondo non considera, la fede. La fede è una grande luce attraverso la quale conosciamo ciò che con il semplice intelletto umano non è conoscibile, tanto meno con quella forma di conoscenza che si ferma alle cose visibili. Attraverso la fede conosciamo ciò che Dio ci ha rivelato. Attraverso la fede conosciamo Dio, i suoi piani di salvezza, i piani che riguardano l’uomo, la nostra origine soprannaturale, l’Aldilà. C’è tutto un mondo che esiste veramente che è il mondo di Dio, il mondo dello Spirito, della grazia, è l’effusione della gloria di Dio sulle creature. Questo mondo esiste realmente, quante persone vivono di questa conoscenza soprannaturale, di questa vista soprannaturale. Tutte le persone che pregano con fede hanno un’esperienza interiore di un mondo che soltanto con la fede si può sperimentare e di cui si ha una conoscenza certa. La fede non è un’opinione, è una conoscenza certa di realtà che sono accessibili per grazia. La fede è una luce che è una grazia che viene accolta, attraverso la quale conosciamo realtà che riguardano Dio, i suoi piani di salvezza, l’uomo, la vita eterna. Questa è la vista spirituale.
Essendoci allontanati da Dio e quindi avendo perso la fede, abbiamo perso la vista spirituale. Allontanandoci da Dio abbiamo perso la conoscenza della Santissima Trinità e della popolazione del Cielo composta dagli angeli e dai Santi. È come se questa realtà fosse stata relegata al mondo delle fantasie, dei miti. Tanta gente ha accantonato la fede, non la considera seriamente, pensa che sia una fantasticheria, una proiezione personale, un’invenzione. Si arriva perfino alla superbia, alla tracotanza, per dire che quelli che credono – mediante la fede – in un mondo che va al di là delle nostre possibilità sono pazzi. Credere in Dio, in Cristo, nella Divina Rivelazione, nella Parola di Dio, nell’Eucarestia, viene reputato come una deviazione che la prepotenza della società ritiene addirittura oggetto di cure psichiatriche. A questo siamo già arrivati nel tempo ma su questa strada arriveremo a cose peggiori. Tutti quelli che hanno la fede sanno che cos’è la vista spirituale. L’arroganza, la superbia, la supponenza, la tracotanza del mondo di oggi – secondo cui solamente la scienza è fonte di verità – giudica pazzi coloro che credono in Dio. È una forma di accecamento.
Ci sono molte persone che hanno fatto una vita lontano da Dio, credevano di vedere e si sono convertite. Nella conversione queste persone acquistano la vista spirituale, sperimentano un mondo che prima non c’era, un mondo che per loro era una proiezione psicologica. Tutti quelli che sperimentano questo mondo nel rapporto con Dio sono delle persone che hanno riacquistato quella capacità che l’uomo ha se è umile, che è la vista spirituale per grazia. La grazia viene data agli umili e viene tolta ai superbi.
Noi abbiamo avuto la grazia della fede con il Battesimo, con la prima educazione cristiana. Questa forma di conoscenza, questa esperienza del soprannaturale, questa scoperta di Dio e del suo amore, avendo noi cessato la preghiera, la carne con le sue supponenze ha preso il sopravvento, il nostro cuore è diventato impuro, è diventato schiavo dei vizi e di conseguenza abbiamo perso la vista spirituale.
Perdiamo questa grazia della fede che ci dà la vista spirituale e ci introduce nell’esperienza di Dio se non la coltiviamo con la santità della vita, con un cuore puro, con la preghiera. È come un fiore che senza acqua appassisce e muore.
Quando perdiamo la grazia della fede veniamo immersi nel buio delle tenebre. La vista spirituale, che è la cosa più bella che esista sulla Terra perché è un anticipo (con tutti i dovuti limiti) di quello che avremo nell’eternità quando vedremo Dio faccia a faccia. Il nostro obiettivo nel corso della vita e della fede ci porta nel cuore della Santissima Trinità dove contempleremo il Padre. La vista spirituale è il primo passo di questo cammino. Se non coltiviamo la purezza del cuore, perdiamo la vista spirituale. Chi perde la fede o chi è nell’accecamento è perché ha lasciato che il suo cuore fosse conquistato dal male in tutte le sue proliferazioni. Quando il cuore è conquistato dal male diventa cieco, non vede più niente.
È necessaria e fondamentale, allora, una lotta quotidiana per conservare la vista spirituale. C’è una bellissima beatitudine che dice: beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Se il cuore non è puro perdiamo la vista spirituale. La Madonna ci ha detto di ritornare a Dio per riacquistare la vista spirituale. Ecco cosa dobbiamo fare.
Il dono inestimabile della vista spirituale – per cui abbiamo la conoscenza delle cose soprannaturali; del mondo soprannaturale; della vita nella luce, nella prospettiva, nel piano di Dio; della Storia così come Dio la vede – deve assolutamente essere preservato e coltivato con la santità della vita, con la pratica dei Comandamenti. Diversamente le tenebre si addensano e ci accecano.
È molto importante entrare nel tempo dei Segreti con questa vista spirituale per vedere la mano, la potenza, la presenza di Dio, l’opera di Maria, le priorità che contano. Se entreremo nel tempo dei Segreti accecati, saremo come dei turaccioli in mezzo alle onde del mare che il vento sbatte qua e là e chissà dove andranno a finire.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”