Pensiero Spirituale sul vivere alla divina presenza

Cari amici,
per noi credenti è allo stesso tempo necessario e bello vivere la vita e ogni giornata alla presenza di Dio. La Regina della pace ha detto che l’uomo moderno non vuole Dio e perciò va verso la perdizione: è questo il contesto in cui viviamo! Ormai la gente vive senza Dio, lo tiene lontano, non lo considera, lo contesta.
La Madonna ci esorta a parlare con Suo Figlio, a farne un interlocutore, una guida, la Verità che illumina, la Vita che guarisce dal tarlo della morte spirituale. Com’è vero che quelli che vogliono fare a meno di Dio, in realtà sanno che Dio c’è ma preferiscono adorare un idolo al posto del Dio vivente; allo stesso tempo non basta dire di credere in Dio, bisogna far sì che Dio sia presente nella nostra vita. Bisogna far posto a Dio.
La Regina della pace ci incoraggia a essere cercatori di Dio, ci ha anche invitato ad andare nella natura per trovare Dio, perché attraverso le creature possiamo elevarci al Creatore. C’è differenza tra cercare Dio e negarlo o addirittura volersi mettere al suo posto. L’ateismo – inteso come chiusura al trascendente – è la volontà di mettere se stessi al posto di Dio. Lo slogan a questo riguardo è molto chiaro: “la vita è mia e la gestisco come voglio io”.
Fare entrare Dio nella propria vita vuol dire vivere intendendo la vita come missione affidataci proprio da Dio e vivere giorno per giorno, istante per istante, alla Sua presenza, camminare nella sua luce, all’ascolto della Sua parola, camminare con il cuore proteso alle ispirazioni dello Spirito Santo. Facciamo la volontà di Dio che si esprime attraverso la voce della coscienza; al termine della giornata esaminiamoci per capire fino a che punto abbiamo camminato con Dio sulla via della salvezza e dove invece abbiamo deviato.
Siamo creature di Dio, Lui ci guarda come un genitore guarda e osserva il proprio figlio.
“Dio ti guarda” è questa la luce in cui dobbiamo vivere la nostra giornata. Dio guarda con apprensione ogni nostro passo perché Dio ci ha dato la vera libertà per cui possiamo scegliere quale strada intraprendere. Quando seguiamo i desideri del nostro io che vuole mettersi al posto di Dio, allora diciamo che Dio non c’è e cerchiamo dei pretesti come la pseudoscienza.
Alla situazione del mondo che non vuole fare entrare Dio nella propria vita, noi credenti dobbiamo rispondere vivendo alla divina presenza, camminando sulla via di Dio senza paura di testimoniare la nostra creaturalità di figli. Non dobbiamo avere timore di testimoniare la nostra situazione esistenziale di creature che Dio ha creato dal nulla.
Professiamo ogni giorno la nostra dipendenza di figli. Guardiamo a Dio e cerchiamo di intercettare il suo sguardo di amore, la sua benevolenza e quando pecchiamo non dobbiamo avere paura di alzare gli occhi al Cielo e dal profondo gridare al Signore. È tutta un’altra vita avere Dio come interlocutore, come Padre, come amico; avere Cristo (che è il Verbo di Dio fatto uomo) come Via, Verità e Vita. Confidiamoci con Lui, apriamoci, chiediamogli aiuto, perdono, compagnia. Chiediamoci se per noi Dio è un’affermazione ma non una presenza, se diciamo “ci credo” ma poi non lo viviamo nella nostra giornata.
Ignorare Dio, dire di crederci e poi vivere come se non ci fosse, è il passo che precede l’ateismo vero cioè la negazione stessa di Dio, il rifiuto della fede e della Croce. Oggi, nei confronti del Dio vivo e vero che si è manifestato in Gesù Cristo, c’è una volontà perversa di eliminazione, c’è rancore che è la conseguenza della rottura.
Questo rancore si esprime in diversi modi, talvolta con violenza e intolleranza, altre volte con irrisione. Noi credenti dobbiamo reagire in un modo molto semplice: vivere la vita e la giornata nella luce di Dio, nell’adorazione di Dio, nell’intimità con Dio, nel dialogo con Dio, nella testimonianza di Dio.
La differenza è tangibile tra chi vive alla presenza di Dio e chi invece lo ha rifiutato; nella prima c’è luce, gioia, pace, nell’altra c’è rabbia, rancore, arroganza.
La migliore forma di preparazione al tempo che viene è certamente vivere con Dio. Andiamo verso un tempo in cui Dio ha deciso “di fare l’appello”, è questo il senso di rivelare i Segreti tre giorni prima. Dio nella sua infinità bontà ha avuto pietà di quelli che sono suoi e lo seguono, ma anche di quelli che finora hanno scelto di seguire il serpente. I tre giorni che precedono i Segreti saranno come un appello che risuonerà e noi dobbiamo essere pronti a rispondere: “Credo!”Questa è la via della salvezza. Se viviamo già da ora alla divina presenza, in quel tempo sarà facile dire “sì”.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”