LA MIA VITA PER LA GOSPA
Cari amici, a intervalli regolari, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi.
Vostro Padre Livio
22. Perché i veggenti di Medjugorje si sono tutti sposati?
Non vi è dubbio che la Madonna, come Madre premurosa, si prenda cura degli strumenti che Lei ha scelto, proteggendoli dai pericoli e guidandoli nel compimento della loro missione. Si preoccupa innanzi tutto della loro formazione spirituale, in modo tale che siano un segno della sua presenza. Questo accade in ogni apparizione mariana.
Dio non solo assegna compiti particolari, spesso scegliendo mezzi umanamente inadeguati, ma dà anche la grazie necessarie perché vengano realizzati secondo la sua volontà. Uno dei criteri che la Chiesa adotta nel giudicare l’origine soprannaturale delle apparizioni è la docilità e l’impegno con cui i veggenti si fanno umili servitori.
La mano di Maria nel guidare i suoi piccoli, anche in particolari apparentemente insignificanti, è evidente in tutte le apparizioni mariane. Colpisce come a Fatima la bella Signora inviti i tre pastorelli, che avevano costruito un rude cilicio con una corda per ottenere la conversione dei peccatori, a usarlo solo di giorno e non di notte, perché sarebbe stato troppo per la loro salute.
A La Salette chiede ai due bambini se recitino le loro preghiere e, alla risposta imbarazzata, li esorta a recitare almeno un Padre nostro e un’Ave Maria. Al Laus la piccola Benedetta viene istruita nelle verità della fede direttamente dalla S. Vergine, che si fa catechista nei primi mesi dell’apparizione. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi all’infinito.
Dio guida tutti i suoi figli sulle vie della vita in modo ordinario, per mezzo della Chiesa e dei suoi ministri, con le illuminazioni dello Spirito Santo e con molteplici interventi, che non di rado sfuggono ai nostri occhi distratti. Ma spesso lo fa in modo straordinario, manifestandosi direttamente e dando indicazioni precise. Le vite dei santi abbondano di esempi che, in verità, sono molto più diffusi di quanto non si pensi anche fra i semplici fedeli.
Alla domanda che ci siamo posti: “Chi guida i veggenti di Medjugorje?” dovrebbe essere data una risposta ovvia e scontata. I veggenti sono guidati dalla Madonna. Rimane quindi incomprensibile come si sia potuto diffondere la diceria che a Medjugorje ci sia stato un direttore spirituale, o addirittura un leader, dei sei ragazzi.
Ciò non è mai avvenuto, né nei primi tempi, né negli anni successivi. Nessuno dei religiosi presenti in parrocchia ha mai ricevuto un incarico specifico in questo senso. Ovviamente i veggenti, come ogni fedele, hanno avuto nei sacerdoti presenti in parrocchia i loro punti di riferimento per la crescita nella vita cristiana.
Ogni veggente al riguardo si è comportato con estrema libertà, a secondo delle circostanze e dei suoi bisogni spirituali. A loro volta i Frati francescani, che si sono succeduti nel lavoro pastorale, hanno avuto cura della grazia particolare dei sei prescelti dalla Madonna, allora ancora adolescenti, e delle conseguenti responsabilità che ne derivavano.
In tanti anni che ho frequentato i veggenti di Medjugorje non li ho mai sentiti parlare di un direttore spirituale che li abbia guidati. Al contrario, ho sempre visto in loro, anche nel piccolo Jakov, un forte riferimento alle disposizioni della Madonna in tutto ciò che dicevano e che facevano.
La diceria del leader spirituale fa comodo a chi ha tentato di spiegare il “fenomeno” Medjugorje come una messa in scena dei frati francescani, ma anche a chi si è illuso di usare i sei veggenti per suoi progetti personali.
La Gospa si è presa cura dei suoi “Angeli” fin dai primissimi giorni e li ha accompagnati fino ad oggi. Non dobbiamo però pensare che questo straordinario aiuto abbia dispensato i ragazzi dalle oscurità e dai travagli tipici del cammino di fede. Hanno ricevuto grazie e aiuti per compiere la loro non facile missione, ma non è stato loro risparmiata la fatica del cuore per comprendere e per scegliere.
La Madonna li ha guidati sollecitandoli alla responsabilità e all’esercizio delle virtù. E’ forse stato facile il cammino di conversione degli apostoli per il solo fatto che condividevano la loro vita col Maestro? Non di rado la Madonna li ha lasciati nuotare fra onde tempestose, senza dare risposta alle loro domande. Gli insegnamenti che la Regina della pace dà a tutti mediante i suoi messaggi sono validi anche per loro.
L’apparizione quotidiana è un dono incommensurabile, che inonda di luce e di forza. Ma subito dopo anch’essi ripiombano nel combattimento quotidiano della vita e necessitano degli aiuti ordinari di tutti i cristiani. Anche i veggenti, nonostante la grazia dell’apparizione, hanno bisogno dell’incoraggiamento, della buona parola e del buon consiglio che trovano nelle loro famiglie, nella parrocchia e nelle persone fidate.
Anche loro, come tutti, devono applicarsi alla preghiera quotidiana e attingere alla vita divina mediante i sacramenti. Nei primi tempi la Madonna rispondeva a domande particolari riguardanti sia loro come altre persone, ma poi ha sollecitato a trovare nel vangelo le risposte di cui avevano bisogno.
