L’intelligenza artificiale è un prodotto dell’intelligenza malata dell’uomo moderno

Penso di aver raggiunto – e senza sprecar molto tempo- la sostanza ideale su questa decantata Intelligenza artificiale. Praticamente è uno strumento che assomiglia a un prodigio, che però annulla i tempi e gli spazi, svuotandoli dell’orizzonte naturale dell’umano. Io la vedo come un cubo, nel quale una volta dentro (in) diventerà molto presumibilmente ” IN-CUBO”. Se non si delimiterà entro regole precise e ferree i disastri che procurerà nell’umano saranno meccanicamente terribili, innanzitutto di ordine ” di libertà” effettiva e naturale, poiché con essa si sfocerà in una specie di dipendenza facente capo a una dittatura sociale mai vista nella storia.
Sarà una dittatura priva di fili spinati e di lager, in connessione costante con la varietà degli atteggiamenti umani. Sarà una specie, lasciatemi passare il termine, di anticristo H24, a cui tutti, in modi diversi, dovranno assoggettarsi, e in cui lo stare fuori controllo da esso sarà come vivere fuori dalla legge. Sembra un racconto fantastico, ma se leggiamo, per dire, il padrone del Mondo di Benson, potremo capire molte cose riguardo a Julian Felsenburgh, nel come attuerà il suo magnetismo attraverso appunto mezzi (prodigi) sulle masse da sempre alla ricerca di un salvatore. Ma Signori miei, a prescindere da questi prodigi moderni, la storia è vecchia, potremmo racchiuderla pure nel racconto del grande inquisitore di Dostoevskij.
Con questa mia carissimo sempre ave Maria (domani parto per Medjugorje, e pregherò anche per te.
giuseppe.