Pensiero Spirituale sulla rinuncia

Cari amici,

il tema della rinuncia torna spesso nei messaggi della Regina della pace a Medjugorje. La Madonna si riferisce anche al digiuno, ai piccoli sacrifici.

Il tema della rinuncia è fondamentale nella vita cristiana, tant’è vero che porta con sé importanti approfondimenti da parte degli asceti; è certamente una componente fondamentale del cammino di conversione, possiam0 anzi dire che la rinuncia è il “motore” del cammino di conversione.

Questo termine è andato in disuso, insieme a “sacrificio”, nel tipo di società che è stato elaborato dal dopoguerra in poi, ovvero la società consumistica dove la sollecitazione alla rinuncia non c’è e, al contrario, si viene continuamente sollecitati a prendere oltre il necessario anche il superfluo.

La parola rinuncia ha un grande valore, è un’arma fondamentale per la vittoria nel grande cammino della vita. La rinuncia è innanzitutto un’arma fondamentale nella lotta continua contro satana.

La rinuncia parte dalla struttura della nostra umanità che è fatta di desideri, non c’è dubbio a riguardo. Noi, come esseri umani, tendiamo ai desideri del corpo, dello spirito, della carne, della psiche… La vita è un inseguimento di ciò che può soddisfare i nostri desideri. Il desiderio dei desideri, quello che trionfa su tutti gli altri, è certamente il desiderio di Dio.

La rinuncia è fondamentale nel combattimento spirituale.

“Sarete come Dio” è la proposta che il serpente infernale sibila all’orecchio dei progenitori offrendo loro di cibarsi dell’albero della conoscenza, cosa che invece era stata proibita da Dio stesso. La mela è l’immagine per descrivere l’offerta di satana ai progenitori di fare a meno di Dio, in modo tale di essere padroni di se stessi e di essere Dio al posto di Dio. Questa è la struttura della tentazione che ci segue dal momento in cui acquisiamo la ragione.

La tecnica di satana di proporre qualcosa che piace ma che non è conforme alla volontà di Dio è la struttura stessa della tentazione. La Madonna stessa l’ha svelata dicendo (più di una volta) che satana ci distrugge con quello che ci offre. Satana ha distrutto lo stato originario di bellezza e di comunione con Dio in cui erano stati creati i nostri progenitori offrendo l’autonomia totale e con questa sono periti. Ne deriva che il genere umano nasce in una condizione di perdizione e di morte che deve essere vista nella luce della Redenzione di Cristo; quindi, con il Sacramento del Battesimo e con la grazia dello Spirito Santo veniamo riscattati da questa condizione di oscuramento e di morte in cui nasciamo.

Anche dopo il Battesimo e con il cammino spirituale di santità, la concupiscenza (la spinta al male che c’è nell’essere umano) rimane. Perché? È una domanda teologica molto importante che ha avuto una definizione da parte del Concilio di Trento. Dopo il Battesimo e dopo il cammino di perfezione la concupiscenza rimane ad agonem, “per il combattimento spirituale. La Redenzione di Cristo – che ci ha ottenuto la grazia del perdono dei peccati e la grazia che fortifica la nostra volontà e illumina la nostra mente – ha bisogno del nostro contributo, ovvero il combattimento spirituale che viene fatto dalla nostra mente che accoglie la Verità e dalla nostra libera volontà che sceglie per il bene.

La rinuncia, allora, è al cuore della vita cristiana. Eva avrebbe potuto vincere la tentazione di satana colpendola in dall’inizio, prevenendola, in modo da non arrivare a dialogare con il serpente. Chi dialoga col diavolo perisce sicuramente. Bisogna rinunciare a parlare con il serpente, dobbiamo rinunciare a coltivare la tentazione nella mente in modo tale che non si palesi nella sua totalità concretamente davanti ai nostri occhi perché in quel momento sarà troppo tardi, sarà troppo difficile dire di no. Dobbiamo scacciare le tentazioni appena le vediamo comparire all’orizzonte, dobbiamo impedire che si addentrino nella nostra mente e da lì nel nostro cuore, questa è la rinuncia.

Satana ci seduce con le sue false luci, le sue menzogne; le sue tentazioni sono rese sempre appetibili ai nostri occhi perché lui ci offre quello che più ci piace per sedurci. Potremmo dire che ci colpisce nei nostri punti deboli ed è proprio rafforzandoci spiritualmente che possiamo contrastarlo e tenerlo lontano. Dobbiamo scacciarlo al primo lontano sibilo e non dobbiamo permettergli in alcun modo di avere l’opportunità di dialogare con noi.

Satana non si è fatto scrupoli nemmeno davanti al Figlio di Dio e nel deserto ha provato a tentare anche Gesù. Sull’esempio di Cristo, ogni volta che il diavolo prova ad avvicinarsi e lo scorgiamo all’orizzonte dobbiamo rispondere anche noi: “vattene satana!”

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”