Anche i veggenti hanno dovuto esercitarsi nel discernimento in situazioni particolarmente intricate, quando la Madonna taceva e lasciava che trovassero la direzione da soli Anche loro hanno dovuto procedere nel buio della fede, con i rischi che le oscurità e le debolezze personali comportano. La Madonna è un’eccelsa educatrice e forma attraverso le lotte e le fatiche. A volte permette che sbagliamo, perché sbagliando di impara e si resta umili.
La domanda più importante che i sei ragazzi si sono posti all’inizio della loro giovinezza è stata quella della vocazione. Un ‘interrogativo che accomuna tutti i giovani. A questo riguardo la Madonna ha dato loro delle indicazioni generali, ma non li ha affatto dispensati dal discernimento personale.
Per quanto riguarda la scelta del loro stato, molto presto la Gospa ha detto che “sarebbe bene consacrarsi al Signore completamente. Di andare in convento o cose simili” ( Vicka). La Madonna, senza nulla togliere al grande valore del matrimonio come sacramento, confermava così la superiorità oggettiva della totale consacrazione, secondo l’insegnamento tradizionale della Chiesa.
I ragazzi affermano che la Madonna li ha lasciati liberi di prendere le loro decisioni e lo hanno fatto secondo quanto hanno sentito nel cuore. Ivan ha deciso subito ed è andato in seminario, che ha lasciato dopo alcuni mesi per difficoltà negli studi. Ivanka e Mirjana si sono orientate verso il matrimonio. “Marija ed io abbiamo deciso per il convento, poi vedremo quello che Dio vorrà” ha affermato Vicka nel lontano 1983.
n effetti Marija nel 1988 è entrata in una comunità, fondata dall’ex frate Tomislvav Vlasic, presente a Medjugorje dal 1982 al 1985, quando è stato allontanato dalla parrocchia e trasferito altrove. Il Frate francescano a guida di questa comunità è stato successivamente sospeso a divinis (2008) poi ridotto allo stato laicale ( 2009) e infine scomunicato (2009).
Marija ne è uscita dopo qualche mese in un modo piuttosto traumatico. Più tardi, vista la triste sorte a cui quella comunità è andata incontro, è apparso chiaro che non era quella la sua strada. Tuttavia è da ritenersi provvidenziale la scelta di Marija, che ha permesso da fare luce su una realtà che sollevava perplessità presso l’autorità ecclesiastica.
Vicka è stata l’ultima dei veggenti a scegliere per il matrimonio ( 2002). Tuttavia in precedenza aveva profuso molto del suo tempo e delle sue energie per i ragazzi della Comunità Cenacolo di Suor Elvira, della quale è sempre stata intima amica. Forse ha anche pensato di entrare a far parte di questa comunità e, dopo un periodo di discernimento e di preghiera, ha optato per la famiglia.
La “Gospa” indubbiamente già sapeva che cosa i veggenti avrebbero scelto ma, dopo aver sottolineato il valore speciale della vita religiosa, ha lasciato che si orientassero secondo le inclinazioni e le illuminazioni personali.
A ben vedere la famiglia è per i veggenti uno stato di vita ottimale, che permette loro non solo un cammino di santificazione, ma anche quella libertà di servire la Madonna e di incontrare i pellegrini che non sarebbe stato possibile se fossero divenuti sacerdoti o suore.
Il fatto di lasciarli liberi nella scelta della vocazione, non ha certo impedito alla Madonna di intervenire per ammonire e persino rimproverare ogni volta che lo ha ritenuto opportuno. La sua guida materna, dolce e ferma insieme, non si è limitata a raccomandazioni generali, ma si è fatto sentire su cose concrete.
Specie all’inizio la Madonna li ha ripresi e rimproverati. “Qualche volta siamo arrivati fino alle lacrime” (Vicka). Li ha soprattutto incoraggiati: “Ci ha incoraggiato continuamente. Altrimenti come avremmo fatto a resistere? Spesso le abbiamo chiesto, soprattutto all’inizio, se saremmo stati in grado di perseverare e Lei ci rispondeva: “Sì angeli miei”…Io mi sono sempre sentita forte dopo i suoi incoraggiamenti. Non avevo paura di niente” (Vicka).
La Madonna non manca di dare consigli opportuni secondo le circostanze: “Lei ci avvertiva: guardatevi da questo, guardatevi da quello; comportatevi così con il popolo, così con le autorità; e così via. Come una vera mamma. Solo che Lei è molto più buona e sapiente…Ci avvertiva per le spie, per i miscredenti, per i falsi amici; come dovevamo guardarci dalle provocazioni; che non dovevamo ascoltare falsi messaggeri” (Vicka).
Fin dall’inizio la Gospa ha anche messo in guardia i veggenti dalle insidie di Satana che cercava di insinuarsi fra di loro per metterli in disaccordo.
Man mano che i ragazzi sono diventati uomini e adulti nella fede, hanno camminato con sempre maggiore autonomia, sotto lo sguardo vigile della Madre celeste. Non c’è mai stato nessun leader dei veggenti a Medjugorje se non la Madonna stessa, che però si occupa di tutti i suoi figli con uguale sollecitudine e amore.